Politica interna repressiva dell’Italia

[TAZ]

La semina di Bossi dà i suoi frutti

Lo sgombero degli accampamenti rom nella capitale, l’impiego di militari – al governo Berlusconi va bene quasi ogni mezzo per mostrare gli artigli.

Sarebbe meglio inviare la Marina e aprire il fuoco sulle imbarcazioni con gli immigrati a bordo – con questa affermazione alcuni anni fa Umberto Bossi, a capo del partito di governo Lega Nord, aveva fatto scalpore.

L’ordine di far fuoco non fu mai impartito. Tuttavia la radicale difesa dai fuggitivi è, dalla vittoria elettorale di Silvio Berlusconi dell’aprile 2008, di nuovo l’obiettivo ufficiale del governo italiano.

Già in campagna elettorale aveva messo in cima alla lista il doppio tema criminalità-stranieri: l’evocazione della presunta minaccia verso gli italiani onesti da parte degli immigrati giunti illegalmente nel paese. E non appena in ufficio, Roberto Maroni, un vecchio compagno di lotta di Bossi nella Lega Nord, si è messo al lavoro come ministro dell’interno.

Così sono stati sgomberati nelle metropoli, in primo luogo a Roma, decine di accampamenti rom, così Maroni ha inviato 3000 soldati nelle metropoli come segni della lotta per una maggiore “sicurezza dei cittadini”. Proprio poco prima il ministro ha reso noto che aumenterà la loro presenza fino a 30000 unità.

E così pochi giorni fa ha portato una legge in parlamento che trasforma in reato la permanenza illegale nel paese, che viene punita con un’ammenda e l’immediata espulsione. Datori di lavoro di stranieri, che si trovano illegalmente nel paese, rischiano fino a cinque anni di carcere.

Prima di questo retroscena Lampedusa era diventata per gli agitatori di destra uno scandalo increscioso, ora tuttavia il numero dei fuggiaschi giunti là si è quasi triplicato passando da 11500 nel 2007 a circa 30000 nel 2008. Solo sotto il governo di centro sinistra di Romano Prodi l’Italia si era curata delle condizioni un poco più umane in un campo profughi edificato di nuovo, la critica delle organizzazioni per i diritti dell’uomo o dell’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati era finalmente ammutolita.

Tuttavia ora l’Italia vuole chiudere definitivamente le sue frontiere meridionali. Il governo di Roma spera che presto i guardacoste, di comune accordo con la Libia, inizino il loro lavoro davanti alla costa libica. E per il resto l’Italia vuole occuparsi di Lampedusa da sé: con una politica di rigoroso rimpatrio con partenze direttamente dall’isola.

[Articolo originale "Italiens repressive Innenpolitik" di Michael Braun]

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2 commenti per Politica interna repressiva dell’Italia

  • Antonio Macchi

    Stiamo diventando sempre piu’ xenofobi.

    Niente di strano.
    Dimmi chi ti governa, e ti diro’ che popolo sei.

  • dal Chianti

    A. Macchi
    siamo un popolo in processione dietro a tanti padre Pio, fustigati sessualmente perchè quello è il peccato, proclamato da sessuofobi in tiara e pastorale, tranne poi scoprirli pedofili che s’ arrogano il diritto di dire, a quelli che si smazzano per crescere famiglia, come dove e quando far sacra anche una sega
    loro, i padri putativi, più creano miseria con figli problematici, più te la raccontano di ’sacra’ famiglia
    loro, i confessori, che abbuonano il peccato con offerte libere, abborrono (?) il laico mandandolo all’ inferno
    se non capiremo che l’ inferno esiste per chi ne ha paura, l’ inferno sarà in vita, con cerberi al comando di masse inferocite sfogantesi pugnettando

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