Una città italiana difende la sua cucina

[El Universal.mx]

Roma – La stampa locale ha informato che Lucca, una città della Toscana, proibirá l’apertura di ristoranti “etnici” nel suo centro storico con il fine di “salvaguardare la tradizione culinaria” della regione italiana. 

È quanto si apprende da un regolamento municipale che riguarda bar e ristoranti, approvato giovedí 22 gennaio dal Comune, nel quale si specifica inoltre che, almeno uno dei piatti del menú dovrá essere tipico di Lucca e preparato esclusivamente con prodotti della provincia.

Conservano le abitudini

Si esige, inoltre, che i locali rispettino la tradizione regionale “architettonica, strutturale, culturale, storica e decorativa”, per cui nel regolamento sono incluse indicazioni affinché si faccia uso “di sedie di legno e decorazione elegante e signorile, anche nei dettagli”.

Le norme del Comune di Lucca si riferiscono anche al personale di servizio, che dovrá portare uniformi “eleganti” e “conoscere la lingua inglese”.

Allo stesso modo, la norma dispone che siano i proprietari dei locali a controllare che i loro clienti non consumino per strada, “creando, con questo comportamento, agglomerati di persone che ostacolano il normale scorrere del traffico di veicoli e pedoni” e che inoltre “impediscono il riposo di cittadini in ore notturne” e “danno origine a risse e incidenti o ostruiscono l’accesso alle abitazioni”.

Sará inoltre responsabilitá del titolare del locale che i clienti non si siedano sulle scalinate dei monumenti, dei luoghi di culto o di interesse storico-artistico o nelle aree pubbliche in generale.

[Articolo originale "Ciudad toscana defiende su cocina" di EFE]

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1 commento per Una città italiana difende la sua cucina

  • Daniel

    Il mondo migliore per difendere una cultura e lasciarla evolvere e interagire con altre in un vasto meltingpot.
    Non è con l’isolamento e il proibizionismo che si difende una cultura. Inoltre questo genere di cose a me sembra sempre un modo per giocare sporco. Se uno ha il desiderio che la sua cucina locale abbia un maggior numero di sostenitori rispetto al ristorante vietnamita o alla kebabberia, allora sta a lui rendere le sua cucina più invitante, più economica, più accattivante. Eliminare la “concorrenza” significa barare e non avere l’occasione di sviluppare della sana autocritica e scoprire come migliorarsi.

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