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Berlusconi governa per Berlusconi

Pubblicato Domenica 22 Giugno 2008 in Spagna

[El Paìs]

Il Cavaliere scatena la guerra contro i giudici per cercare di liberarsi dei giudizi

MIGUEL MORA - Roma - 22/06/2008

“Sono innocente, lo giuro sui miei figli.”

No, non è una frase di un ladro di galline arrestato dai carabinieri. L’ha pronunciata il primo ministro italiano, Silvio Berlusconi, venerdì scorso, a Bruxelles, alla fine del Consiglio Europeo. Ironia della sorte. Dopo aver trasformato gli zingari nel grande nemico pubblico; dopo aver approvato di tutta fretta un pacchetto di misure di sicurezza che criminalizza gli immigrati; dopo aver inserito questa settimana in Senato due piccoli emendamenti destinati a garantire la sua immunità giudiziale, stava lì Il Cavaliere, il magnate in persona,a ripetere il giuramento gitano.

Berlusconi è indignato. Nessuno lo capisce. Durante tutta la settimana, l’opposizione, molti media nazionali e stranieri e numerosi cittadini con e senza toga lo hanno accusato di aver lanciato la cortina di fumo della sicurezza per legiferare a suo beneficio, promulgare un’amnistia gigantesca e salvarsi dal caso Mills, il processo nel quale è accusato di corruzione e al quale si riferisce il giuramento di venerdì.

Il Cavaliere si è difeso attaccando come sa lui, e dopo aver annunciato che ordinerà ai suoi avvocati di rinunciare ad usare la legge salva-Berlusconi “per allontanare qualsiasi sospetto”, ha declassificato i magistrati italiani accusandoli di “tentare di sovvertire la democrazia e il senso del voto”, e avvertendo che non permetterà che le “toghe rosse” lo spoglino del potere.

È la sua ennesima offensiva contro giudici e fiscali. Però tutto indica che è quella definitiva. Berlusconi se n’é infischiato sia dell’autorità sia del rispetto dovuto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inviando al Senato senza consultarlo i due emendamenti che bloccheranno per un anno i processi penali per reati o crimini anteriori al 2002 e con pene inferiori a 10 anni di carcere.

Il magistrato Giovanni Salvi, esperto in terrorismo, considera che queste misure, adottate “con l’unica finalità di impedire che si chiuda il processo Mills e cercare l’immunità assoluta”, suppongono “una gravissima aggressione allo Stato di diritto che avrà conseguenze devastanti su un sistema giudiziale che è al limite del collasso”.

“Per liberarsi del caso Mills, Berlusconi mette a rischio 100.000 processi”, spiega il politologo Giovanni Sartori in una colonna del Corriere della Sera. “È gravissimo. Mettiamo che Fulano sia capo della polizia, ammazzi sua moglie e stabilisca che la polizia non lo può investigare. Sarebbe una cosa buona? Io direi di no”.

Può essere che la norma salva-Berlusconi non arrivi ad essere applicata al suo caso. Oppure che il giudizio si fermi per un anno e riparta più tardi. Casualmente, il deputato e avvocato difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, autore del pacchetto sulla sicurezza e del pacchettino salva-Mills, avrebbe in serbo un colpo più grande: una nuova Legge Schifani, dichiarata incostituzionale nel 2004, che blinderebbe giuridicamente le alte autorità della Stato.

“Tutti sappiamo che dopo Palazzo Chigi, Berlusconi vuole salire al Quirinale [sede della presidenza della Repubblica]”, riassume Sartori. “Se non siamo davanti ad una immunità definitiva, ci siamo vicini”.

La grande strategia si gioca su due fronti, pubblico/privato. Il deputato Ghedini legifera in Parlamento e l’avvocato Ghedini difende Berlusconi al processo. Questa settimana, la giudice del caso Mills, Nicoletta Gandus, è stata ricusata. Quattordici mesi dopo che aprisse il processo. La causa: inimicizia grave contro Berlusconi. La scusa: la Gandus aveva firmato manifesti contro leggi promulgate dal precedente Governo del Cavaliere, 2001-2006. Critica politica o “avversione” personale?

L’Associazione Nazionale della Magistratura ha difeso l’imparzialità della Gandus, e sta annunciando che non sospenderà il processo. La lotta è, quindi, aperta. Molta gente è con Berlusconi. Altri vedono in pericolo lo Stato di diritto, il funzionamento della giustizia e la salute di una democrazia già molto deteriorata per il conflitto di interessi.

Secondo il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, “Berlusconi accusa i giudici di ciò che in realtà sta facendo lui: sovvertire l’ordine democratico”.

Il fatto curioso è che lo pensano anche i commentatori di destra. Luca Ricolfi, su La Stampa, la settimana scorsa ha scritto: “Berlusconi forse ha un’idea sul futuro dell’Italia, ha sicuramente ragione su alcune critiche alla magistratura, però quando comincia a muoversi è incapace di separare i suoi interessi personali dagli interessi del paese”.

Secondo Salvi, è “inconcepibile che un primo ministro aspiri a liberarsi dei reati commessi in funzione di imprenditore, ma la cosa più straordinaria è che Berlusconi dica che il caso Mills dimostri la persecuzione dei giudici italiani contro di lui”.

In effetti, nella lettera inviata al presidente del Senato, Renato Schifani, Berlusconi ha qualificato il caso come “uno dei tanti processi fantasiosi che i magistrati di estrema sinistra hanno inventato contro di me per fini politici”.

Però questo processo non nasce da un fisco comnunista. È arrivata in Italia attraverso i giudici del Regno Unito, dove il caso Mills ha prodotto, due anni fa, un piccolo terremoto politico. Tutto è iniziato quando il fisco ha scoperto che David Mills, avvocato di Berlusconi tempo fa, aveva 500.000 euro su un conto segreto alle Bahamas, arrivati via Svizzera e Gibilterra. Mills ha confessato che era una commissione che aveva ricevuto dalla Fininvest per aver dichiarato come testimone a favore di Berlusconi in due processi nel 1997 e nel 1998. Poi si dimise. Ormai faceva lo stesso. Poco dopo la moglie di Mills, Tessa Jowell, ministra della Cultura del Governo Blair, grande amico di Berlusconi, si è vista obbligata a dimettersi dal suo incarico.

Tanto Mills quanto Berlusconi si giocano una condanna tra i sei e gli otto anni di carcere. Se si emetterà una sentenza e questa fosse di “colpevolezza”, potrebbe Berlusconi diventare presidente della Repubblica? Continuerà ad essere primo ministro? Gli crederemo quando lancerà giuramenti gitani?

[Articolo originale di Miguel Mora]

Gli ultimi commenti.

  1. Martedì, 1 Luglio 2008 alle 3:23 pm, Massimo ha scritto :

    @ Pietro

    “anche ci fosse solo l’1% di probabilità di essere condannato”… mmmmmmm io non ne sarei così certo…

  2. Martedì, 1 Luglio 2008 alle 11:58 am, pietro 1987 ha scritto :

    Marco, El Pais è uno dei giornali più sinistri d’Europa

  3. Martedì, 1 Luglio 2008 alle 11:56 am, pietro 1987 ha scritto :

    Marco non ho mai sostenuto che Le Figarò sia di sinistra, ne il NYT etc… mai detto.
    Sono d’accordo che non esiste vittoria più bella di quella regolare, ma capirai che un premier non può rischiare di essere costretto a dimettersi. (anche ci fosse solo l’1% di probabilità di essere condannato). Comunque guarda che io quest’anno ho votato Lega.

  4. Lunedì, 30 Giugno 2008 alle 4:39 pm, Giuliano ha scritto :

    purtroppo invece sai cosa ti dicono le persone a cui dici questo?che se lui affrontasse il processo, nonostante sia innocente (l’ha giurato sui suoi figli..poveri), non si può far processare serenamente perchè i magistrati di estrema sinistra che si sono infiltrati, lo condannano anche se innocente. qualche scusa la troveranno sempre. Siamo il paese più vergognoso d’europa. più irriso e deriso per via del governo che hanno eletto. berlusconi è considerato in europa il politico più bugiardo che esista. ma noi non lo sappiamo perchè le televisioni non ne parlano.

  5. Lunedì, 30 Giugno 2008 alle 4:00 pm, Massimo ha scritto :

    “Per quanto riguarda Ilvio, se fosse come sostiene lui cioè veramente “Innocente”, invece di andare a giurarlo sulla testa dei suoi figli facendosi compatire dagli altri Eurodeputati, che affrontasse il processo con la serenità del chi sà di stare nel giusto. Non esiste vittoria + bella.”

    Discorso inattaccabile, sono pienamente d’accordo con te Marco.


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