L’Italia bandisce i kebab e i cibi stranieri dalle città

[The Times]

Il pomodoro viene dal Perù e gli spaghetti sono forse un regalo della Cina.
E’, tuttavia, lo “straniero” kebab ad essere bandito dalle città italiane mentre sta diventando l’obiettivo di una campagna contro il cibo etnico, sostenuta dal governo di centro-destra di Berlusconi.

L’iniziativa di far mangiare agli italiani solo cibo italiano, che e’ stata descritta dalla sinistra e da importanti chef come razzismo gastronomico, e’ cominciata nella città di Lucca questa settimana, dove il consiglio comunale ha vietato l’apertura di qualsiasi nuovo ristorante etnico all’interno delle antiche mura della città.

Ieri si e’ diffusa alla Lombardia e al suo capoluogo, Milano, anch’esso governato dal centro-destra. Il partito anti-immigrazione Lega Nord ha introdotto le restrizioni “per proteggere le specialita’ locali contro la crescente popolarità delle cucine etniche”.

Luca Zaia, il Ministro dell’Agricoltura e membro della Lega Nord di origini venete, ha applaudito le autorità di Lucca e Milano per le azioni repressive contro il cibo non italiano. “Noi sosteniamo le tradizioni e la salvaguardia della nostra cultura,” ha affermato.

Zaia ha detto che ristoranti etnici autorizzati all’esercizio, “sia che servano kebab, sushi o cibo cinese”, dovrebbero “smetterla di importare container carichi di carne e pesce di cui non si conosce la provenienza” e dovrebbero usare solo ingredienti italiani.

Zaia, quando gli e’ stato chiesto se ha mai mangiato un kebab, ha risposto: “No, e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Preferisco i piatti del mio nativo Veneto. Rifiuto persino di mangiare l’ananas”. Mehmet Karatut, proprietario di quattro ristoranti di kebab a Lucca, ha affermato di usare solo carne italiana.

Davide Boni, un consigliere a Milano per la Lega Nord, che si oppone anche alla costruzione di moschee nelle città italiane, afferma che i proprietari di ristoranti di kebab sono pronti a lavorare più a lungo, il che costituisce competizione disonesta.

“Questa e’ la nuova crociata lombarda contro i saraceni,” ha affermato il quotidiano La Stampa. L’opposizione di centro-sinistra a Lucca ha affermato che la campagna è discriminatoria e che equivale a “pulizia etnica culinaria”.

Vittorio Castellani, un celebre chef , ha affermato: “Non c’è un piatto sulla terra che non sia una combinazione di tecniche, prodotti e sapori di culture che si sono incontrate e mescolate nel corso del tempo”.

Ha dichiarato detto che molti piatti che si pensa siano italiani sono, in realtà, importati. ll pomodoro San Marzano, l’ingrediente principale della sugo italiano per la pasta, e’ un regalo del Perù al Regno di Napoli nel diciottesimo secolo. Si pensa che persino gli spaghetti, furono portati dalla Cina da Marco Polo, e le arance e i limoni vennero dal mondo arabo.

Castellani afferma che la proibizione rifletta la crescente intolleranza e xenofobia in Italia. E’ anche un colpo per gli immigrati che si guadagnano da vivere vendendo cibi etnici, che sono popolari per il loro basso costo. Ci sono 668 ristoranti etnici a Milano, in crescita di quasi il 30% in un anno.

Il centro-destra ha vinto le elezioni di aprile l’anno scorso in parte a causa dell’allarmismo sul crimine e l’immigrazione. Questa settimana c’e’ stata una serie di attacchi nei confronti di immigrati in bar e negozi dopo l’arresto di sei rumeni accusati di uno stupro di gruppo nei confronti di una ragazza italiana nella periferia romana diGuidonia.

Filippo Candelise, un consigliere di Lucca, ha detto: “Accusarci di razzismo e’ oltraggioso. Tutto quello che stiamo facendo e’ proteggere il patrimonio culinario della città”.

Massimo Di Grazia, il portavoce della città, ha dichiarato detto che la proibizione serve a migliorare l’immagine della città e a proteggere i prodotti toscani. “Prende di mira sia McDonald’s che i ristoranti di kebab,” ha aggiunto.

C’e’ confusione, tuttavia, su quello che si intende per etnico. Di Grazia ha dichiarato detto che i ristoranti francesi saranno autorizzati. Non era sicuro, pero’, sulla cucina siciliana. E’ influenzata dalla cucina araba.

[Articolo originale " Italy bans kebabs and foreign food from cities " di Richard Owen]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Google Bookmarks
  • Facebook
  • MySpace
  • Live-MSN
  • OKnotizie
  • YahooMyWeb
  • StumbleUpon
  • Blogosphere News
  • Webnews
  • eKudos
  • LinkedIn
  • Technorati
  • TwitThis
  • BarraPunto
  • Digg
  • Pownce
  • Wikio IT
  • Wikio

24 commenti per L’Italia bandisce i kebab e i cibi stranieri dalle città

  • Andrea

    I provvedimendi di ottuso stampo razzista sono indubbiamente ridicoli e controproducenti.
    Ma il problema rimane, ossia nella maggior parte dei casi
    i ristoranti medio-orientali:
    - non curano l’igiene, anzi lo snobbano
    - seguono regole di macellazione contrarie a regole civili ormai consolidate
    - impestano strade e case di puzza indecente
    - lavorano 24/24 ore 7/7 giorni rovinando la vita ai vicini e agli altri commercianti
    - creano assembramenti che molto spesso finiscono in risse ed esecuzioni sommarie
    Ho vissuto per 3 anni sopra un kebab e parlo con esempi alla mano.
    I cinesi non sono da meno, ma hanno la scusante che sembrano non capire … mentre i turchi capiscono benissimo.

  • Francesca

    [...]A mio parere mantenendo l’apprezzamento della nostra arte culinaria e la conoscenza di quella estera potremmo avevere una visione di un arte culinaria globale e…che vinca il migliore![...]

  • Daniel

    Uno che non mangia l’ananas perché non è un prodotto locale è soltanto un demente!
    Non ci sono parole per definire quanto intellettualmente marcio è il cervello di una persona che ragiona così. l’80% dei prodotti che consideriamo italiani sono stati importanti a cominciare dalle arance di sicilia fino alle bufale per fare la mozzarella. Prima della contaminazione nel territorio italiano si mangiavano selvaggina e uova.

    Questo fuori dall’Italia si chiama giocare sporco, invece di accettare una sana concorrenza in modo da adattarsi ai bisogno dei consumantori e offrire loro prezzi e qualità migliori.

    Inoltre la stessa cucina italiana è nata grazie a contaminazioni culturali e non sarebbe mai esistita se qualcuno avesse portato avanti un’ideologia ridicola di nazionalismo e regionalismo. Infatti tutto ciò che ha valore in Italia proviene da qualche “contaminazione” culturale.

  • [...] sappiamo è anche anti-kebab. Il ministro dell’agricoltura Zaia, ha detto che l’Italia deve bloccare l’arrivo degli alimenti che non hanno niente a che fare con il nostro ricco patrimonio [...]

Lascia un commento

 

 

 

Puoi usare questi tag HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>