[De Volkskrant]
L’ipocrisia con cui l’UE sta cercando di imporre i propri ‘valori e norme’ ad un paese come la Turchia, mentre mantiene al suo interno una mela marcia come l’Italia, toglie credibilità all’UE stessa.
Bisognerebbe provare ad essere immigrato in Italia. Ogni anno questo Paese xenofobo dell’UE attua una strategia del terrore quando si tratta di immigrati: viene impiegato l’esercito per continuare a tenere in pugno gli immigrati, vengono deportati gli immigrati in regola senza lavoro, e a tutti i rom (anche ai bambini!) verranno in futuro prese le impronte digitali dando per scontato che questi inevitabilmente compiranno (prima o poi) atti criminali.
Non si lesina sulla violenza quando si tratta di immigrati, che spesso sono bersaglio di omicidi e maltrattamenti a sfondo razzista. Quindi al momento l’Italia è probabilmente il Paese più razzista dell’UE. Un Paese in cui i partiti al governo flirtano apertamente con il fascismo e in cui ad ogni angolo della strada si può comprare un calendario di Mussolini non si addice a quell’immagine civile, moderna e progressista di cui l’Europa va tanto fiera. Anzi, un futuro Paese dell’UE deve poter garantire la sicurezza alle proprie minoranze per poter essere ammesso all’Unione. Ma allora neanche quest’Italia fascistoide, con le sue politiche d’immigrazione tanto disumane, potrebbe diventarne membro.
Un farabutto da caricatura
D’altronde un Paese, secondo gli stessi criteri di ammissione, deve avere un sistema giudiziario funzionante. Eppure la corrotta Italia, che per premier ha un farabutto da caricatura che è dovuto comparire davanti ai giudici per così tante questioni di frode, che ha dovuto inventarsi una legge per non essere più processato, soddisfa dunque tale criterio in modo inspiegabile.
Se Berlusconi stesso chiama la giustizia italiana ’un tumore’, soprattutto perché essa ostacola lui ed i suoi amici mafiosi, e non perché la voglia migliorare, allora in quanto europei dobbiamo concludere che l’Italia ha un sistema giudiziario malfunzionante.
Anche la libertà d’espressione lascia a desiderare in Italia: il Premier è proprietario di quasi tutte le televisioni, mentre giornalisti e comici che hanno espresso critiche nei confronti di Berlusconi adesso sono disoccupati.
Paese del G8
Eppure l’Italia riceve poche critiche dagli altri Paesi, potendo annoverarsi con orgoglio tra i paesi del G8. L’ipocrisia con cui l’UE puntando un dito accusatore sta cercando di imporre i propri ‘valori e norme’ a Paesi come ad esempio la Turchia, mentre mantiene al suo interno una mela marcia come l’Italia, dà all’UE stessa un’immagine di scarsa credibilità. Che l’Italia sia tra i paesi fondatori dell’attuale UE, mentre per quanto riguarda valori e norme assomiglia sempre più ad una repubblica delle banane, è paradossale e dovrebbe portare perlomeno ad una revisione dei valori e delle norme europei o ad un ripensamento sulla presenza stessa dell’Italia come membro nell’UE.
[Articolo originale "Italie hoort niet in de EU" di Sabra Dahhan]




















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D’accordo, forse a noi spetterà anche qualcosa di peggio, ma credo che i lettori olandesi meritino qualcosa di meglio.
Parole durissime, ma purtroppo vere.
Mi dispiace veder trattare il mio paese come l’ultima delle cleptocrazie, però è la realtà; ed alla realtà non si sfugge.
Un’amara fotografia della nostra situazione, ma che colpisce perfettamente nel segno: inebetiti dalle fandonie che il regime ci propina quotidianamente, non vediamo più a quale punto di inciviltà siamo arrivati.
Gli Italiani non hanno mai realmente ‘bocciato’ Mussolini.
Chi lo paragonerebbe a Pinochet, o a Saddam Hussein?
Eppure e’ stato anche lui un dittatore, che non si faceva scrupolo di uccidere tutti gli oppositori del suo regime.
Vendere calendari di Mussolini in Italia, sarebbe come vendere calendari di Pinochet in Cile, o di Saddam Hussein in Iraq.
come al solito ci vogliono ‘occhi stranieri’ per farci vedere quello che abbiamo ogni giorno davanti agli occhi.
E strano come tutti gli emendamenti non siano ancora stati resi legge,ma ancor piu strano è che nella civilissima e zapaterista Spagna succeda questo :
‘La circolare del ministero degli Interni spagnolo diffusa qualche mese fa parla chiaro: ogni singolo commissariato di polizia deve accumulare un numero minimo di arresti settimanali di stranieri irregolari; se non se ne trovano, la polizia deve uscire dal proprio distretto per scovarli da un’altra parte. La preferenza, pensate un po’, va ai cittadini di nazionalità marocchina perché la loro espulsione avviene “via terra ed è più economica”, mentre non è consigliato fermare i boliviani perché “i posti sui voli di rimpatrio sono limitati”.
Non oso pensare se succedesse in Italia.
1) sulla Spagna:
MADRID, 17 febbraio 2009 – Marcia indietro e rettifica del ministero dell’Interno spagnolo sull’applicazione della Legge sugli Stranieri (’Ley de Extranjeria’), dopo le accese polemiche su arresti indiscriminati di immigrati irregolari da parte della polizia di Madrid e la fissazione di obiettivi numerici mensili di detenzione di irregolari.
Il ministro dell’Interno Alfredo Perez Rubalcaba ha ordinato alla Direzione generale della Polizia e Guardia Civile di dettare istruzioni per fissare soltanto obiettivi ‘qualitativi’ nell’azione relativa agli irregolari, dando la piorità alla repressione di reati.
L’ordine ministeriale insiste anche sulla necessità che i procedimenti di identificazione e – ove sia necessario – di arresto siano attuati nella piena garanzia dei diritti delle persone detenute. Il ministero ha comunque precisato che gli obiettivi ‘numerici’ di arresti saranno mantenuti per quanto riguarda le infrazioni penali (in Spagna il mero fatto di non avere permesso di soggiorno, in sé, non è un reato).
‘Gli obiettivi numerici saranno stabiliti, come si è fatto finora sempre in funzione di criteri di delinquenza e popolazione: e si applicheranno specificamente nell’ambito delle infrazioni penali’, indica l’ordine.
2)Gli emendamenti sono ora legge così le squadracce, pardon le ‘ronde’ sono ora libere di andare in giro a picchiare e/o bruciare immigrati. Berlusconi non è un farabutto da caricatura, è un farabutto tout-court.
inglesi … austriaci e olandesi e belgi… si scagliano contro l’talia con giornalisti certamente prezzolati come i nostri.
i giornalisti anche da loro sono pagati non per fare informazione ma per non farla.
stanno meglio di noi?
non so!
pero le loro banche sono gia fallite … le nostre vedremo!
pensano di esser migliori di noi’
A VENEZIA C’E’ UN DETTO ‘AL MEJO GHE NDEMO IN CULO’
traduzione (chi crede di esser migliore di un altro prima o dopo lo prende nel c…)
meditiamo gente …meditiamo
i conti si fanno sempre alla fine dopo aver tirato una riga ed aver scritto TOTALe.
Inutile offendersi a leggere queste cose. E’ vero, tutti i paesi hanno i loro problemi, ipocrisie, crimine. Ma l’Italia è a livelli da vergognarsi.
E anch’io penso da tempo che l’Italia non merita di stare nell’Unione Europea. Sono fermamente decisa a scrivere una lettera alla UE perché guardi la realtà delle cose e ci ‘riprenda’ e se non la sia pianta (come appunto sarà) BUTTARCI FUORI! Voglio vedere quanto non potrà fare impressione una simile cacciata! Voglio vedere quanti continueranno a credere che solo i comunistoni ce l’hanno con Berlusca.
inviterei la signora che ha firmato l’articolo a venire in Italia per rendersi davvero conto di quanto ha blaterato nel suo intervento.
L’odio razziale di cui ci investe è semplicemente insofferenza ai tanti crimini perpetrati dagli immigrati. Gli italiani non sono mai stati razzisti ma ogni pazienza ha un limite e da noi la misura è davvero colma.
L’articolista si domanda come mai L’Italia riceve poche critiche dagli altri paesi, forse la semplice risposta è che tutto sommato non è come ci ha descritto. Da dove le viene tutto questo odio per Berlusconi, è forse prezzolata dalla sinistra?
Articolo dirompente, illuminante nella sua crudezza. Tra tutte le ‘criticità’ dell’Italia evidenziate, quella originaria, la più drammatica di tutte è per me il modo edulcorato, reticente (oserei dire indegno), con il quale i media italiani fanno informazione.Giornali (comunque poco letti) e soprattutto TV. Ho sempre più l’impressione di vivere all’interno di una tenda ad ossigeno (meglio, a CO2). I telegiornali italiani, oltre a non raccontare nulla di quel che accade nel mondo (a titolo di esempio, in Madagascar c’è una crisi politica drammatica con decine di morti, qualcuno ne parla?) ci tengono pure allo scuro di quanto accade nel nostro disgraziato Paese. Sarebbe sufficiente (necessario per la democrazia) raccontare i fatti, poi ciascuno si può formare un’opinione. A chi (a che cosa) è funzionale tutto ciò? Dite che dovrei rispondermi da solo? Non mi rassegnerò a questa triste situazione, ma mi guardo attorno ed ho la netta impressione che a molti (la maggioranza?)questo non interessi poi molto…
Le notizie devono essere ricercate, scovate sotto il tappeto. Ma non tutti sono nelle condizioni di farlo. Le prospettive per il futuro sono tutt’altro che rosee vista l’imminente tornata di nomine ai vertici della RAI. Persone che probabilmente risponderanno ai loro ‘referenti’, più che agli abbonati ed alla obbiettività dell’informazione. Quel che si può fare è restare belli svegli e tenere deste le coscienze.Per quanto possibile. Bye, Garo.