“La Banda Bassotti al Governo”

Sueddeutsche Zeitung

Gli intellettuali italiani si organizzano contro Berlusconi

Sarà il Carnevale? Secondo Dario Fo, è in questo periodo che, almeno in questo pazzo paese, si può parlare seriamente. Perché l’immagine che l’Italia offre al momento è tutto tranne che divertente. In confronto a Berlusconi e alla “sua Banda Bassotti al Governo”, la precedente generazione di politici di Moro e Fanfani sembrerebbe composta da “giganti”. E l’opposizione sarebbe caduta in coma.

Fo non è l’unico, che da sfogo pubblicamente alla propria rabbia . Da maggio 2008 l’Italia è guidata dal secondo governo Berlusconi e il Paese è diviso. I progetti di riforma nel settore giudiziario e nella gestione federalista suscitano discussioni, i tagli al bilancio pubblico colpiscono soprattutto istituzioni culturali e sociali, scuole e università. La modernizzazione del paese che Silvio Berlusconi vuole introdurre appare sempre più come una privatizzazione dello Stato mascherata di populismo.

Eppure l’opposizione negli ultimi dieci mesi non c’è praticamente stata. Il Partito Democratico (PD), la formazione socialdemocratica che raggruppa ex comunisti ed ex democristiani, era nata due anni fa con grandi speranze, ma si è impaludata in battaglie interne al partito. Alle prossime elezioni europee rischia il disastro. Anche gli intellettuali, solitamente molto combattivi, finora hanno taciuto, come ipnotizzati, davanti a Berlusconi che riscuote continui successi nei sondaggi.

Ma ora: “Rompiamo il silenzio”. Con questo titolo l’associazione Libertà e Giustizia (LG) ha pubblicato sabato sul quotidiano “La Repubblica” un annuncio a tutta pagina per lanciare l’allarme. L’associazione, di cui fanno parte anche il semiologo Umberto Eco, il germanista Claudio Magris, il fisico Giovanni Bachelet e la giornalista Sandra Bonsanti, ritengono che l’Italia si stia trasformando in un paese in cui la demagogia sta prendendo il posto della democrazia e il consumatore sta sostituendo il cittadino. Lo svuotamento di poteri del Parlamento attraverso la pratica del Governo di legiferare per decreto e il rafforzamento di “monarchie ed oligarchie” in tutti i partiti sarebbero i primi segnali di allarme. Al contrario, LG intende sviluppare la cultura politica e il pensiero critico. Inoltre si vuole stimolare la costruzione di reti “nel segno dei valori della Costituzione”.

Come se se lo sentissero: lo stesso giorno il presidente del Consiglio Berlusconi ha attaccato la Costituzione. Sarebbe invecchiata, sarebbe nata sotto le pressioni della Seconda Guerra Mondiale e alla fine di una dittatura, conterrebbe valori ripresi dal “modello della costituzione sovietica”. L’attacco è arrivato al culmine di una crisi in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si era rifiutato di firmare un decreto del Governo che era stato redatto per opporsi alle misure di morte assistita nel caso di una donna in coma irreversibile da 17 anni. Quando la sera il Presidente Napolitano ha fatto il suo ingresso al Teatro San Carlo a Napoli, dove Riccardo Muti inaugurava la sala appena restaurata con un concerto di sinfonie, è stato accolto dalle ovazioni del pubblico.

[Articolo originale ""Regierende Dackelbande"" di Henning Klüver]

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Traduzione di:
Paola
Revisione di:
Mirko Bischofberger