[Le Monde]
L’ufficio anti-Mafia di Reggio Calabria, nel sud Italia, ha aperto venerdi’ 11 aprile un’inchiesta su dei presunti imbrogli sui voti degli italiani all’estero.
Questi ultimi sono andati alle urne in anticipo per le legislative di domenica e lunedi’.
L’azione dell’ufficio segue un’informazione pubblicata dal quotidiano La Stampa. Secondo il giornale, un parlamentare siciliano, del quale non vengono rivelate nè il nome nè l’appartenenza politica, si sarebbe presentato ad un uomo d’affari siciliano, Aldo Miccichè, residente in Venezuela, perchè quest’ultimo negoziasse con la Mafia dei voti a suo favore. Aldo Miccichè avrebbe trasmesso la sua richiesta ai membri del clan della mafia calabrese, la ‘Ndrangheta. Secondo l’agenzia di stampa ANSA, l’imbroglio sarebbe consistito nel trasformare circa 50 000 schede bianche in voto a favore del parlamentare incriminato.
Non “perdere di vista” le schede
Il procuratore del’ufficio anti-Mafia, Francesco Scuderi, si è rifiutato di fornire il minimo dettaglio. “Il momento è estremamente delicato perchè siamo a due giorno dal voto, e specialmente perchè nella stampa sono stati dati dettagli che non avrebbero dovuto essere pubblicati”, ha dichiarato il magistrato.
Circa tre milioni di Italiani all’estero partecipano alle legislative e eleggono 12 deputati su 630 e 6 senatori su 315. Questi ultimi potrebbero rivelarsi determinanti nel caso in cui i due campi politici fossero praticamente eguali, in particolare al Senato, dove la conquista di una maggioranza netta è molto piu’ difficile che alla Camera.
Le operazioni di voto degli Italiani all’estero sono già state fatte, e le schede sono state portate a Roma per essere aperte. Il Ministro degli Interni, Giuliano Amato, ha chiesto che queste schede “non vengano mai perse di vista”.




















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