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Durante gli ultimi decenni, l’Italia è stata trasformata da nazione di emigranti a paese scelto per l’immigrazione di massa. Il cambiamento ha portato a violente tensioni politiche e sociali. Nel primo di una serie di pezzi sull’Italia e i suoi immigrati, Aidan Lewis osserva l’impatto sulla comunità rom.
Di fronte al più vecchio accampamento rom nella capitale italiana, sul lato opposto della strada, c’è un gruppo di uomini di mezza età che fumano mentre si riparano dalla pioggia sotto il tendone di un bar locale.
Non fanno lo sforzo di nascondere l’ostilità nei confronti dei residenti del Casilino 900, una distesa irregolare di capanne di legno e roulotte ai confini orientali di Roma. “Mi libererei di tutti loro,” dice Antonio. “Gli italiani non li vogliono qui. Ci siamo stancati”.
I suoi compagni sono d’accordo. “Ti fanno diventare razzista,” suggerisce Giorgio. “Sei fortunato se non ti aggrediscono”. Altri nel quartiere sono più moderati, o guardinghi. Ma l’angoscia palpabile riflette le tensioni che circondano i gruppi di immigrati più marginalizzati in Italia, tensioni che sono ripetutamente uscite fuori controllo in questi mesi.
Una serie di quelle che sembrano aggressioni e rappresaglie motivate dal razzismo hanno contribuito a rafforzare le preoccupazioni che una xenofobia strisciante stia infettando il tessuto sociale del paese, favorito da un discorso politico che spesso collega i problemi economici a quelli dell’immigrazione.
“L’Italia sta passando un momento molto difficile” dice Franco Pittau, un ricercatore per un ente di beneficenza, la Caritas. “Quando l’atmosfera generale peggiora, la gente che ha già un atteggiamento negativo se ne approfitta per compiere azioni spiacevoli”.
L’esclusione dei Rom
Nonostante la loro presenza di vecchia data in Italia, i Rom sono finiti al centro di una forte intolleranza che si è diffusa verso altre comunità e che è partita a dire il vero dopo l’omicidio ad ottobre 2007 a Roma di una donna italiana, Giovanna Reggiani. Un giovane romeno di etnia rom che è stato successivamente condannato per l’omicidio fu velocemente identificato come il colpevole.
Nei mesi successivi sono stati riportati dalla stampa numerosi attacchi a campi rom, fra cui quello in cui un accampamento rom a Napoli è stato incendiato. L’omicidio Reggiani ha anche incitato il primo di una serie di decreti di emergenza sul crimine e l’immigrazione illegale dell’allora governo di centro-sinistra e del suo successore di centro-destra.
La scorsa estate, il progetto di prendere le impronte digitali ai rom per censirli è stato criticato come discriminatorio, nonostante i ministri affermassero che la misura poteva aiutare a proteggere la comunità.
Dalle elezioni dello scorso aprile, la spinta maggiore al rafforzamento delle politiche sull’immigrazione è venuta dalla Lega Nord, un partito populista della coalizione del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Quando la loro strategia viene messa in dubbio, i politici della Lega rispondono che stanno semplicemente rispondendo alle preoccupazioni degli italiani che vogliono proteggere se stessi, il loro posto di lavoro e la loro identità.
Si appoggiano anche a statistiche che dimostrano che gli stranieri commettono più crimini e che sono presenti in numeri più consistenti nelle prigioni italiane – nonostante gli analisti affermino che questi numeri sono parzialmente spiegati dall’alto numero di crimini connessi alla violazione di leggi sull’immigrazione e al fatto che agli immigrati non vengono quasi mai concessi gli arresti domiciliari.
I critici sostengono che le autorità negli ultimi mesi hanno trattato i Rom soprattutto come un problema di sicurezza, e non hanno affrontato le radici delle cause che spingono alcuni Rom verso l’attività criminale.
“C’è qualcosa che non vediamo in nessun altro posto in Europa, è senza precedenti” afferma Rob Kushen, direttore del centro per i diritti dei Rom (Roma Rights Centre) a Budapest. “C’è stato da parte dell’Italia un diniego di vecchia data ad affrontare le fondamenta socio-economiche dell’esclusione dei Rom, e del fatto che i Rom sono veramente diventati una sotto-classe permanente nella società italiana”.
Rappresaglie
Nella provincia attorno alla capitale sono di nuovo esplose tensioni la scorsa settimana quando quattro romeni sono stati arrestati con l’accusa di aver commesso uno stupro di gruppo nei confronti di una giovane donna italiana a Guidonia. Il giorno dopo lo stupro, diversi gruppi di albanesi e romeni sono stati picchiati ai margini di una manifestazione di un piccolo gruppo di estrema destra. Più tardi, mentre i sospetti venivano spostati dalla stazione di polizia, un cordone di agenti ha dovuto trattene una folla inferocita che urlava insulti e calciava le macchine della polizia.
L’allarme lanciato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno di non ritenere “intere comunità” responsabili non è bastato a prevenire notizie continue di rappresaglie, fra cui un pacco-bomba che è esploso fuori dalle finestre di un negozio di proprietà romena.
Una persona a Guidonia – che apparentemente si riferiva ad alcuni progetti volti a spostare dei campi rom – ha detto alla radio locale: “Se spostano il Casilino 900 qui, cominciamo una guerra”.
Le dichiarazioni politiche hanno ancora una volta accorpato romeni – a tutt’oggi il più numeroso gruppo con almeno 600.000 presenze – con i Rom, molti dei quali sono residenti di vecchia data in Italia anche se hanno origini in altri paesi dell’est europeo.
Meno paura?
Tuttavia la Lega, che vuole più autonomia per il prospero nord Italia, non ha carta bianca.
Alcune delle sue proposte più radicali vengono bocciate dai suoi stessi alleati, mentre gruppi potenti nella società italiana fra cui la Chiesa, il Presidente, i sindacati e il volontariato sono tutti venuti in difesa dei diritti degli immigrati.
Ci sono alcuni segnali a testimonianza del fatto che che il governo si sta adoperando per combattere il pregiudizio razziale, come un numero verde per le vittime del razzismo pubblicizzato nei treni della metropolitana romana.
A livello popolare invece, ci sono state marce di protesta contro il razzismo, con migliaia di partecipanti presenti a Milano alla fine di settembre per protestare contro l’omicidio di un giovane del Burkina Faso picchiato a morte da un barista e da suo figlio, che lo avevano sospettato di furto.
Ci sono anche testimonianze che dimostrano che gli atteggiamenti starebbero cambiando. Il numero di persone che afferma di essere spaventato dagli immigrati è gradualmente sceso da un picco oltre il 70% nel 1993-94 – un periodo in cui si assisteva a massicci arrivi di immigrati albanesi sulle coste orientali italiane – a un livello vicino alla media europea di circa il 35%, dice Giovanni GiulioValtolina, un professore di psicologia e esperto di immigrazione a Milano. “L’immigrato di cui la gente ha paura è l’immigrato illegale” afferma. “Non è una paura generalizzata e indifferenziata come prima”.
Rischio di “turbolenza”
In dozzine di interviste a Roma e altrove, poche persone hanno espresso un pregiudizio esplicito contro gli immigrati. Quando viene chiesto loro in che luce vedano l’immigrazione, se positiva o negativa, molti affermano che se gli immigrati lavorano e obbediscono alle leggi allora l’immigrazione va bene. Un commento spesso seguito – ma non sempre – dall’osservazione che ciò spesso non succede.
Come primo parlamentare italiano nero, Jean-Leonard Touadi ha fatto un simbolico passo avanti in un paese dove è ancora molto raro vedere immigrati in posizioni di alto livello.
Un rappresentante del principale partito di opposizione di centro-sinistra, vede il suo successo come un segnale che l’Italia sta diventando “più aperta, pluralistica” in linea con altri paesi europei. Tuttavia quando gli vengono poste domande sulla situazione attuale diventa triste, in linea con un una quantità di statistiche d’opinione che suggeriscono che gli italiani abbiano una visione sempre più negativa dell’immigrazione. “La mia impressione è che questa cultura di rifiuto, esclusione, stia cominciando a diventare parte della società italiana” afferma.
Con l’economia italiana in crisi, la Lega Nord è riuscita a presentarsi come il “difensore dell’italianità” afferma e il paese ha scoperto per la prima volta ” di essere xenofobo ed intollerante”. “Ogni immigrato è o un criminale o un potenziale criminale – fatto che è inaccettabile perché in questo paese abbiamo almeno tre o quattro regioni nel sud controllate da organizzazioni criminali”.
“E’ impossibile far credere alla gente che gli immigrati siano la priorità per la sicurezza piuttosto che il crimine organizzato”. “Se il problema dell’immigrazione non si affronta “francamente e pragmaticamente”, afferma, l’Italia potrebbe ritrovarsi a dover affrontare i problemi che hanno portato alle rivolte endemiche di Parigi e nelle altre città francesi nel 2005″.
“Con la seconda generazione, l’Italia rischia di entrare in un periodo di turbolenza sociale perché non possiamo permetterci di mettere in mezzo alla strada, esclusi dalla società, 4 milioni di persone che vivono fra di noi”.
[Articolo originale "Italy torn by racial strains " di Aidan Lewis]
















Il multirazzismo non ha mai funzionato in nessuna parte del mondo, nemmeno in America dove fatti di sangue razzisti sono all’ordine del giorno e dove un conflitto razziale è atteso di giorno in giorno
La prossima e non lontana guerra sarà una guerra razziale e sarà vinta dai popoli del Sud perchè loro guerrieri noi pecore.
Saluti Angelo
hai perfettamente ragione grazie a questi stronzi di politici!!!!
Ma peggio e’ che abbiamo una parte degli italiani che sono quelli della sinistra i quali di italiano non hanno nulla quindi bisogna prima eliminare loro poi tutto il resto!!!
Se per “italiano” si intende gente frustrata come te che ha solo tanta voglia di “eliminare” gli altri (anche per te Breivik è uno con “ottime idee”? Hai per caso intenzione di imitarlo?), allora sono più che fiero di non avere nulla di “italiano”!
Saranno anche guerrieri, ma per ora siamo ‘noi’ a fare le guerre nei loro paesi e a rubargli vigliaccamente le loro risorse, obbligandone molti a scappare. Comunque mi piace il termine multirazzismo: significa essere razzisti in molti modi? Favoloso :-)
@Angelo: Magari un giorno, ti accorgerai che negli stati uniti, hanno eletto un presidente, come dire, ”abbronzato”???.
@Stefano: I neologismi quì si sprecano! :)
Saluti anche a voi.
Gentilissimi signori,
Scusate il mio italiano, ma ho pssato molti anni all’estero anche in SUD AFRICA parlando e scrivendo solo in Inglese.
Saluti
Angelo
Una volta ero comunista ed andavo in piazza per Mandela e contro il razzismo in Sud Africa. Poi per lavoro sono andato in Africa e medio oriente e sono stato illuminato. Ora posso dire con certezza che ho sbagliato, le cose non stavano e non stanno come ci raccontavano e continuano a raccontarci le televisioni ed i giornali.
Ecco cosa ho scoperto:
Che dopo l’evento di Mandela in Sud Africa il crimine è aumentato a dismisura e la povertà e la disoccupazione pure.
Che le ricchezze del Sud Africa sono in mano all’ANC il partito al potere ed ai suoi accoliti, poco e nulla per la popolazione.
Che la corruzione dilaga ovunque anche fra la polizia. Ho sentito di 30.000 indagati fra amministratori e poliziotti.
Che i politici ed amministratori Africani sono più corrotti dei nostri il che è tutto dire.
Che Mandela e la sua ex moglie Winnie sono diventati ricchissimi.
Che gli gli zulu non amano molto Mandela che chiamano mangiamerda.
(Mi hanno spiegato che tempo addietro gli Zulu, si facevano costruire le capanne dai loro schiavi delle tribù dei Xhosa, Ndebele, e Thembu, ad una delle quali appartiene Mandela. Le capanne erano costruite con un impasto di lettame di vacca e terra che seccava le mani e qualche volta gli schiavi senza pensarci si leccavano le dita).
Che ogni 10 minuti una donna o bambino viene stuprato e spesso ucciso. Quarantamila morti ammazzati ogni anno. Tremila dei quali, di razza bianca.
Che le tante declamate stragi dell’ apartheid con qualche centinaia di morti in totale a confronto fanno ridere.
Che molti dei tremila di bianchi massacrati dai neri ogni anno sono contadini. Si dice, che i massacratori siano mandati dai politici neri che vogliono le terre dei bianchi pensando che basta andare a raccogliere i frutti per guadagnare denaro.
Poi quando si accorgono che la terra è bassa prima la depredano dei beni mobili, poi l’abbandona creando povertà.
Che la popolazione vive con le ricchezze prodotte ancora dai bianchi che sono rimasti. Naturalmente non può continuare così, man mano che i bianchi fuggono dal paese o vengono massacrati la ricchezza diminuisce. Fra cinque anni, il Sud Africa subirà la stessa sorte di tutti gli altri paessi Africani e diventando un paese di elemosinanti che per soppravivere attende l’elemosina dei paesi donors, gli europei, i bianchi.
Che Mugabe il dittatori dello Zimbabwi durante il suo regno di terrore ha fatto masscrare 30.000 Ndebele e depredato il paese una volta ricchissimo, dove neri e bianchi stavano bene ed ora si muore di fame e malatie.
Che Mugabe ed i suoi accoliti hanno depredato il paese e con i suoi 60 miliardi di dollari depositati nelle banche estere Mugabe è uno degli uomini più ricchi del mondo. In questi giorni Mugabe ha chiesto aiuto ai bianchi che stupidamente doneranno ancora a fondo perduto e lui ed i suoi compari continueranno ad intascare ridendo della nostra stupidità.
Che tutti i paesi Africani sono retti da tanti Mugabe nelle tasche dei quali finiscono tutti gli aiuti, miliardi e miliardi di dolllari donati dai paesi donors, nulla per le popolazioni.
Che gli africani sono razzisti che da sempre si massacrano fra etnie diverse.
Che l’etnia A. massacra l’etnia B, naturalmente i guerrieri dell’etnia B scappano in Italia il paese del bengodi, poi in qualche modo l’etnia B prende il soppravento e massacrano l’etnia A ed i guerrieri dell’etnia A scappano in Italia pase sempre più bengodi.
La stessa cosa vale per gli arabi e gli orientali, molto presto dovremo prendere in europa le feroci tigri Tamil, quelli che sono rimasti naturalmente, i quali inizieranno a ranagrellare denaro con qualsiasi mezzo per ricominciare un’altra guerra.Un giorno quando gli extra saranno il 30% dell popolazione italiana, noi bianchi diventeremo l’altra etnia, quella da massacrare e visto che noi non siamo dei guerrieri ma delle pecore naturalmente faremo una brutta fine.
Nel 62 quando ho ho messo per la prima volta piede in Africa ho visto i massacri in Congo in Sudan in Uganda, in Kenya e così via in tutta l’Africa. All’ora, la vita media degli africani non superava i 40 anni. Malatie come la lebbra e l’elefantiasi, la tubercolosi ed altre mietevano la popolazioni tenendole bilanciate. Riguardo i massacri le cose non sono molto differenti da allora. L’unica variante è che bianchi hanno portato la penicillina, gli africani vivono più a lungo e si sono moltiplicati come le cavalette. oggi la loro esplosione demografica unita a quella orientale minacciano tutto il mondo.
Non è vero che le multinazzionali hanno depredato il continente nero.
Le multinazionali hanno sempre pagato le tasse ma i Mugabe africani hanno intascato senza distribire alla popolazione che muore di fame e di malatie.
Le manifestazioni per il papa come al solito sono state organizzate dalle ONG dalla chiesa cattolica e dal governo locale che sperano che lui metta una buona parola e spinga i governi europei a dare e dare e ancora dare più soldi per le ONG e le altre associazioni benefiche e per i governi locali.
Poveretto forse lui non è informato riguardo qualche scandalo delle ONG e altre associazioni benefiche e che il denaro non va alla popolazione ma alle Ong stesse ed ai Mugabe e Mugabini locali.
Dopo avere intrattenuto il papa con i tamburelli e qualche danza locale molto pudica,, tutti i neri tornano alle loro credenze, superstizioni e stregonerie. Qualcuno uccide gli albini per farli a pezzi facendone dei feticci porta fortuna. Altri stuprano dei bambini di pochi mesi perchè c’è la credenza che si guarise dall’AIDS. Nella boscaglia vicina, nuovi e vecchi terroristi e antigovernativi addestrano i bambini al combattimento ed al massacro. Molti in special modo negli ultimo anni cercano un passaggio verso l’Italia. In tutti i porti africani, in un angolo sotto un baldacchino, qualche impiegato comunale o universitario vende titoli di studio autenticati dalle maestranze locali. Sotto un altro baldacchino, qualcuno prende fotografie per preparare documenti falsi e non è difficile vedere circolare carte d’identità e certificati di soggiorno italiane in bianco rubate da qualche parte in Italia o falsificati. In quei paesi, prima in una porta si e quella accanto anche, vi abitavano delle puttane molte minorenni e piene di malatie. Ora si sono sfoltite e la maggior parte sono a battere in Italia.
In Africa ogni 0,5 secondi, qualcuno viene ucciso in modo violento ed ogni 2 secondi una donna, una bambina o un bambino vengono stuprati ed il traffico di droga, armi ed esseri umani verso l’Europa aumenta verticosamente.
L’Africa è un paese ricchissimo di ogni tipo di risorse, ma i locali non pensano neanche a lavorare per sfruttrle. L’Etiopia potrebbe sfamare 500 milioni di persone se solo qualcuno si dedicasse all’agricultura, lavorando come i nostri contadini. Lo stesso vale per molti altri paesi africani ma nessuno di loro lavora, vogliono tutto senza fare nulla. In compenso scopano a tutto andare figliando a tutto spiano, chissa chi manterrà loro e la loro prole. Niente paura, ci sono sempre le ONG ed i stupidi bianchi, i donors.
L’Africa è piena di Mugabe che con la scusa che i bianchi hanno depredato l’Africa continuano a chiedere denaro che viene sempre da loro intascato senza fare bonifiche o creare ricchezza per la popolazione. Al massimo, per fare contenta la popolazione, comprano delle armi.
La differenza fra noi e gli Africani è che noi dispetto i nostri politici ed amministratori, molti dei quali sono dei piccoli Mugabe ci siamo tirati su le maniche, mentre loro continuano a vivere con le elemosine dei paesi donors. Si, purtroppo, noi siamo quasi come gli africani, infatti tutto il denaro inviato nel nostro meridione è sparito e continua a sparire senza lasciare traccie ma ci arrangiamo e non chiediamo l’elemosina ad altri paesi. Si deve ammettere che gli amministratori africani sono bravissimi. Prima fanno sparire le donazioni, poi chiedono ai fornai quanti pani fanno al giorno, se la popolazione supera il numero dei pani fanno fuori quelli in più.
Non è assolutamente vero che i boeri hanno schiavizzato i negri. Loro avevano capito che senza l’apartheid le varie etnie zulu, xhosa, pedi, sotho, tswana, tsonga, swazi, ndebele, venda, si sarebbero stuprate e massacrate fra di loro come avevano fatto da sempre. Poi uniti si sarebbero scagliati contro i bianchi. Quindi avevano organizzato dei territori per tenere separate le varie etinie. Nonostante queste separazioni, quando, gruppi di etnie diverse si incontravano si spargeva sangue.
In Sud Africa, dove la maggior parte dei neri vive con le tasse pagate dai bianchi, che in cambio quotidianamente vengono derubati e massacrati, le differenti etnie hanno ripreso a combattersi al momento in modo soffuso, ma presto ricominceranno i massacri. Stanno solo attendendo la morte di Mandela.
Non è difficile incontrare neri che affermano che si stava meglio con l’apartheid. Ma le cose stanno cambiando, i bianchi stanno emigrando e la povertà aumenta. Fra qualche anno, il Sud Africa, uno dei paesi più ricchi del mondo sarà come lo Zimbabwi che vuol dire ulteriore emigrazione verso l’Europa. Ora anche il Sud Africa ha subito l’immigrazione di clandestini da latri paesi africani, ma quando la popolazione locale si è stancata hanno organizzato dei centri di accoglienza. Appena arrivano in Sud Africa, il comitato di accoglienza di questi centri, infila loro una gomma di macchina al collo e appicica il fuoco. Dopo simile trattamento molti clandestini tornano da dove sono partiti. Ma queste cose non si possono dire, non sia mai detto che il paese di Mandela sia razzista veroso altri fratelli neri.
In Zimbawi ed in Sud Africa, centinaia di chilometri quadrati di fertile terra agricola acquistate anche recentemente dai bianchi sono state nazionalizzate e regalate ai compari dei vari Mugabe. Ora quelle terre, una volta una grande richezza per il paese, giaciono incolte e improduttive. La terra è troppo bassa per i neri, a chinarsi per lavorarla viene loro male alla schiena. Fortunatamente ci sono dei neri furbi, in Botswana e Mozanbico che hanno capito e così hanno aperto le loro frontiere ai farmisti bianchi fuggiti dallo Zimbabwi.
Ora le loro terre stanno fiorendo crendo ricchezza per tutti. Purtroppo tutto questo finirà molto presto. Le etnie che non hanno il potere al momento, stanno già organizzandosi per prenderlo con la forza.
Non è nemmeno vera la storia dei coloni che qualche centinaia di anni fa sono arrivati in America ed hanno trovato pacifiche tribù indiane che ogni tanto cacciavano un buffalo per sfamarsi. Balle, quello che hanno trovato erano tribù di indiani guerrieri che si combattevano, stupravano e si scalpavano a più non posso fra etnie e tribù diverse. La stessa storia vale per i pesi orientali, dove i massacri etnici e religiosi sono senza fine. Provate ad andare in un paese musulmano con una crocetta al collo o cercate una chiesa cattolica o provate a parlare della religione cristiana oppure provate ad andarvi come clandestini e vedrete cosa vi succede.
In India esistono ancora le caste e quelli di quella più bassa non possono frequentare i luoghi di quelle più alte e dove ancora per non perdere l’eredità le vedove in certi luoghi vengono bruciate vive e fra indu e musulmani la guerra è senza tregua. Fra qualche tempo i talebani prenderanno il potere in Pachistan e allora cosa farnno con le bombe atomiche. Per loro morire da Kamicaze è un previlegio premiato da Maometto in persona. Noi siamo andati in Afganistan per togliere il Burka alle donne e loro sono venute a portarlo in Italia. I talebani sono già in europa e ne arrivano altri ogni giorno a migliaia.
Si, dopo il Kossovo, ora tocca all’Europa; Vedi la Francia, dove gli alogeni fanno la rivoluzione perchè vogliono le ricchezze dei bianchi senza lavorare perchè secondo loro gli aspetta di diritto. Poi tocchera all’Olanda, alla Svezia, all’Inghilterra e via tutti gli altri, esclusi i paesi dell’Est dove gli alogeni evitano di andare perchè per loro non tira una buona aria. Tutti gli alogeni che arrivano in Europa, conoscendo già le nostri stupide leggi, appena arrivati, chiedono casa,denaro, pensione e altri prvilegi, senza fare nulla per meritarlo. Vorrei tanto che qualcuno facesse i conti di quanto ci costano, altro che sono una risorsa, a mio avviso ci stanno depredando con il benestare di certi nostri politici giudici ed eclesiastici
Ecco le mie previsioni per il prossimo futuro;
In pochi anni coperta e protetta dai nostri politicie e da molti giudici, la delinquenza degli gli alogeni, aumenterà del 500%, gli stupri del 300%
Già oggi il 70% per cento delle case degli italiane sono state depredate da ladri alogeni, loro si arrichiscono e noi diventiamo più poveri.
Le mafie italiane verrano sostituite da mafie alogene ede le loro attività, copertura per lavare il denaro sporco, aumeteranno del 600%.
Le nostre citta verranno divise in ghetti; Un ghetto per i latinos, uno per i somali, uno per i nigeriani, uno per gli indiani, uno per i pachistani, uno per gli italiani e così via.
Credo che nelle grandi citta stia già accadendo. A riguardo, io suggerirei ai nostri sinistri antirazzisti di farsi un giro per per i sobborghi delle citta in America, Francia, Svezia ed Inghilterra. Se dopo tale esperienza saranno ancora in vita, sapranno cosa gli italiani dovranno aspettarsi fra qualche anno.
Io non credo che esista il razzismo, ma una cosa molto più forte, l’istinto di soppravivenza. Istinto che i nostri politici amministratori e clericali stanno cercando di assopire con forza e riuscendoci. Nemmeno la storia di Cristo che predica di porgere l’altra guancia, non regge, lui quando i mercanti hanno invaso il tempio del padre li ha scacciati a frustate. Quando è troppo è troppo. Quante volte gli allogeni hanno invaso le case dei nostri padri, troppe, ma noi continuamo a porgere l’altra guancia e questo atteggiamento porterà inesorabilmente alla fine dell’uomo bianco.
Quando il loro numero diventerà una minaccia ed allora verra loro concessa dai politici calabraghe e sinistroidi. Poi quando saranno il 40% i musulmani ci imporranno il resto delle loro leggi con la forza. E tutto programmato. Ecco la predica dei Mauzin e dei Mullah di alcuni anni fa mentre erano in atto grandi costruzioni ed i paesi arabi erano affollati di tecnici europei:
Ora gli infedeli posano i loro passi sul sacro suolo dei nostri paesi. Ma un giorno non lontano, il Sogno di Allah diverra realtà. Con la sua benedizione, noi musulmani, come uno sciame di locuste, invaderemo i loro e con la spada li domineremo. Sta scritto nella sura:
Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. Seguendo questo comandamento, non basteranno gli alberi delle loro foreste per preparare i pali che fisseremo nelle loro piazze e strade. Da lassù, infilzati sui quei pali, mentre le loro viscere si stanno schiantando, i bianchi infedeli chiederanno aiuto al loro Dio, che non esiste. Si rivolgeranno allora al Cristo, che non era il figlio di nessun Dio ma solo un profeta, dimenticando peraltro che è stato da loro stessi crocefisso. Nessuno li ascolterà, solo Allah e Maometto il suo profeta, udranno le loro grida di dolore e gioiendo riverseranno sulla terra fiumi di miele ed ogni altro bene, perché non solo i martiri ma anche i musulmani vivi possano goderne.
Si, noi musulmani, i soldati del vero ed unico Dio, Alah, noi i suoi guerrieri. Per noi, morire in battaglia è come addormentarsi fra le braccia di Maometto. Egli ci cullerà con amore, con dolcezza e tenerezza fino al nostro risveglio, poi, per mano ci accompagnerà dove le meraviglie delle meraviglie, le grazie delle grazie ci attendono. Sette sono le bellissime vergini, che Allah ha creato per chi muore con il suo nome sulle labbra. Sette creature divine che danzano fra le stelle attendendo il nostro risveglio. ;Morte agli infedeli, morte, morte. Ed i fedeli rispondevano morte, morte…
Io ho lavorato in Africa e Medio Oriente (a contratto a termine con residenza provvisoria). Non esiste la globalizzzione delle razze in quei paesi infatti non ci sono comunità di bianchi o altre. La globalizzazione delle razze stupidamente è solo nei paesi europei e negli USA.
Quacuno ha scritto ( ed io seguendo le mie esperienze sono d’accordo);
Eh già , non credo che il futuro sarà roseo…grigio nel migliore dei casi , ma temo sempre più scuro e pesante. Per vedere la luce dobbiamo accettare la realtà…
L’eventualità che si verifichino scontri di massa ed a livello globale fra diverse razze , popoli e tribù é tutt’altro che improbabile. Ce ne sono sempre stati e aumenteranno di numero , fino a raggiungere cifre pazzesche e proporzioni altissime. Intendiamoci , io vorrei evitare tutto ciò ma non sarà possibile far finta di nulla , restare neutrali o sottrarsi all’azione quando comunque – anche contro la mia volontà specifica – questo accadrà…A mio parere questo é il dramma di oggi e del prossimo futuro , é un concreto ed imminente pericolo di cui già ora ci sono tracce palesi.
In Africa ed Asia le varie tribù locali si massacrano fra di loro da tempo immemorabile…adesso con l’immigrazione di massa di queste genti (per giunta spesso ‘risentite’ verso i bianchi) , questi conflitti rischiano di espandersi e raggiungere il nostro continente. Allora costoro sfogheranno le proprie rabbiose pulsioni nichiliste e distruttive contro i bianchi , si uniranno per massacrarli…In Europa c’è già stato il chiaro segnale che fa prevedere ulteriori eventi conflittuali , ancora più tragici e nefasti di quelli accaduti negli anni e nei mesi passati. I recenti fatti di Parigi e dintorni – con negri e mulatti aventi ‘diritto’ ad una immeritata ed assurda ‘cittadinanza francese’ che hanno sfasciato , devastato e dato alle fiamme interi quartieri ed aggredito francesi bianchi – dovrebbero costituire seri indizi e far riflettere gli ‘scettici’ , i ‘buonisti’ ipocriti e i fanatici ‘antirazzisti’.
URGE LANCIARE l’ALLARME…LO SCENARIO APOCALITTICO IMMAGINATO SI STA PURTROPPO PER REALIZZARE…GUERRA RAZZIALE in EUROPA e NEL MONDO : ECCO la TERRIBILE e BEN VISIBILE PROSPETTIVA del TRISTE ed ASPRO FUTURO…QUESTO ATTENDE I BIANCHI CHE – VOLENTI O NOLENTI – SARANNO POSTI SOTTO ASSEDIO DAI LORO STESSI GOVERNI e DALLE MASSE COLORATE IMMIGRATE e SEMPRE + MAGGIORITARIE. I BIANCHI DIVENTANO SEMPRE + MINORANZA e DOVRANNO DIFENDERSI PER NON ESTINGUERSI , SE VOGLIONO AVERE DEI POSTERI. SE NON REAGIRANNO , PEGGIO PER LORO : MORIRANNO VIOLENTEMENTE SENZA POTER NEPPURE LASCIARE EREDI. A LORO/NOI SPETTA LA DECISIONE : LASCIARSI SPAZZARE VIA PASSIVAMENTE o PRENDERE CONSAPEVOLEZZA della PROPRIE RADICI…Io ho già SCELTO e voi?
Chissa perchè i neri americani stanno tutti diventando musulmani, compreso il cantante, non ricordo il nome, insomma quallo che usa creme per sbiancarsi. Chissa se a ruota anche gli ispanici stanno diventando musulmani? Tanto, in Inghilterra , Olanda ed altri paesi, già si parla di sharia. Anche in Italia purtroppo abbiamo questo problema, parecchi dei nostri politici vigliacchi e traditori, con la speranza di ottenere i loro voti sono tutto per gli alogeni.
Con quale coraggio, questi politici negano una casa ad una copia di anziani italiani che l’aspettano da vent’anni per darla ad una famiglia di alogeni clandestini arrivati ieri in Italia. Una cosa è certa che mai lei vedrà gli alogeni tradire la loro stessa razza, questo è un cancro della razza bianca, sviluppatosi da qualche anno nei paesi occidentali. Da quando gli alogeni in Italia si sono moltiplicati come locuste il crimine è aumentato in modo esponenziale.
Purtroppo noi bianchi siamo molto ospitali, a differenza del Sud Africa il paese di Mandela dove i clandestini sono accolti da un comitato di accoglienza che mette loro una gomma da macchina al collo e vi appicica fuoco.
In America, l’integrazione non ha funzionato e che la grande mela è marcita da lungo tempo. In quel paese ogni anno, 24 mila donne bianghe vengono stuprate e 30 mila bianchi massacrati dai neri e nessuno ne parla.
In nessuna parte del mondo l’integrazione razziale e nemmeno quella religiosa hanno mai funzionato.
Iraq, integralisti islamici a caccia di gay su internet
Come segnala un reportage sul britannico The Observer, gli integralisti islamici iracheni stanno sistematicamente infiltrando le chat gay per trovare omosessuali, i quali vengono aggrediti o addirittura uccisi una volta che si presentano agli appuntamenti. La testata ha intervistato anche un giovane fondamentalista di 22 anni, Abu Hamizi, che passa “più di sei ore al giorno” su siti e chat room gay per cercare “vittime” e che fa parte di un gruppo che dà la caccia agli omosessuali. Il giovane afferma: “E’ il modo più semplice per scovare la gente che sta distruggendo l’islam e vuole rovinare la nostra reputazione, che abbiamo impiegato secoli a costruire”.
Dall’inizio dell’anno sono stati uccisi 130 omosessuali in Iraq, molti proprio con appuntamenti-trappola nei quali li attendevano gli integralisti e in maniera spesso brutale ed efferata. Durante il regime di Saddam Hussein, l’omosessualità in Iraq non era considerata reato. Dal 2003 le aggressioni contro i gay sono cresciute in maniera consistente: secondo un’associazione di omosessuali iracheni con base a Londra, quasi 700 gay sono stati uccisi dal 2004, di cui 70 negli ultimi 5 mesi. Secondo lo Human Rights Watch, anche le milizie di Mahdi danno la caccia agli omosessuali, specie a Sadr City.
1. PeaceReporter – La grande truffa delle Nazioni Unite
23 dic 2008 … La grande truffa delle Nazioni Unite …. “Quelli” erano quelli delle Ong. Venivano, studiavano, costruivano sulla carta i progetti, …
Quasi due miliardi di euro dal 1999 ad oggi, circa settecentomila euro al giorno spesi solo dalle Nazioni Unite. Ma tra i cittadini della Sierra Leone non se ne è accorto nessuno
IL BUSINESS DELLA SOLIDARIETA’. Contratti, stipendi, assicurazioni e previdenze. Tutto perché la cooperazione internazionale, sebbene animata da scopi umanitari, resta pur sempre un mestiere. Un mestiere difficile, certo, ma anche ben pagato.
Padre Giulio Albanese, fondatore dell’agenzia di stampa Misna (Missionary Service News Agency) ed esperto conoscitore dell’Africa, già nel 2000 chiedeva: “Sapete chi sono i cooperanti? Un tempo si chiamavano volontari: andavano sul luogo, due mesi, sei mesi. Adesso si chiamano cooperanti, hanno lo stipendio. Sapete quanto guadagnano i cooperanti, che sarebbero i nuovi volontari? Almeno 5mila euro al mese (10 milioni di lire). (…)”. “Facevo il padre spirituale dei cooperanti a Nairobi – proseguiva il sacerdote – venivano per tre, sei mesi, facevano un’esperienza di solidarietà internazionale, realizzavano il progetto finanziato dall’Unione Europea. Il progetto che rimaneva una cattedrale nel deserto. Perché poi che continuità c’è? Che coinvolgimento c’è da parte della comunità locale? Non me la prendo solo con le Ong, perché non crediate che poi tante volte i missionari non facciano anche loro lo stesso. C’è davvero da mettersi in discussione. La verità – concludeva il religioso – è che la solidarietà sta diventando un business”.
Scandalo fao .stipendi alti a dipendenti?
Io ritengo che questo fatto sia il colmo…i bambini poveri muoiono di fame,persone si sognano anche solo di avere un tozzo di pane alla loro mensa,e coloro che dovrebbero aiutarli hanno stipendi enormi!
La vergogna li dovrebbe assalire!
Con tutti quei soldi che ricevono e che spendono potrebbero sfamare tutti i poveri del mondo!
@ angelo aggiungo anche che babbo natale esiste, che rocco siffredi è vergine, che gli asini volano, che Dio (come in un vecchio sketch di mai dire gol il sosia di piccinini affermava) tifa il lecce, che la merda profuma di rose fresche e che totò riina era un bonaccione!! con tutto il rispetto ma certe cagate scrivile e spiegale meglio. è inutile che perda tempo a confutare quello che hai scritto perchè si dovrebbe scrivere un libro di almeno 3000 pagine, ma molti dei problemi dell’africa o di altri paesi che hanno subito il colonialismo, o sono la dimostrazione che da quelle parti i cosiddetti “bianchi” istigano i gruppi razziali a farsi la guerra per papparsi le ricchezze locali(e quindi non è cambiato molto dal colonialismo poichè di fatto sono ancora egemoni gli europei con le multinazionali) oppure sono gli “effetti collaterali” della presenza coloniale, sopratutto per quanto riguarda i flussi migratori; sissignori!! noi europei abbiamo voluto invadere e saccheggiare territori impoverendoli e rendendo impossibili delle condizioni di sviluppo, lasciando a loro (una volta indipendenti) nella merda e nel malgoverno? bene, adesso vengono da noi ma non cercano tanto vendetta ma un pizzico di benessere che un passato coloniale con i suoi pesanti retaggi ha impedito a loro di vivere al loro paese. per quanto riguarda il fondamentalismo islamico, anch’esso è un effetto collaterale: infatti, tra gli anni 60 ed 80 sopratutto in turchia, iran ed afghanistan, la cia ed il mossad ,per combattere il comunismo in medioriente finanziò gruppi che si rifacevano all’estremismo islamico o a un nazionalismo all’apparenza laico tinteggiato di islamismo (vedasi lupi grigi in turchia, mujaeddin e talebani in afghanistan ma anche sottovalutando il clero iraniano); che poi questi, si siano rivoltati contro i loro stessi finanziatori è storia recente e lo si è visto ma dimostra pursempre che è un male che è cresciuto perchè lo si è usato per combattere un altro male. inoltre, ricordo alle persone impaurite di una possibile invasione di popoli poveri de incazzati che noi saremmo anche “pecore” ma che disponiamo (usa, francia, gran bretagna e russia) dell’80% dell’arsenale nucleare mondiale ed ho i miei forti dubbi che una ipotetica alleanza tra stati canaglia possa in breve tempo eguagliare certi numeri.
Caro Stefano,
Dovresti andare a vivere in Africa per o nei paesi musulmani per renderti conto di come stanno le cose. In quei paesi le guerre etniche e razziali ci sono sempre state e non finiranno mai.
Vai in Inghilterra o in Svezia per vedere con i tuoi occhi la presa di potere degli islamici e leggi gli articoli sotto.
Il racconto di un professionista romano arrivato insieme ad altri centoquaranta occidentali
«In fuga dalla caccia al bianco»
All’ aeroporto di Fiumicino gli italiani scappati dalla Costa d’ Avorio
«Sono dovuto andare via, perché non sono solo, ho una moglie e due figli, dovevo proteggerli. E poi lì in Costa d’ Avorio è partita un’ assurda caccia al “bianco”, i manifestanti ce l’ hanno con i francesi, ma tutti gli stranieri sono in pericolo». Ha gli occhi lucidi mentre parla Giancarlo Mastrobuono, 65 anni, romano, ingegnere elettronico, che lavora per il governo del paese africano a un progetto di istallazione di ripetitori e antenne. Ieri pomeriggio, insieme ad altri 100 italiani, è rientrato con un volo organizzato dall’ unità di crisi della Farnesina, proveniente da Accra (Ghana), è tornato nella sua città, nel suo paese. Anche se ormai la sua vita era lì, nello stato devastatato dalla guerriglia urbana. Al terminal dei voli internazionali di Fiumicino, dove è atterrato il Boeing 767 della compagnia aerea Phoenix Aviation che ha riportato da 140 profughi fuggiti (oltre i nostri connazionali ci sono svizzeri, israeliani, belgi,libanesi, statunitensi), lo aspettano il fratello Claudio e la cognata, residenti all’ Eur. Lo abbracciano e gli offrono ospitalità. Giancarlo è disorientato, è dovuto scappare dalla sua terra d’ adozione velocemente, ha potuto prendere ben poche cose. E il ritorno in Italia è stato complicato, i profughi con un volo militare sono stati trasferiti nella vicina città ghanese, poi dopo tre giorni d’ attesa sono partiti per l’ Italia «Vivo in Costa d’ Avorio da 16 anni – continua l’ ingegnere – cioè da quando è nato mio figlio Karim, lì ho tutte le mie proprietà, la mia casa. Mia moglie che è del Burkina Faso, ha dovuto lasciare il suo ristorante. Se non potremo più tornare abbiamo davvero perso tutto». Mastrobuono è stato uno dei più fortunati perché non è stato minacciato fisicamente dai patriots, così si chiamano i ribelli che stanno mettendo in pericolo la vita degli occidentali. La sua casa è lontana dalla zona degli scontri, che è oltre la laguna che divide la capitale economica del paese. Ma anche lui, con i due figli, ha vissuto attimi di terrore. «Quando sono cominciati gli scontri ci siamo barricati in casa – continua – Poi la notte della partenza ho avuto molta paura durante il tragitto tra casa e l’ ambasciata, siamo stati accerchiati più volte. Io spero che tutto torni come prima, spero di tornare. Lì c’ è il mio lavoro, la mia vita e quella della mia famiglia». Maria Rosaria Spadaccino
Spadaccino Maria Rosaria
Grazie ai nostri politici e clericali anche in Italia fra qualche anno sarà aperta la caccia al bianco.
Sfila per Londra l’imam che vuole un’Inghilterra islamica
Con la manifestazione di oggi il leader degli integralisti islamici di Londra, Anjem Choudary (nella foto), lancia una nuova sfida alle autorità del Regno Unito. Guidando la marcia della sua associazione “Islam for the UK” fra le vie della capitale, chiede non solo che venga adottata la Sharia nel Paese ma anche che Buckingham Palace diventi una moschea. Choudary, 42 anni, in un’intervista in esclusiva a Libero aveva rivelato che il fine ultimo dell’Islam sarebbe quello di far sventolare la sua bandiera su una Roma soggiogata. Nei giorni scorsi ha auspicato che la stessa Regina Elisabetta II diventi musulmana. Il predicatore, tra l’altro, ha fondato il gruppo britannico di Al-Muhajiroun, organizzazione estremista dichiarata illegale per la sua vicinanza ideologica con il terrorismo islamico. Dopo l’uscita di scena dei leader storici dell’integralismo islamico londinese, Omar Bakri (in esilio in Libano) e Abu Hamza al-Masri (in carcere), è lui la voce più intransigente.
Ethnic tension after teen killed in KZN
June 03 2009 at 06:50AM
By Ntokozo MfusiThe murder of a 15-year-old at Embo, in the Hillcrest area, at the weekend has sparked tensions between local Xhosas and Zulus.Zulu youths are allegedly now involved in a campaign of terror against Xhosas and intend driving them out of the area. The youths have attacked and robbed several Xhosa residents.Several Xhosa people have left after receiving an ultimatum to leave the area by Thursday.The situation arose after Mfani Sibisi was fatally stabbed early on Saturday, apparently by a Xhosa boy. It is unclear what the two were fighting over and nobody has been arrested in connection with the incident.Continues Below ↓GLI ZULU in Sud Africa terra di Mandela cacciano I XHOSA una razza diversa dalla loro, pena la morte se restano.
Re: chi li può integrare questi?
Eurabia
9 luglio 2009
Che cosa ha prodotto l’immigrazione musulmana in Svezia
In Svezia il 4% della popolazione è musulmana (raggiunge un terzo a Malmo) con il risultato che le città svedesi si stanno trasformando in succursali di Rabat, di Gaza, di Ramallah, ossia di tutti quei Paesi dove la religione è Stato, non esiste né libertà né tolleranza e nemmeno le più elementari norme igieniche.
Con l’aggravante di una criminalità efferata, a danno degli autoctoni, donne e bambine in particolar modo, alimentata dall’odio e dal disprezzo contro gli infedeli, da una giustizia politically correct e da un’informazione che censura i crimini violenti a carico degli immigrati.
Il Kuwait da il via a una massiccia operazione di lotta all’immigrazione clandestine. Nel piccolo stato mediorientale infatti si sta progettando l’espulsione di 17mila immigrati: in parte perché hanno violato le leggi sull’immigrazione, in parte perché sono stati coinvolti in attività illegali. La maggior parte degli espulsi sono arrivati in Kuwait per lavoro e dunque il governo, secondo quanto riportato dalla stampa locale, non ha visto motivi per non rispedirli a casa.
La lista degli espulsi divisi per nazionalità: Bangladesh 4,000, India 3,500, Egypt 1,200, Philippines 1,000, Indonesia 1,000, Sri Lanka 1,000, Afghanistan 1,000, Pakistan 1,000, Syria 750, Iran 500, China 500, Nepal 500, Ethiopia 500, Yemen 100, Lebanon 50, Jordan 50, Thailand 50, Malaysia 50, South Korea 50, Somalia 50, Sudan 50, Turkey 50.
Il leader degli integralisti islamici che vuol portare la Sharia in Italia
«Oggi è un bel giorno per la Sharia». Mi accoglie con queste parole Anjem Choudary, il leader dei gruppi integralisti islamici di Londra, come lo definisce il Times. Di origine pachistana, 42 anni, esperto di legge (islamica), è l’erede di Omar Bakri, il predicatore espulso dal Regno Unito che tuttora dal Libano diffonde il suo messaggio alle conferenze sull’Islam che vengono organizzate nella capitale britannica.
Choudary, criticato dai media britannici, ha accettato di concedere un’intervista in esclusiva a Libero. L’incontro è fissato in un bar gestito da un algerino, nella zona di Leyton, cuore islamico dell’East London: proprio in quella zona si sono concentrate negli ultimi tempi le indagini dell’antiterrorismo britannico. Poco prima di incontrarci mi chiama, indicandomi un altro luogo per l’appuntamento. Barba lunga, veste bianca, Choudary si sente a casa. La polizia sta investigando su di lui, ma non si nasconde. «Tutti i Paesi del mondo dovrebbero adottare la Sharia», afferma, «e prima o poi lo faranno». Fra una citazione e l’altra, e un ringraziamento ad Allah, parla di Roma e dell’Italia, che dovranno essere conquistate dall’Islam. Ma come, gli chiedo? I metodi sono diversi, spiega, e vanno dall’affermazione della religione islamica, per esempio con la crescita della popolazione musulmana, fino all’uso della violenza: «Uno Stato islamico straniero, ad esempio, in futuro potrebbe invadere l’Italia». La minaccia potrebbe arrivare da uno Stato dell’Africa del Nord: Choudary non ha dubbi, prima o poi la bandiera dell’Islam sventolerà a Roma, come su Downing Street.
Di recente è stato accusato di raccogliere denaro per i terroristi che operano in Iraq e Afghanistan, lui nega tutto, ma li sostiene moralmente. «Come reagiresti se ti attaccassero? Anche tu combatteresti», dice, riferendosi a quelli che per lui restano “mujaheddin”. Non solo, rincara la dose, «Al Qaeda sta avendo un grande successo contro gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, i mujaheddin si sono affermati in alcune zone dell’Iraq e dell’Afghanistan». Ma la “jihad”, la guerra santa, non è solo “difensiva”. Prima Choudary dice che Bin Laden – da lui definito come “sceicco” – ha offerto più volte una tregua alla coalizione impegnata nella guerra al terrore. Ma il ritiro delle truppe dai luoghi sacri dell’Islam non fermerebbe il conflitto: perché l’Islam passerebbe poi all’attacco. E nuovi attentati terroristici saranno parte di questo conflitto. «Dall’MI5 alle autorità americane, tutti pensano che ci saranno nuovi attacchi, ed eventi come l’11 settembre e il 7 luglio si ripeteranno perché le cause di quegli atti sono tuttora esistenti. È solo questione di tempo». Tutto questo per arrivare a un giorno in cui la legge islamica sarà ovunque: «È la migliore alternativa all’attuale società, in cui dominano i crimini di ogni genere, dagli stupri, agli omicidi, alle rapine».
Choudary è convinto che nella sua società regnerà invece l’armonia, che non ci saranno poveri, proprio perché verrà data assistenza a tutti. Viene spontaneo chiedergli che cosa accadrebbe, ad esempio, a un ladro, all’interno del suo Stato ideale: «Non c’è dubbio, gli verrebbe tagliata la mano».
In Inghilterra gli islamici fanno propaganda contro i gay
pubblicato: mercoledì 31 ottobre 2007 da egizia mondini in: Citizen Gay Omofobia Mondo
Una volta gli estremisti islamici se la prendevano con l’America, ora ce l’hanno con i gay. Pare che sia stato divulgato del materiale di propaganda all’interno delle moschee britanniche contro il modello occidentale. E fin qui nulla di particolarmente nuovo.
Nel modello occidentale c’è finita però anche la comunità gay lesbica che si permette di chiedere persino la parità dei diritti ad una società che si definisce civile. Frasi di odio verso tutti i nemici dell’Islam tra cui anche i gay che sarebbero da eliminare.
Un’agenzia investigativa inglese ha detto che l’origine di questo materiale è da far ricondurre dirattamente al governo saudita:
L’Arabia Saudita è la fonte ideologica dell’estremismo e deve essere ritenuta responsabile di questo atto; le istituzioni islamiche in Gran Bretagna devono fare pulizia di questi elementi.
Incubo
Olanda, Inghilterra, Germania la “favola” multietnica si é trasformata in incubo
Pubblicato il 14/05/09 alle 19:37:28 GMT
pubblicato da Admin
Ormai, c’è perfino chi “vota” con i piedi, nel senso che li usa per dire NO a società trasformate in calderoni infernali multietnici
-20.000 cittadini olandesi all’anno emigrano,
-200.000 cittadini britannici all’anno,
-150.000 tedeschi idem.
Emigrano per scappare dall’emigrazione!
«L’Olanda è piena» ripetono in particolare gli olandesi, citando lo slogan di Pim Fortuyn: 20% di immigrati; 6% di musulmani; gli omicidi dello stesso Fortuyn e di Theo Van Gogh e l’intimidazione a Ayan Hirsi.
Gli inglesi parlano della delinquenza dilagante e si lamentano della pressione che l’immigrazione provoca sui servizi pubblici: in particolare a scuola, che incide sulle speranze per il futuro dei figli.
Nel Regno Unito secondo il censimento del 2001 i residenti di origine straniera erano il 13,1% della popolazione, e secondo le proiezioni inglesi, scozzesi, gallesi e irlandesi saranno meno della metà della popolazione del Regno Unito attorno al 2065.
A Londra i non britannici sono già il 40,1% della popolazione, a Leicester il 39,5, a Birmingham il 34,4.
E se i musulmani sono solo il 2,1%, in compenso sono stati immigrati di seconda generazione a scatenare gli attentati del 2005, mentre la Chiesa Anglicana è favorevole a che le comunità musulmane si autogovernino secondo la Sharia (e questo spiega anche il desiderio di andarsene degli inglesi.
Quale essere umano “senziente” sarebbe favorevole alla sharia???)
Oltre che con i piedi, in democrazia, la gente vota però anche con le schede.
Dopo il fenomeno Le Pen in Francia già dall’inizio degli anni ’80 e dopo quello Haider in Austria dalla fine degli anni ’80, in questo momento in Olanda stando ai sondaggi il Partito per la Libertà (Pvv) del 46enne Geert Wilders diventerebbe alle Europee il primo partito, quadruplicando la propria percentuale.
Sostanzialmente liberale, il Pvv aggiunge però al suo programma alcune proposizioni che vanno al cuore di quel sistema della “pilastrizzazione” che era nato dalla convivenza tra calvinisti, cattolici e laici, e che ora le forze politiche tradizionali avevano pensato di poter tranquillamente estendere anche ai musulmani, consentendo anche a loro di autogestirsi con le proprie scuole, istituzioni e diritto di famiglia.
Le tradizioni giudaico-cristiana e umanista devono rimanere la cultura dominante, dice infatti Wilders.
Gli immigrati devono accettare questa cultura.
L’immigrazione da Paesi di cultura non occidentale va bloccata.
La Turchia non deve entrare nell’Unione Europea.
E no alla doppia cittadinanza.
In Danimarca terzo partito è pure un Partito Popolare con posizioni simili e in Norvegia il Partito del Progresso è il secondo e potrebbe anch’esso essere il primo alle prossime elezioni.
Proprio questo tipo di pressione ha spinto molti leader a apportare sostanziali correzione al progetto di società multiculturale come sembrava essere diventato ortodossia nel corso degli anni ’90.
Nella stessa Francia, il suo presidente figlio di un ungherese sembrerebbe in teoria la miglior conferma al vecchio principio integrazionista repubblicano secondo cui è francese chi vuole sentirsi tale.
Ma questo modello è entrato in crisi sullo scoglio dell’Islam, ormai arrivato al 10% della popolazione (con in più un 8% di residenti stranieri e un 10% di cittadini nati all’estero).
E proprio Sarkozy da ministro dell’Interno ha costruito la popolarità su cui è poi divenuto presidente affrontando a brutto muso le rivolte delle banlieues e varando una legge per cui, parole sue, «sarà più complicato arrivare in Francia, sarà più difficile rimanerci, sarà più sbrigativo venirne allontanati».
Ovvero, «chi non ama la Francia se ne può andare».
Sarkozy ha anche introdotto un esame di lingua e costumi francesi simile a quelli introdotti anche in Regno Unito, Danimarca o Austria.
Quanto alla cancelliera tedesca Angela Merkel a sua volta ha avvertito che «i minareti non possono essere costruiti ostensibilmente più alti delle chiese» e che «le società parallele non hanno niente, ma assolutamente niente a che vedere con l’atteggiamento aperto» .
Mentre lo spagnolo Zapero, pur di sinistra, non ha avuto remore a far sparare per bloccare l’infiltrazione di clandestini da Ceuta e Melilla.
Riassunto da Libero
Ergo l’Europa si sta svegliando dal “sonno” multiculturalista perchè in preda ad un brutto incubo.
con le vostre leggi (democratiche) vi conquisteremo, con le nostre leggi (teocratiche) vi domineremo
da http://www.culturacattolica.it
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Integrazione e accoglienza hanno poco a che vedere con sopraffazione della nostra cultura e scippo del territorio.
Ma se invadessimo noi i paesi islamici, pretendendo di dettar legge?
“Ma se invadessimo noi i paesi islamici, pretendendo di dettar legge?”
Già fatto.
Più e più volte.
http://it.wikipedia.org/wiki/Crociate
http://it.wikipedia.org/wiki/Colonialismo
http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Afghanistan_%282001%E2%80%93_in_corso%29
E volendo ce n’è ancora.
Quando capiremo che pure i musulmani e i negri sono esseri umani con le stesse paure, fobie, complessi psicologici, passione per la gnocca, volontà di essere lasciati in pace, desiderio di solidarietà, odi e amori, allora le cose andranno meglio.
Ovviamente dovranno capirlo pure loro (i musulmani e i negri) e questo forse è ancora più difficile.
Ma non c’è altra via, a meno che non vogliamo rimanere in guerra permanente con i nosrti consimili di religione e razza diversa, con i nostri “capi” che se la spassano approfittando del divide et impera.
Berlusconi dice che la culutra musulmana è inferiore, che i comunisti sono cattivi, ma fa accordi con Gheddafi, Tarek ben ammar e Vladimir Putin. La famiglia Bush è storicamente molto amica dei Bin Laden. Penso che pure gli ex capi bianchi del Sud Africa o del Commonwealth, adesso si accordinio senza problemi con i negri dell’ANC.
E noi qui a discutere se fare le moschee, a farci le guerre e gli attentati terroristici, con i reali sauditi che finanziano sia Israele che Hamas, a discriminare i negri (quando i dittatorelli africani sono ben accetti alla nostra èlite occidentale).
Eccetera.
Quella volta Carlo Marx disse una cosa intelligente: “Lavoratori di tutto il mondo unitevi”.
Questo perchè, per chi governa il mondo, noi non siamo altro che questo: animali da lavoro. Della nostra razza, religione, cultura gliene frega solamente nella misura in cui queste ci dividono gli uni dagli altri.
Divide et impera, dicevano quei gran furboni dei Romani.
Il multiculturalismo è un valore non un disvalore!
Una nazione non può rimanere continuamente in un regime di aparthaid.Inoltre i paesi poveri non progrediranno mai se le nazioni più evolute non le aiuteranno seriamente.