La “Social Card” italiana è un bidone

[International Herald Tribune]

Roma – Un’iniziativa del governo italiano, tesa ad attenuare la morsa della crisi finanziaria sugli anziani e le famiglie in difficoltà con bambini piccoli, è sotto accusa per la sua inadeguatezza a fronteggiare la crescente povertà.

La cosiddetta “social card”, una carta ricaricabile del valore di 40 euro (circa 52 dollari), può essere usata per deferire i pagamenti di generi alimentari e di bollette, ma i suoi detrattori affermano che richiede calcoli complicati, ha un impatto minimo per via dell’aumento dei prezzi e comporta un “marchio” sociale.

I critici si chiedono anche se la carta sia il modo più efficace per affrontare le crescenti difficoltà finanziarie in Italia. La banca d’Italia giovedì ha comunicato cifre tetre che evidenziano un’economia in piena recessione e prevedono per il 2009 un crollo del PIL del 2%.

Fino ad ora, circa 424.000 persone hanno ricevuto una social card, più o meno un terzo rispetto al numero degli aventi diritto annunciato dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti quando presentò l’iniziativa due mesi fa. A novembre, l’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica), comunicò che 7.5 milioni di italiani – il 12.8 per cento della popolazione – vivevano in povertà.

“La famosa carta si è rivelata essere ciò che avevamo predetto: un’iniziativa sbagliata, un fallimento” ha detto venerdì in un comunicato Michele Mangano, presidente nazionale dell’AUSER, un’organizzazione italiana per i servizi sociali. La carta, che gira su circuito Mastercard, “non è il modo di fronteggiare l’impatto che la crisi economica sta avendo sui cittadini più bisognosi”.

I criteri per averne diritto sono severi. Il proprietario deve avere più di 65 anni o avere un bambino sotto i tre anni di età, e avere un reddito annuale sotto i 6.000 euro l’anno (8.000 euro per gliover 70). Ci sono anche restrizioni riguardanti casa e auto di proprietà e risparmi in banca.

La carta è automaticamente rilasciata a chi la richiede, ma i 40 euro sono accreditati solo quando i criteri di idoneità sono stati verificati. Ciò ha creato innumerevoli situazioni imbarazzanti alle casse dei supermercati, quando alcune persone anziane si sono sentite dire che sulla carta non c’era credito. Da quando è stata resa disponibile a dicembre, quasi 150.000 persone che hanno richiesto la carta sono state respinte perché non idonee.

“Non ero venuta a chiedere la carità, è stato umiliante” ha detto Lussy Mazmanian, un’anziana donna che piange sommessamente mentre spiega di essere stata respinta in un supermercato mentre cercava di pagare con una carta senza credito. La signoraMazmanian, che riceve una pensione mensile di 445 euro, ha raccontato la sua storia la scorsa settimana a “Mi manda Rai Tre”, un programma televisivo in onda sulla TV nazionale RAI. Un altro ospite, Diego Inferrero, che riceve una pensione di 470 euro, si è sentito dire che non era idoneo perché il suo reddito annuale arriva a 6.100 euro.

La carta è una delle numerose misure anti-crisi attuate dal Parlamento. Questa settimana la Camera ha approvato un ampio pacchetto le cui misure, ora sotto esame al Senato, comprendono un bonus una tantum da 200 euro a 1.000 euro per famiglie a basso reddito e anziani, pannolini e latte gratis per i bambini (se i genitori hanno diritto allasocial card), e supporto finanziario per chi stenta a pagare affitti o mutui.

In Italia, “ai poveri viene dato così poco che qualunque cosa dia il Governo va bene” ha affermato Massimo Baldini, professore di Economia all’Università di Modena, che ha aggiunto, comunque, che introdurre un salario minimo o aumentare l’importo delle pensioni minime avrebbe potuto avere un impatto più significativo.

Paolo Conti, dell’Associazione Cattolica Lavoratori Italiani, ha affermato “quella elettronica potrebbe non essere necessariamente la soluzione migliore”, poiché i cittadini italiani anziani, che solitamente fa acquisti al mercato o dal fruttivendolo, non necessariamente si servono del circuitoMastercard.

[Articolo originale " Italian debit card is a dud " di Elisabetta Povoledo]

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Traduzione di:
Silvana lettrice
Revisione di:
Loredana Spadola