Berlusconi sospende il proprio processo

Le Soir

Sei settimane dopo essere ritornato al potere, Silvio Berlusconi ha ricominciato la propria guerra contro i giudici imponendo la sospensione per un anno di alcuni processi, tra i quali il proprio.

Si tratta di una misura senza precedenti, denunciata dalla sinistra che vede in essa una violazione dei principi dello Stato di diritto a fini personali.

“Berlusconi sospende i processi”, “Giustizia: Berlusconi all’attacco”, annunciava martedì la stampa italiana a proposito dell’emendamento depositato lunedì dalla maggioranza, subito ribattezzato dall’opposizione “Salva Premier”

Questo emendamento avrà l’effetto di dare priorità ai processi che riguardano i casi più recenti e considerati più gravi dal governo, nei casi in cui la pena sia superiore ai 10 anni.

Tutti gli altri processi riguardanti fatti commessi prima del 30 giugno 2002 saranno sospesi per un anno.

In una lettera letta martedì al Senato, il capo del governo ha ammesso che questo provvedimento sarà applicato a “uno dei numerosi processi fantasiosi che i magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me, per fini di lotta politica”, il suo più duro attacco ai giudici da quando è ridiventato capo del governo. Silvio Berlusconi è attualmente indagato per corruzione nei confronti del suo ex-avvocato britannico David Mills, a Milano.

Ha annunciato inoltre la presentazione di una domanda di ricusazione del magistrato Nicoletta Gandus, titolare del suo processo, accusata di aver preso “pubblicamente posizioni di netto e violento contrasto con il governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006”.

“In uno stato democratico non si può accettare una tale ingerenza del potere politico nella sfera giudiziaria”, le affermazioni di Berlusconi secondo cui la procura di Milano (che conduce l’inchiesta relativa a questo caso) utilizzerebbe la giustizia “a fini mediatici e politici come lui sostiene nella sua lettera sono inaccettabili”, ha dichiarato il magistrato Edmondo Brutti Liberati, uno dei responsabili del principale sindacato dei giudici (ANM).

Mentre gli editorialisti e addirittura l’opposizione avevano accolto il ritorno al potere di un Berlusconi “nuovo”, attento al dialogo e più moderato rispetto all’epoca del suo debutto in politica, una parte della stampa si preoccupava, martedì, di un capo di governo “pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale”, secondo il quotidiano Repubblica. “Questa controversia illustra ancora una volta le due facce di Giano di Berlusconi. Una prima personalità preoccupata di soddisfare i propri interessi personali e una seconda, quella dell’ uomo di Stato che egli si sforza di diventare”, sottolinea il politologo specialista dell’Italia, Marc Lazar.

L’emendamento rischia, in ogni caso, di fare una prima vittima: il dialogo con il centro-sinistra di Walter Veltroni. Dichiarandosi “sorpreso dall’arroganza con cui alcuni provvedimenti vengono introdotti di nascosto” all’interno di testi all’esame del Parlamento (la sospensione dei processi sarà votata insieme alle nuove misure sulla sicurezza), Veltroni ha avvertito Berlusconi che “la luna di miele con il Paese potrebbe bruscamente interrompersi”.

Secondo il professore di scienze politiche Marco Tarchi, tuttavia, Silvio Berlusconi che gode del sostegno del 55% degli italiani, non teme nulla. “È onnipotente. La sinistra non riesce a proporre alternative e la vera opposizione è il suo alleato populista della Lega nord, l’unico partito in grado di imporgli delle scelte”, commenta.

[Articolo originale di AFP]

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