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Il Vaticano è stato accusato di aver ordinato l’assassinio di una ragazzina scomparsa 25 anni fa.
Emanuela Orlandi, figlia di un impiegato del Vaticano, aveva 15 anni quando è scomparsa dopo una lezione di flauto nel centro di Roma. Fu vista per l’ultima volta ad una fermta dell’autobus il 22 giugno del 1983. La indagini sulla sua scomparsa sono state riaperte questa settimana in seguito a nuove prove fornite dall’ex-fidanzata di Enrico De Pedis, un criminale romano.
Sabrina Minardi, una ex tossicodipendente in remissione, sostiene in una dichiarazione alla polizia italiana che De Pedis ha rapito Orlandi, l’ha messa in un sacco e gettata in un miscelatore di cemento a Torvaianica, un’area di dune sabbiose sulla costa vicino a Roma.
Minardi ha anche dichiarato che la Orlandi è stata rapita e uccisa per ordine dell’arcivescovo Paul Marcinkus, allora capo della banca Vaticana. Monsignor Marcinkus è morto nel 2006 a Sun City in Arizona, dopo essere caduto in disgrazia durante la sua permanenza a Roma.
L’arcivescovo è stato indagato dall’Uffico sul Crimine Organizzato del Dipartimento di Giustizia americano dopo aver trovato una richiesta di 950 milioni di dollari di obbligazioni false fatte su carta moneta del Vaticano.
Nel 1982 Marcinkus è stato implicato nel collasso crack del Banco Ambrosiano e nell’omicidio di Roberto Calvi, il capo della banca il cui corpo fu trovato impiccato sotto il ponte Black Friars a Londra. L’arcivescovo è accusato di aver avuto legami con Michele Sindona, un mafioso, ed è stato costretto a farsi da parte dalla posizione di capo della Banca Vaticana nel 1989.
Orlandi è stata uccisa per ordine di Marcinkus “per mandare un messaggio a qualcuno,” ha detto Minardi, senza rivelare altro. Ha affermato che De Pedis la portò a pranzo a Torvaianica e le disse che aveva due sacchi nella sua macchina. “Disse che aveva il corpo di Emanuela Orlandi con sé” ha detto Minardi in una dichiarazione alla polizia. De Pedis e il suo autista “andarono in un cantiere in costruzione. Rimasi in macchina. Gettarono tutto in un miscelatore del cemento. Così si sono liberati di tutte le prove.” Ha aggiunto: “Questo non fu un rapimento per soldi, fu un rapimento simbolico. Rapirono Emanuela per mandare un messaggio a qualcuno.”
Ha anche aggiunto che a volte portò alcune ragazze a incontrare Marcinkus in un appartamento in Via Porta Angelica. “E’ successo quattro o cinque volte. Era vestito come una persona normale” ha detto, aggiungendo che portava anche borse di soldi al prelato per riciclare il denaro.
La famiglia dell’Orlandi ha detto che vuole ulteriori prove prima di credere a “qualsiasi testimone”. Gli investigatori hanno anche detto che c’erano “alcuni problemi di incongruenza, specialmente per quanto riguarda le tempistiche” nelle affermazioni della Minardi, ma che “ci sono anche dettagli così precisi e minuziosi da meritare ulteriori indagini”.















E ora rispuntano i misteri del Vaticano con questo cardinale Marcinkus che ancora i vertici della chiesa continuano a difendere!
Il Vaticano sa molto sul caso Orlandi e su Marcinkus il papa Luciani voleva vederci molto chiaro e purtroppo (stranamente) morì dopo 33 giorni dal suo pontificato.
Supponiamo per alcuni istanti che il tragico fatto sia vero,chi si prenderebbe la responsabilità di esternarlo…..senza dover pagar dazio
Ovviamente nessuno, se non a quasi termine dei suoi giorni così anche se dovesse finire in galera, non succederà perchè avrà una situazione di salute non compatibile con il regime carcerario…
A quanto dicono (e il condizionale è d’obbligo) pare che gli inquirenti sospettino che nella tomba di “Renatino” della Banda della Magliana si troverebbe in realtà il corpo di Emanuela Orlandi. Non solo: davanti alla prospettiva di una
riesumazione, la Chiesa pare non essere poi così d’accordo (non sia mai che si turbi il riposo di un gangster).
Per chi non lo sapesse, la tomba di Renatino si trova in una minuscola, infinitesimale… BASILICA! Nella fattispecie, quella di Sant’Apollinare, in piazza Navona, a Roma.
Mi domando comunque cosa aspettino -e cosa abbiano aspettato- i cattolici a mobilitarsi per sbattere fuori un criminale da un suolo che ritengono sacro.
Ah, prima che si dica che questa storia è frutto della fervida fantasia di qualche comunistoide sbrana-pargoli, nel mio consueto giro di verifiche ho trovato la notizia persino su “Il Giornale” di Mario Giordano, in un articolo di Gian Mario Chiocci, e non era affatto tenero con le posizioni ecclesiastiche -vedi l’enfasi con cui ha sottolineato la frase dell’ex vicario del Papa: “La Chiesa non si pone domande”-.
Insomma, non credo si possa dire che sia un’invenzione del comunista di turno.
Deprimente. Specie considerando i capitali immensi che lo Stato italiano elargisce a Città del Vaticano.
Avete visto quest’altro articolo?
http://italiadallestero.info/archives/309
Caro Mark, in questo paese i salvacondotti spirituali esistono.
Basta pagare!!!!!
Con 30000€ ti puoi ricomprare la possibilità di risposarti in chiesa.
Con qualche migliaio di € in + ti puoi comprare la tomba in chiesa.
Non hanno + vergogna.