[The Times]
Il principale esaminatore dell’equivalente italiano dell’A levels [esami di maturità inglesi N.d.T] è stato licenziato a causa dei “gravi errori” nei testi degli esami, fra cui un testo in inglese, ottenuto da un sito web namibiano, che i critici descrivono come “quasi incomprensibile” in alcuni passaggi.
Agli studenti che hanno trattato l’inglese come parte dell’esame di maturità sono state assegnate domande su un testo improbabile: un’intervista online da parte di un giornalista dello Yemen al proprietario tedesco di un resort a Swakopmund in Namibia. Il testo, fornito agli esaminatori dall’Istituto Statale del Turismo, era intitolato “Sentirsi a casa a Villa Wiese – Swakopmund Namibia”, descritta come un alloggio fuori dall’ordinario. Omette gli articoli determinativi e indeterminativi e le virgolette, usa “have” (hanno) anziché “has” (ha), scrive budges al posto di budget e mostra solo vagamente uno stile corretto.
Abbiate compassione per noi poveri italiani” dice Sergio Perosa, professore emerito di letteratura inglese all’Università di Venezia. “Non c’è da stupirsi che così pochi italiani parlino un inglese corretto.”
Gli errori sono stati individuati da Jean Woodhouse, un’esperta insegnante di inglese in Italia che è stata la tutor privata di Marina e Piersilvio Berlusconi, i figli del Presidente del Consiglio e della prima moglie. “Se l’esaminatore fosse stato uno dei miei alunni l’avrei bocciato” ha detto Woodhouse al Corriere della Sera, che ha publicato il testo dell’esame con i suoi commenti acidi. Ha dichiarato di aver sottolineato solo gli errori “più eclatanti.” “Francamente il testo avrebbe dovuto essere gettato nel cestino.”
Agli studenti è anche stato chiesto di spiegare perchè il deserto fosse “nominato” West Coast Recreational Area, parole che Woodhouse ha corretto con “conosciuto” o “chiamato.” Ha anche rimproverato l’esaminatore per aver iniziato una frase con “e” e per essersi lasciato sfuggire la tautologia “una visita a Cape Cross Eal Colony ne vale la visita” – per non parlato del fatto di aver sorvolato sulla S mancante nella parola “seal”.
La Woodhouse è anche stata sarcastica sulla domanda che chiedeva ai candidati di descrivere posti simili che avevano visitato “usando la vostra immaginazione”, quando i posti erano presumibilmente o reali o immaginari, ma non entrambi. Woodhouse ha furiosamente scarabocchiato alla fine: “Gravemente insufficiente!”
Perosa ha detto che il testo è stato preso dalla rete senza essere controllato, con il risultato che il testo dell’esame si esprimeva in “una specie di pseudo-inglese, o quello che una volta si chiamava “pidgin-english”. Persino il cameriere medio a Venezia parla un inglese più corretto di questo”.
Mariastella Gelmini, il Ministro dell’Educazione, ha detto: “Mi scuso con gli studenti, anche se non sono direttamente responsabile per gli errori.”





















Darò una mia considerazione personale: la maggioranza assoluta delle persone in grado di parlare e scrivere in inglese non è madrelingua e compie errori. Il testo d’esame riproduce questa realtà ed è la rappresenatazione del fatto che l’inglese sia una lingua creola di comunicazione tra culture diverse. Riuscire a capire il testo proposto dal ministero vuol dire avere una tale padronanza della lingua da riuscire ad affrontare il mondo.
Non voglio difendere l’operato di chi ha agito con totale mancanza di professionalità, ma l’evento in sè può farci pensare su un diverso futuro per quello che concerne gli scopi dell’insegnamento della lingua straniera in Italia: lingua per comunicare con il mondo piuttosto che lingua per scrivere libri nello stile di Oxford.