[De Volkskrant]
Anche senza voler essere politically correct, non è esagerato affermare che, per un Paese come l’Italia – con quasi 60 milioni di abitanti e altrettanti interessi – sarebbe utile avere a disposizione un pacchetto di leggi e regolamenti ai quali attenersi di tanto in tanto.
Gli italiani in effetti hanno gia’ un’attenzione estremamente bassa per l’interesse comune; le auto parcheggiate in tripla fila che paralizzano il traffico sono l’esempio più banale. Un sistema legale e giudiziario regolari riescono appena a contrastare queste caratteristiche anarchiche del paese.
In quanto a quantita’ di leggi e regole sull’Italia nulla da eccepire. Ne sono state contate ventimila da Walter Veltroni, il leader dell’ opposizione di centro-sinistra dello scorso anno. In tal senso, i politici italiani prendono il loro incarico democratico molto seriamente. Se provi a contare le inchieste giudiziarie che formano una pila alta quanto una torre pare che la base per una società civile sembri esserci tutta.
Solo che l’applicazione delle regole non riesce a dare risultati. Dove puo’ condurre un simile stato di cose, si e’ visto questa settimana durante la furibonda lite riguardo la morte della paziente in coma Elana Englaro.
Rappresnetanti dei cittadini hanno accusato il presidente Napolitano di omicidio. I cattolici sono scesi in strada additando il padre di Eluana come un boia. Il premier Berlusconi ha detto, come se la sua opinione personale in questo caso fosse necessaria, che lui non staccherebbe mai la spina se fosse il padre di Eluana, la ragazza che gia’ da 17 anni vive in stato vegetativo ma che secondo Berlusconi “puo’ ancora avere figli”.
Questo imbarazzante spettacolo non si sarebbe mai verificato se dall’inizio ci si fosse semplicemente attenuti alle regole. Tali regole conferiscono ad Eluana pieno diritto a morire – la Corte di Cassazione si era gia’ pronunciata a riguardo lo scorso novembre in modo chiaro. In qualsiasi altra democrazia i politici si piegano senza fare il muso davanti ad una sentenza del genere – in rispetto al principio democratico della divisione dei poteri. In Italia senza alcuna traccia di vergogna ci si sbarazza di una sentenza della magistratura, mandando a quel paese Montesquieu e la sua opera filosofica sulla divisione dei poteri.
La questione Eluana non è slegata dal resto, per dirla dolcemente. Dieci anni fa alcuni giudici (non solo italiani ma anche europei) stabilirono che una emittente televisiva di Berlusconi, “Rete 4″, violava in modo grave le leggi. “Rete 4″ ha continuato normalmente a trasmettere su una frequenza tv che aveva perduto nella gara d’appalto dell’assegnazione delle frequenze a favore di una emittente commerciale estranea che non faceva parte dell’impero. Ma “Rete 4″ trasmette ancora oggi senza problemi nonostante la Corte Europea abbia gia’ da tempo dichiarato che l’emittente e’ illegale.
Inoltre ci sono una quantità di parlamentari che malgrado siano inquisiti per reati di frode, corruzione e associazione mafiosa, se ne rimangono seduti sui loro seggi come se niente fosse. Ci sono poi quelli che non si fanno quasi mai vedere in parlamento, ma comunque ‘decidono’ riguardo a proposte di legge grazie ai colleghi di partito che premono in loro assenza i bottoni per la votazione. Quando i membri dell’opposizione hanno fecero delle foto con i loro telefonini per documentare questa frequente irregolarità, furono loro stessi ad essere ammoniti: fare delle foto avrebbe potuto minare la ‘dignità del parlamento’.
In Italia “lo Stato non e’ a servizio della legge, ma la legge a servizio dello Stato”, ha scritto il giudice siciliano Felice Lima recentemente a proposito della magistratura italiana. Così il paese piu’ bello d’ Europa da’ le spalle alla democrazia.
[Articolo originale "Geen trias politica in Europa's mooiste land" di Eric Arends]





















(6 voti, media: 3,83 su 5)