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L’Italia tiene il programma TV di Bruxelles “fuori onda”

Pubblicato Mercoledì 18 Giugno 2008 in Inghilterra

[Financial Times]

L’idea di formare una grande coalizione politica, sebbene sia stata suggerita in alcune occasioni, è sempre stata considerata poco realistica in Italia. Ma una convergenza di idee tra destra e sinistra sembra essere forte soprattutto nel settore della televisione del paese. Ci si potrebbe aspettare che le parti politiche abbiano sguainato le spade dato che Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio in carica, possiede Mediaset, la televisione dominante nel settore privato italiano. Tutto ciò senza menzionare il fatto che, come presidente del consiglio, ha anche il controllo effettivo della televisione di stato, la RAI, che insieme a Mediaset risponde di ben oltre il 90 % del profitto della televisione via satellite (FTA) italiana.

Una serie di governi di centro-sinistra, incluso l’ultimo governo di Romano Prodi, hanno puntualmente rifiutato di affrontare l’evidente conflitto di interessi di Berlusconi nel settore televisivo. Ciò non è del tutto inaspettato, dato che lo status quo conferisce alla sinistra la potestà sulla RAI quando sono loro al potere.

Tuttavia, forse, l’indizio più significativo di una coalizione tra partiti nell’interesse di proteggere il sistema è il modo in cui i governi successivi hanno dato un secco rifiuto al tentativo della Commissione Europea di promuovere la concorrenza nel settore televisivo italiano. Quando Neelie Kroes, il capo della Commissione per la concorrenza, fece presente due anni fa che l’Italia trasgrediva le normative Europee, si offrì al mondo lo spettacolo di un governo Prodi nell’atto di difendere una falla dell’amministrazione Berlusconi che apertamente sostenne i canali dei media del magnate dalla competizione.

Berlusconi è riuscito ad evitare che uno dei suoi tre canali venisse relegato al satellite e smettesse di operare come una tradizionale stazione commerciale. Le sentenze successive contro il governo da parte della corte costituzionale italiana e della Corte di Giustizia Europea non sono state prese in considerazione.

Ora, dato che l’Italia comincia ad avviarsi verso tecnologia del digitale terrestre, questa strana grande coalizone sta nuovamente prendendo le misure. La Kroes ha specificato che la conversione verso nuove tecnologie da l’opportunità di promuovere nuovi concorrenti nel settore. Tuttavia, sola in Europa, l’Italia ha pattutito una linea bipartisan per mantenere lo status quo semplicemente distribuendo le nuove frequenze del digitale ai gruppi che dominano il settore. Questi includono RAI, Mediaset e Telecom Italia.

Il risultato è l’esclusione. Il modo rimarcabile in cui l’elite politica Italiana continua a prendere tempo ed evita Bruxelles, è l’invidia di molti altri paesi. Roma riesce non solo a mantenere Bruxelles “fuori onda”, ma sta rimuovendo tutti gli impedimenti per far giungere nuovi aiuti di stato alla sua sofferente compagnia di bandiera, Alitalia.

[Articolo originale di Paul Betts]

Gli ultimi commenti.

  1. Giovedì, 3 Luglio 2008 alle 5:34 pm, pietro 1987 ha scritto :

    ridevo perchè è una parola in disuso…
    poi, macs io studio giurisprudenza e sono diplomato, si, ma tu la terza media l’hai fatta?

  2. Venerdì, 27 Giugno 2008 alle 7:18 pm, macs ha scritto :

    Cosa vorresti pretendere dal figlio di papà qual è Pietro87… che per far Giurisprudenza bisogna avere un diploma di scuola media superiore?

  3. Venerdì, 27 Giugno 2008 alle 5:02 pm, Marcello ha scritto :

    Pietro, se la lingua italiana non la conosci, come vuoi conoscere l’Italia? Articolista è la persona che scrive articoli di giornale.

    Personalmente trovo che l’articolo originale sia molto caustico nei confronti dell’Italia, il paese dei furbi.

  4. Venerdì, 27 Giugno 2008 alle 4:53 pm, pietro 1987 ha scritto :

    Articolista? hihihi

  5. Martedì, 24 Giugno 2008 alle 11:57 am, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    Pietro, Pensi veramente che fregarsene di quello che arriva da B. quando tutti ci si attengono sia un merito o un “fattore positivo”? Io lo ritengo un volersi distaccare da quella che è una politica Europea per la quale anche l’Italia ha dato il suo consenso e quindi una contraddizione aggravata dal fatto che non si da una motivazione!
    Qua e suppongo sia così per tutti, non si scrivono ricette indiscutibili o verità imprescindibili ma opinioni basate su quello che viene riportato nei giornali esteri: se l’articolista riporta dei fatti documentati e inconfutabili, l’opinione che ne esce (parlo sempre in prima persona) è comunque positiva nei confronti dell’articolista e a seconda di ciò che documenta può essere anche negativa nel merito ma sempre un’opinione resta!
    Resta ovvio che se i fatti riportati e documentati senza “sputare sentenze” parlano che ne so, di un’omicida lasciato libero perchè ci sono troppi processi da fare e il suo va in prescrizione, la mia opinione nonostante venga apprezzato il fatto che l’articolista ha scritto i fatti, non potrà essere positivo perchè non va bene e mi sento di dire che è oggettiva la cosa!

  6. Martedì, 24 Giugno 2008 alle 11:18 am, pietro 1987 ha scritto :

    Sergio, magari ripetendo capisci, quindi ripeto:
    Apprezzo questo articolo perchè non sputa sentenze ma esamina i fatti.
    Le conclusioni che hai tratto sono solo un tuo pensiero.
    In ogni caso il riuscire a mantenersi in posizione indipendente da Bruxelles è un fattore positivo, anche perchè le politiche di Bruxelles sono spesso e volentieri discutibili…

  7. Lunedì, 23 Giugno 2008 alle 6:33 pm, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    Pietro, l’articolo dice chiaramente che l’Italia (mi sento di dire il Berlusca ed entourage) se ne frega delle normative di Bruxelles, che al contrario di tutti gli stati membri, distribuisce le freq. a chi ha già e non permette la crescita della concorrenza (chissà perchè poi), e che stà palesemente trovando cavilli per giustificare un prestito illecito: se l’articolo ti è piaciuto o sei con loro (Berluscaband) o forse è meglio che lo rileggi per capire bene…

  8. Sabato, 21 Giugno 2008 alle 4:58 pm, pietro 1987 ha scritto :

    No GI GI, sei tu che non hai capito che un buon articolo per essere tale, non sputa sentenze come fai tu, ma esamina i fatti.
    Sei tu che non hai capito una mazza, comunque affoga pure nella tua ignoranza
    saluti

  9. Sabato, 21 Giugno 2008 alle 11:05 am, gi gi ha scritto :

    pietro come al solito non ci hai capito una mazza…. questo articolo ci dice che in italia ognuno si fa gli affari suoi quindi siamo un popolo di mafiosi. Sia gli uni che gli altri pensano ai propri loschi progetti e io non mi riconosco in nessuno di questi schieramenti

  10. Giovedì, 19 Giugno 2008 alle 7:03 pm, pietro 1987 ha scritto :

    Articolo coerente ed imparziale, mi è piaciuto.

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