La caccia è iniziata

[El Pais]

Quanto accaduto a Ponticelli non è, disgraziatamente, un fatto isolato dell’Italia di oggi. 

La Commissione Libertà Pubbliche del Parlamento Europeo, che a settembre ha analizzato la situazione dei nomadi in Italia, ha pubblicato un distruttivo libretto informativo di 23 pagine che riassume la situazione in tre frasi: “Aumento degli episodi di razzismo e xenofobia, alcuni dei quali caratterizzati da una violenza senza precedenti”, “sensazione di malessere e insicurezza crescenti” e “pessime condizioni di accoglienza”. 

Il documento, presentato dal presidente della commissione, Gerard Deprez e approvato per 35 voti conto 12, accusa istituzioni e mezzi di comunicazione di trattare il fenomeno migratorio con “drammatizzazione esagerata ed esasperata”, cosa che contribuisce a “creare un allarme sociale alto per giustificare il pacchetto sicurezza e le ordinanze d’emergenza”.

Le conclusioni, elaborate dagli eurodeputati dopo l’incontro con i parlamentari italiani, lo stesso ministro degli interni Roberto Maroni, le ONG, la Croce Rossa e l’ACNUR, sottolineano che “le condizioni del popolo nomade sono state sempre sottovalutate dalle autorità pubbliche e risultano attualmente seriamente compromesse ”. 

Il parlamento riconosce che ci sono stati alcuni passi avanti, come gli interventi per migliorare le condizioni di vita nelle baracche degli accampamenti, tra cui, quello del Casalino 900, che esiste da trentacinque anni a 10 chilometri dal centro di Roma.

Due parlamentari italiani, Roberta Angelilli di Alleanza Nazionale, e Mario Borghezio della Lega, hanno presentato una relazione, denunciando che il testo “disegna un quadro denigrante e non realista della situazione” e che “anziché contribuire alla soluzione dei problemi esprime un giudizio politico e strumentale”. 

A tutti gli altri invece, sembra troppo leggero. La ONG EveryOne, che conta fra i propri membri alcuni cittadini nomadi, afferma che “in Italia è in corso una campagna mediatica e politica diretta a criminalizzare il popolo rom e a consentire così, un numero impressionante di sgomberi brutali, intimidazioni, espulsioni di fatto e per legge di famiglie intere ed abusi giudiziari.”

Negli ultimi giorn,i tre stupri, di cui uno commesso a Primavalle, quartiere della periferia di Roma; un altro nella vicina cittadina di Guidonia, il terzo a Piacenza, nel nord del paese, hanno scosso la popolazione e scatenato nuovamente la caccia indiscriminata a nomadi e rumeni. 

Secondo quanto indicato da inchieste internazionali l’Italia è il paese d’Europa più diffidente nei confronti degli immigrati e dei nomadi e, nuovamente, ha reagito all’orrore additando i soliti sospetti. “Furia inumana. Si rastrellano gli accampamenti rom”, titolava lo scorso mercoledì il quotidiano “Corriere della Sera”. 

In seguito alle violenze, hanno avuto luogo retate di giorno e di notte negli accampamenti vicini ai luoghi dove sono accaduti i fatti. Cinquanta persone schedate e venti detenute per motivi estranei all’accaduto. Per contro, non c’è stato nessun arresto per gli attacchi contro gli immigrati. 

A Guidonia, lo scorso sabato, un gruppo di giovani d’estrema destra ha aggredito nove stranieri, martedì una folla ha tentato di linciare i sei cittadini rumeni detenuti come sospetti. 

La scorsa notte, quando la polizia ancora ricercava gli autori del delitto, l’agenzia Ansa ha lanciato, dagli schermi di RAI 1, la seguente dichiarazione del ministro degli Interni Roberto Maroni, : “I dati relativi agli stupri in Italia sono attribuibili per il 58% ad italiani e per il 9% a rumeni. A Roma, la situazione è differente: 35% italiani e 31% rumeni. La differenza si spiega a causa della forte concentrazione. A maggio sloggeremo gli accampamenti illegali dei nomadi”. Le ultime statistiche ufficiali del 2007 riflettono, tuttavia, che il 90% dei crimini sessuali sono attribuibili ad italiani e solo il restante 10% a cittadini stranieri. 

“I sospettati per l’orrendo stupro di gruppo di una giovane di 21 anni a Guidonia sono risultati essere, effettivamente, rumeni, però non d’etnia rom. Il ministro ha comunicato l’accaduto solo giovedì, 48 ore dopo gli arresti”, ricorda EveryOne. Fino a quel momento tutti i media avevano dato per scontato che i colpevoli fossero nomadi. 

La logica tensione del governo, attaccato dall’opposizione, a sua volta attaccata dalla destra come inefficace, ha portato alcuni ministri ad ignorare perfino la presunzione di innocenza. Quando uno dei sospettati ha confessato di essere coinvolto nei fatti di Guidonia dopo essere stato interrogato tutta la notte, il ministro degli esteri Franco Frattini, ha dichiarato:”sconteranno la pena in Romania”. 

Appena poche ore dopo la diffusione da parte della stampa della notizia dello stupro di Primavalle (Roma), commesso da “due stranieri”, una banda di giovani ha distrutto varie baracche dell’accampamento del quartiere. Sono comparsi graffiti razzisti. Inoltre, le forze di sicurezza “hanno completato il lavoro lasciando per strada cinquanta persone, tra cui diversi ammalati e venti bambini”. “Come sempre accade”, conclude Malini, “la loro unica colpa è stata quella di essere nomadi e di vivere nelle vicinanze del luogo dell’aggrassione”. 

Secondo quanto appreso lo scorso giovedì, nelle ultime nove settimane, il municipio di Roma ha fatto demolire 124 rifugi di nomadi.

[Articolo originale "La caceria ha empezado" di Miguel Mora]

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