[Le Monde]
Il presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, 83 anni, ha ricevuto, sabato 7 febbraio, un’ovazione in piedi all’opera San Carlo di Napoli, durante un concerto diretto da Riccardo Muti. “Viva la Costituzione!” ha gridato una voce in sala, mentre decine di manifestanti esprimevano la propria solidarietà dall’esterno.
Questa testimonianza di simpatia avviene il giorno seguente la sua decisione di non controfirmare il decreto d’urgenza di Silvio Berlusconi per “salvare” Eluana Englaro, una donna in coma vegetativo da diciassette anni, a cui i medici di una clinica di Udine hanno cominciato la progressivasospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali. Un iter voluto dal padre e conforme ad una sentenza definitiva della Corte di Cassazione.
E’ la prima volta che Napolitano, proveniente dai ranghi del partito comunista, si oppone a Berlusconi, quando il governo ha adottato più di settanta decreti legge d’urgenza. Nella storia della Repubblica questo atto si èverificato solo cinque volte. E’ una delle poche prerogative di cui dispone il presidente, con il potere di nomina del presidente del Consiglio e quello di scioglimento delle Camere.
Traumatizzata da 25 anni di fascismo, l’Assemblea costituente, che dal 1946 al 1948 ha redatto la Costituzione, ha concesso pochi poteri al capo di stato. “In Italia, il presidente della Repubblica gode di un grande consenso”, spiega lo storico Alessandro Giacone, autore di una tesi sull’argomento. “Si sposta molto, riceve lettere importanti, parla poco ma le sue parole vengono ascoltate. È una specie di monarca repubblicano al di sopra delle parti.”
Questo potere, soprattutto simbolico, è già troppo per Berlusconi, che chiede “una chiarificazione” dei ruoli e si lamenta di non poter fare le riforme in totale libertà. Le sue richieste di una modifica della Costituzione si moltiplicano, ottenendo ogni volta lo stesso rifiuto da Napolitano. Questo weekend, ha ancora alzato i toni nei confronti del suo vicino al Quirinale. “La Costituzione è stata scritta sotto l’influenza della fine del fascismo con la presenza di forze ideologiche che guardavano alla Costituzione sovietica come ad un modello”, ha spiegato con riferimento alla presenza di comunisti nell’Assemblea Costituente. “Noi non abbiamo subito nessuna influenza, né russa ne di chiunque altro”, gli ha risposto Andreotti, di certo non sospetto di simpatie comuniste. Anche l’opposizione è venuta in soccorso di Napolitano, che vede in lui un baluardo contro la volontà di potere di Berlusconi e contro l’influenza del Vaticano e della Chiesa nel dibattito pubblico.
Nell’attesa, quella che i parlamentari hanno iniziato è una macabra corsa contro la morte. Il Senato doveva votare, lunedì 9 febbraio, una legge ad hoc per stabilire che “l’alimentazione e l’idratazione” di un malato non possono essere considerate come accanimento terapeutico. Ciò verrà imposto ai medici della clinica di Udine solo dopo approvazione della Camera, giovedì o venerdì. Ma a quel punto l’indebolimento delle funzioni vitali di Eluana Englaro sarà, forse, irreversibile.




















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