[El Pais]
Il primo ministro sfida il presidente della Repubblica e la Corte Suprema con un decreto che annulla la sentenza su Eluana – Annuncia che approverà “in tre giorni” una legge sul testamento biologico. L’opposizione parla di giorno tragico e di colpo di Stato
Silvio Berlusconi ha lanciato questo venerdì una sfida senza precedenti ai poteri della Repubblica italiana, alla massima autorità dello Stato, il presidente Giorgio Napolitano, alle Camere, alla Giustizia intera e allo Stato di diritto, con un decreto legge urgente a cui seguirà un progetto di legge. Entrambe le iniziative sono state pensate su misura per annullare la sentenza della Corte Suprema che aveva autorizzato la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale ad Eluana Englaro. La donna, ricoverata in una clinica di Udine, vive in stato vegetativo dal 1992.
Il Vaticano, destinatario principale di un’iniziativa che probabilmente non arriverà in tempo per impedire la sospensione del trattamento alla Englaro, iniziata questo venerdì, ha applaudito immediatamente l’annuncio di Berlusconi: “Il governo è stato coraggioso e ci ha ascoltato”. La Curia ha rivelato così, senza mostrare nessun segno di pudore, la sua influenza cruciale nel momento di convertire un particolare tema giuridico nello strumento che ha permesso a Berlusconi di aprire un gravissimo conflitto istituzionale.
Una legge preparata in Vaticano da parte della gerarchia integralista della Chiesa
Il decreto legge è stato approvato all’unanimità nel primo Consiglio dei Ministri dopo una lunga deliberazione seduta, durante la quale, hanno affermato i mezzi d’informazione locali, Berlusconi ha minacciato di cacciare i ministri che avessero osato astenersi. Il cavaliere (in italiano nel testo N.d.T.), ha imposto il suo criterio sapendo in anticipo che Napolitano non avrebbe firmato il decreto. Il Capo dello Stato aveva annunciato, in una lettera inviata al consiglio, le sue riserve strettamente tecniche, dato che “secondo la Costituzione, non può essere emesso un atto d’urgenza in opposizione ad una sentenza giuridica pronunciata”.
Una minuzia per Berlusconi, che qualche minuto dopo ha palesato la grande sfida nascosta dietro la farsa del decreto. “Se Napolitano non firma”, ha detto Berlusconi, “riunirò il Parlamento in poche ore e faremo una legge in due o tre giorni; poi chiamerò il popolo a modificare la Costituzione per cambiare la procedura che regola i decreti urgenti.
Effettivamente, Napolitano si è rifiutato di firmare il decreto – lampo. A seguito di quel rifiuto, Berlusconi ha dato avvio alla sua ribellione nei confronti del capo dello Stato e ha coinvolto i presidenti del Senato e della Camera convocando, alle otto di sera, un consiglio dei ministri ridotto (4 ministri su 21) e straordinario. Lì ha approvato, in 15 minuti, un progetto di legge che “obbligherà ad alimentare e idratare le persone che non possono farlo autonomamente”. All’uscita, Berlusconi ha annunciato di aver chiesto al presidente del Senato di convocare immediatamente un sessione straordinaria per ratificare la norma.
Un tema poco urgente
Gianfranco Fini, presidente della Camera dei Deputati e terza massima autorità dello Stato, aveva vivamente sconsigliato al Governo di approvare il decreto legge. Il dubbio è sapere cosa farà adesso, davanti alla convocazione urgente delle camere per un tema come questo, che non rappresenta certo un’urgenza nazionale. Per giustificare la fretta, Berlusconi ha fatto appello a bizzarri motivi: “Non voglio sentirmi colpevole di omissione di soccorso”. “Non voglio la responsabilità della morte di Eluana”. “Ha delle cellule vive nel cervello e ipoteticamente potrebbe ancora avere figli”. “Non sappiamo quanto persistente sia il suo stato vegetativo”, ha aggiunto, toccando il tasto della superstizione. Poi ha confessato di aver letto un libro di un tipo che è stato in coma per 20 anni e si è svegliato (“è molto bello, ve lo consiglio”.)
“Che affondi il mondo pur di far giustizia”, ha detto, “nessuna formalità giuridica vale una vita umana”. Dopo aver chiesto ai medici che si occupano di sospendere l’alimentazione ad Eluana di “aspettare qualche giorno”, in un ultimo gesto di viltà ha ricordato che il padre di Eluana, Beppino, non può lamentarsi per le spese che gli causa la situazione della figlia, “visto che di lei si sono occupate sempre le suore”. Englaro non si è mai lamentato di nulla, a parte del fatto che lo Stato e i medici hanno sequestrato la libertà e il diritto costituzionale di sua figlia.
Il ministro della Sanità, Maurizio Sacconi, ha inviato degli ispettori alla clinica per, ha detto, “cercare le risposte che ancora non abbiamo”. La frase implica che il Governo tenterà di fermare la sospensione del trattamento di Eluana con tutti i mezzi possibili. Ha poco tempo, perché il procedimento, iniziato ieri mattina, sarà irreversibile in 48 ore. Vittorio Angiolini, avvocato della famiglia, ha assicurato che seguiranno il corso della giustizia. “E’ fuori ogni discussione: continueremo”. E Beppino ha affermato: “Sono commosso”.
L’opposizione ha ricevuto con stupore la sfida del Cavaliere. Walter Veltroni, leader del PD, ha detto: “ Si comporta in un modo assolutamente irresponsabile e cerca deliberatamente lo scontro istituzionale. Oggi è un giorno molto difficile per la storia dell’Italia. Il partito dell’Italia dei Valori ha parlato di “ Governo fascista”. Il comunista PDCI ha sintetizzato: “ Quì è in corso un colpo di Stato”. Per l’europarlamentare radicale Marco Cappato, il Governo è diretto da “una banda di lefebvriani della politica”.
A giudizio di Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, Berlusconi “ha ignorato le regole base della separazione dei poteri e ha sconvolto l’essenza dello Stato di diritto, che fino ad ora si basava sul principio secondo il quale l’ultima parola è della Corte Suprema”.
Ciò che nessuno può mettere in dubbio è l’abilità del ‘cavaliere’. Approfittando con cinismo del vento favorevole del Vaticano, la debolezza dell’opposizione e l’emotività trasversale che questo tema suscita, e disprezzando in poche parole il dolore di una famiglia che vive un calvario che dura da 17 anni, Berlusconi ha sfruttato il caso per ascendere alla posizione di caudillo e dare uno scossone ad un’architettura istituzionale che gli è sempre stata scomoda.




















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