[Financial Times]
Sopportare il comportamento tenuto da Silvio Berlusconi la scorsa settimana è stato come “dover stare seduti a guardare un film già visto”, ha detto la senatrice Anna Finocchiaro, il rappresentante parlamentare del Partito Democratico. Nemmeno due mesi dopo l’inizio del suo terzo mandato come primo ministro, Berlusconi si ritrova in una disputa familiare.
Il Senato sta finendo i lavori su un pacchetto sicurezza che Berlusconi aveva proposto in campagna elettorale. Un emendamento aggiunto dai suoi sostenitori che è passato mercoledì sospenderebbe i processi per tutti i crimini tranne i più gravi avvenuti prima di metà 2002. Questo aiuterebbe a concentrare le poche risorse dello stato sull’ondata di crimini violenti che ha allarmato la popolazione. Ma ciò non è tutto, il provvedimento fermerebbe un processo a Milano che si propone di dimostrare se Berlusconi abbia pagato 387000 euro (601000 dollari, 306000 sterline) al suo avvocato David Millis, marito ripudiato di Tessa Jowell, la Ministro delle Olimpiadi in Gran Bretagna, per dare falsa testimonianza in tribunale dieci anni fa. (Entrambi negano le accuse.)
Berlusconi è convinto di essere attaccato da giudici “di estrema sinistra”. Questa settimana ha chiesto di rimuovere il giudice che presiede il caso Millis, sulla base che i suoi attacchi verbali alle sue leggi la rendono troppo condizionata per dare un giusto giudizio. (La sua richiesta è stata rifiutata). Ha annunciato che cercherà una legge che darà l’immunità dai processi alle più alte cariche del governo italiano. I magistrati hanno replicato che le mosse di Berlusconi causeranno “danni irreparabili al rispetto delle leggi”. Non c’è dubbio che abbiano ragione. La Spagna, la Francia, la Germania e l’Unione Europea hanno tutte qualche tipo di immunità. Anche l’Italia ha avuto l’immunità per i parlamentari fino a quando è stata abolita nel 1993, mentre era in corso una serie di processi anti-corruzione. I sostenitori di Berlusconi hanno passato una legge sull’immunità nel 2003 ma la Corte Costituzionale l’ha annullata l’anno successivo, sostenendo (ragionevolmente) che violerebbe l’uguaglianza di fronte alla legge e (assurdamente) che minaccerebbe il “diritto” dei cittadini di confrontare i propri accusatori, come imputati difensori. Leggi di questo tipo possono essere abusate. Pablo Escobar, il barone della cocaina, ha notoriamente evitato i processi negli anni ‘80 facendosi eleggere nel parlamento colombiano. Ma in molti casi l’immunità previene tanti inconvenienti quanti ne causa.
Lo scopo dell’immunità non è dare carta bianca a cariche elette, ma proteggere il diritto dell’elettorato a essere governato dalle persona che ha scelto democraticamente. Le accuse contro Berlusconi nascono da una ricerca disinteressata di giustizia o da un desiderio da parte di una certa parte dell’élite italiana di rovesciare una scelta popolare che non piace? A tali domande non si può quasi mai rispondere abbastanza da soddisfare il pubblico. Negli anni ‘90 negli Stati Uniti il presidente Clinton è stato soggetto a un processo dopo l’altro. Si è visto che è necessario che il potere giudiziario resti immune dal morbo della politica quanto i politici lo siano da quello dalla corruzione. L’immunità potrebbe essere il modo migliore per proteggere gli elementi democratici di un governo democratico, specialmente in una nazione dove la magistratura è altamente politicizzata. Gli Stati Uniti uniti sono ancora una nazione di questo tipo.
Così è l’Italia, dove, per un decennio e mezzo, i giudici hanno goduto di un potere unico in occidente. Nei primi anni ‘90, quando gli italiani non si sentirono più obbligati a tollerare la corruzione che prendeva abitualmente parte alla politica della guerra fredda, giudici ambiziosi fecero crollare la direzione dei principali partiti nei processi per corruzione. Dopo la Guerra Fredda, l’epurazione in Italia è stata più approfondita di quella effettuata in molti paesi comunisti. C’è stata, in effetti, una vigilanza giudiziaria sui funzionari eletti, con giudici che esaminavano attentamente la classe dirigente della futura generazione.
A lungo termine questo potere è malsano per una democrazia.E’ uno dei motivi per cui gli italiani sono giunti ad avere diffidenza nella magistratura. Un sondaggio pubblicato giovedì ne “La Repubblica”, un prestigioso quotidiano romano che si oppone a Berlusconi, ha mostrato che solo un terzo (35%) degli italiani ha fede nel sistema giudiziario, mentre il 59% non ne ha. Gli elettori di Berlusconi sono nella stragrande maggioranza dei casi diffidenti verso i giudici, mentre i suoi oppositori ne sono per lo più soddisfatti. Ciò che colpisce è che gli elettori di ciò che rimane della Democratica Cristiana italiana di centro, l’opposizione UDC, sostengono i progetti di Berlusconi di sospendere i processi dal 69% al 30%. Come sostiene “La Repubblica”, gli italiani “pensano che la giustizia funziona male. E se il prezzo [per aggiustarla] è una sorta di ‘immunità’ giudiziaria per Silvio Berlusconi, sono disposti a pagare”.
Un numero arretrato di casi nello stile “Casa Desolata” [riferimento al romanzo satirico di Dickens sulla rovinosa procedura dell'antica corte della Cancelleria, N.d.T.] è il punto dolente della magistratura italiana. La legge italiana è così lenta da cozzare contro l’articolo sei della Convenzione Europea sui Diritti Umani. Al posto di processi veloci, l’Italia ha la cosiddetta “legge Pinto” del 2001, per risarcire le persone che vedono dilungare i propri casi giudiziari. Sir John Major era al potere in Gran Bretagna l’anno in cui è iniziato il processo Berlusconi-Mills. Le accuse contro cui Berlusconi stava combattendo quando l’ultima legge sull’immunità è stata rovesciata nel 2004 risalgono al 1985. Quando i nemici di Berlusconi avvertono che 100.000 processi sarebbero congelati perchè sono più vecchi di sei anni, sostengono involontariamente le ragioni della legge, invece di opporvisi.
Le acrobazie giudiziarie di Berlusconi sono sempre per se stesso, ma non sono mai solo per se stesso. Affrontano sempre a qualche problema vero e proprio, abbastanza grave da radunare elettori dietro di lui. Qui sta il suo genio politico. L’Italia è in un panico per la criminalità in questo momento. Panico che potrebbe essere fondato, oppure no. Ma quasi ogni cosa nella sua legge sulla sicurezza contribuirà a dissiparlo. Una legge sull’immunità, se dovesse essere redatta, potrebbe rendere la politica italiana meno litigiosa e più democratica. Il fatto che Berlusconi potrebbe schivare un processo attraverso queste leggi è una ragione per opporvisi. Ma è l’unico motivo per farlo e non è sufficiente.
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NO, non condivido che si faccia bene a limitare la magistratura e mi spiego: per costituzione la magistratura DEVE essere indipendente dalla politica e per esserlo DEVE avere giudici “imparziali” che guardino a quelle che sono le prove prodotte punto e basta. Se la magistratura non è indipendente dalla politica, si deve eliminare questo conflitto anticostituzionale ed è innegabile ma promuovere e legiferare con lo scopo di limitare le possibilità da parte della magistratura ad indagare su persone, casi, situazioni, è come fare una garaa ciclistica con una bicicletta senza pedali: terribilmente svantaggioso per il ciclista, terribilmente limitativo per la democrazia. Se non posso indagare o se devo sospendere un processo come faccio a mettere dei criminali in galera? Non posso. Il problema, saltato fuori recentemente, dei rallentamenti pilotati di processi è un sintomo evidente di un sistema che strutturato così com’è si presta ad essere politicizzato o comunque guidato, al contrario di ciò che viene sancito dalla costituzione Italiana. Siamo nel 2008, è possibile che per avvallare una richiesta, dare il via ad un’azione, depositare una sentenza, si usino ANCORA i documenti cartacei con tutti i ritardi che intrinsecamente comportano?!?!? La pubblica amministrazione stà per ricevere un’impulso di ottimizzazione che era da anni desiderato da tutti, ma per comodità, interesse di qualcuno, poca voglia di fare è rimasto lentissimo, oberato di tempi morti inutilissimi ed evitabilissimi: ora basta, per mandare una conferma a qualcosa lo si farà con una mail, evitando all’addetto di doversi alzare dal suo posto, andare nell’ufficio che dista un tavolato da 8cm dal suo (un muro per intenderci), mettere la “pratica” sulla scrivania del collega assente perchè è al bar o a prendere la figlia in palestra, sperando che quando rientra veda la pratica che se no rischia (con una enorme certezza) di rimanere impantanata per una settimana se va bene. Ora basteranno dieci minuti per compilare la pratica, un click per inviarla, la mail con ricevuta di ritorno darà la garanzia che è stata ricevuta e la responsabilità al ricevente di fare il suo dovere, comunque in tempi decisamente ristrettissimi rispetto a prima.
Perchè una cosa del genere non la si fa anche in ambito giudiziario? E’ il miglior sistema per velocizzare (perchè il problema sta tutto qua) il disbrigo delle pratiche processuali, rendendo AUTOMATICAMENTE i processi più veloci, senza la “necessità” di sospenderne 100000 a vantaggio di “quelli importanti”: se c’è un processo, c’è perchè è importante che ci sia, è stato fatto perchè qualcuno in un modo o nell’altro ha violato una o più leggi ed è giusto che venga processato!.
Questo è per arrivare a dire che un’informatizzazione della giustizia, porterebbe ad uno snellimento di sicuro, tempistiche di conseguenza molto inferiori e non trascurabile, anzi è il problema sollevato della politicizzazione, ad una chiara e certa assunzione di responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte (se le mail hanno RR e io ne ho ricevuta una che mi dice di depositare la sentenza entro 10 gg dal ricevimento e non lo faccio, il mio posto di lavoro ESPLODE con me sopra! Verrò sostituito con uno che entro 2 giorni lo farà (per chi avesse dubbi, se chi non ha depositato la sentenza nei termini era profumatamente pagato, verrà prima di tutto eliminato dal suo posto di lavoro e poi si andrà a scoprire il perchè non presentava la sentenza, arrivando quindi a scoprire che c’erano collusioni tra politica e mafia: interrompendo questo ciclo vizioso, si andrebbe ad escludere sia politica che mafia). Resta beninteso che il tutto è subordinato a continui controlli di “sbattimento portato a termine” da far fare a qualcuno che dovrà poi rendere conto a sua volta al CSM. La base di tutto restano e resteranno sempre e comunque i controlli.
Vedi caro Financial Times,quello che succede in altri stati Europei, in materia di giustizia,molto spesso segue una legge che è rispettata da tutti,mentre in Italia se sei ricco ti difendono e ti scagionano,a meno che qualcuno ti voglia togliere dalla scena perche non gli vai più bene oppure hai alzato troppo la cresta.E di esempi ne potrei riempire una stanza. Prendiamo un esempio per tutti;Cyrac,al termine del suo mandato si è messo a disposizione per chiarire il suo ruolo nelle faccende che lo incolpavano.Berlusconi prima di tutto ha pensato di farsi le leggi(roba da sud america “ESCOBAR”)e successivamente si è anche scocciato per i continui processi alle sue attività.Ma l’assurdo(tu dici GENIO ma a me viene da piangere)è che non ha mai pagato nulla,anzi si è fatto rieleggere e qui solo gli Italiani possono essere cosi masochisti.In questo clima farei intervenire la corte Europea e non solo per questo problema…..ABBIAMO BISOGNO DI IMPARZIALITA COSA CHE IN ITALIA SCARSEGGIA