Il fascismo esce allo scoperto

[El Espectador]

Come negli anni ‘30, anche ora la crisi economica risveglia in Europa populismi autoritari, con le loro componenti di nazionalismo, xenofobia e violenza contro l’”altro”, colui che minaccia la propria identità e usurpa posti di lavoro. Ebrei all’epoca, “gialli” oggi, a seconda dell’immigrato extracomunitario, in Italia esce allo scoperto quel fascismo latente che aspettava la sua seconda opportunità.

Albanesi, rumeni, latinoamericani, persone di colore e zingari, sono oggetto di incursioni della polizia e pestaggi organizzati da gruppi di picchiatori identici ai fasci di allora. Un cartello collocato all’entrata di una discoteca di Padova e che recita: “non credere di poter entrare solo peché Obama ha vinto”, palesa l’accento razzista del nuovo fascismo.”

Con l’appoggio di tutta la destra – i cattolici, i nostalgici del Duce, i separatisti del Nord che vogliono una repubblica bianca, di sangue puro e celtico -, Berlusconi ha programmato il suo quarto mandato seminando il panico contro l’”invasore” e autonominandosi come l’unico capace di affrontare l’intera minaccia contro la patria, il cui nucleo è rappresentato dagli immigrati. Ha iniziato con un disegno di legge che converte in criminali gli immigrati che non hanno regolare permesso di soggiorno. Uno dei suoi ministri di Governo, il presidente della Camera e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sono fascisti dichiarati. L’8 settembre scorso, il suo ministro della Difesa, La Russa, ha reso omaggio a truppe pro-nazismo.

E non sono soli. Anche se Berlusconi è implicato in più di 20 processi penali per frode, corruzione, traffico di droga e associazione di stampo mafioso, è appoggiato da un grande movimento di opinione che gli fa eco. Si moltiplicano i ritratti di Mussolini sulle bancarelle e quasi tutti i taxisti ce l’hanno nel proprio portachiavi. Il portiere del Milan, Abbiati, invita a rompere il “tabù” del fascismo accettandone i valori di patria, ordine sociale e cattolicesimo. Nuove stelle del calcio se ne appropriano tutti i giorni: festeggiano i goal con il saluto fascista. I tifosi applaudono numerosi al vederlo e, buona parte di loro, risponde al saluto.

La storia recente ha dimostrato che in situazioni di crisi sociale e perdita emozionale, fioriscono il dogma e l’autoritarismo. In questo clima, il primo demagogo capace di invocare l’unità del popolo contro un diabolico nemico – reale o inventato -, può incitare allo sterminio dell’aggressore “impuro”. È la legittimazione morale della violenza, tanto cara al fascismo, che torna ad offrirsi come soluzione alla crisi.

Quelli che lo sanno, diranno che questo così sorprendente regresso ad un atavismo in apparenza dimenticato non solo obbedisce ad un desiderio di sicurezza nella gente, ma risponde anche alla monotonia ideologica in cui sono caduti i partiti. Hanno rinunciato agli ideali che li distinguevano dagli altri per raggiungere un modello di consenso che dissimula le differenze e sacrifica il pluralismo. Paradiso di un centro asessuato, democrazia di finta diplomazia e alle cui spalle è cresciuto un vuoto che il discorso della destra ha riempito.

Il populismo autoritario si è fatto portavoce della passione politica e l’ha canalizzata verso un nemico provvidenziale: lì contro il “pericolo giallo”, qui contro il terrorismo. Lì contro gli immigrati, qui contro l’opposizione. Contro artisti come Patricia Ariza, applaudita in tutto il mondo, premiata dieci volte all’estero, accusata per motivi assurdi che la pongono comunque sotto il tiro del fucile. A colpi di popolarità, escono tutti allo scoperto.

[Articolo originale "El fascismo sale del clóset" di Cristina de la Torre]

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8 commenti per Il fascismo esce allo scoperto

  • toni

    prima di criticare in modo aspro non conoscendo la realtà e senza esagerare nei commenti e nei fatti che vengono sempre ampliati dai media per motivi giornalistici politicizzati e non obiettivi come dovrebbe essere un giornalista nel riportare notizie e fatti bisogna vivere delle situazioni di eccessiva invadenza e di non rispetto del paese in cui si è ospite ed immigrato – noi italiani e cattolici quando andiamo nei loro paesi rispettiamo usanze e le loro religioni senza avere molto spesso l’opportunità di trovare altri luoghi religiosi se non i loro dal fatto che sono vietati – siate più obiettivi e italiani – meditate che non fa male – medito pure io rispettando le idee altrui anche se non le condivido

  • Stefano

    Toni, le stesse cose che dici tu ora le dicevano proprio nel periodo precedente alla marcia su Roma. E’ questo che mi preoccupa. La giornalista (competente e informata, sapeva anche di Padova!) arriva al nocciolo della questione secondo me: la poverta’ e la crisi della politica portano al razzismo e al totalitarismo. Inoltre, vivendo all’estero, ti assicuro che noi italiani e ‘cattolici’ non sempre rispettiamo le usanze e le religioni degli altri e non ci integriamo neanche molto. Essere ‘piu’ italiani’ come ci consigli tu, non dovrebbe significare combattere di piu’ chi e’ ’straniero’. Se e’ cosi’, meglio essere meno italiani (o meno patriottici in generale) e piu’ obiettivi.

  • toni

    stefano stai confermando che vivendo all’estero vedi le vicende del tuo paese di origine dai commenti e giudizi di altre persone probabilmente se non sicuramente non obiettive – in tutte le vicende bisogna viverle per giudicare – brevemente due mie esperienze – sono stato sempre vicino ai problemi di israele ma dopo un viaggio in quei luoghi ho constatato che sia israele che la palestina hanno ragione e torto – sono stato anche in paesi islamici e ti posso assicurare e puoi verificarlo che i cattolici non sono ammessi e tantomeno le chiese ed ora perchè dovrei nel mio paese finanziare moschee ed accettare che in piazze e luoghi pubblici pregono – il fascismo non esiste più e ciò che è successo nel passato che sarebbe lungo farne una valutazione sicuramente più negativa oggi non sarebbe attuale – pochi episodi di esaltati e sicuramente non veri italiani non possono servire ad un giudizio sommario – penso che indipendentemente dalle proprie idee politiche bisogno giudicare con la propria testa e con il cuore – non è possibile che chi non è vicino alle nostre idee politiche sbaglia in tutto – ciao pino

  • matteo

    @TONI: è proprio perchè siamo una democrazia affermata (almeno sulla carta) di un paese del civile e industrializzato primo mondo e con una delle costituzioni più belle e liberali che non possimo permetterci di dire ‘noi da loro certe cose non le possiamo fare’.
    se questo è un paese libero e democratico lo deve essere sempre e per tutti, senza deroghe e senza eccezioni, sennò siamo una democrazia solo quando ci fa comodo!
    e poi l’italia non è cattolica, come tu dici. non esiste una religione di stato. l’italia è permeata dall’onnipresenza di santa romana chiesa,ma per fortuna vi sono credenti e praticanti cattolici e in misura minore evangelici, musulmani, ebrei, atei, agnostici, animisti, indu, buddisti. tutti, dal primo all’ultimo, hanno il diritto di professare la loro non fede o la loro non fede nel rispetto degli altri. e pregare in ginocchio di fronte al duomo, secondo me, non è una mancanza di rispetto ne un affronto verso nessuno.

  • toni

    caro matteo vai a pregare per qualsiasi santo, dio, oggetto o in qualsiasi cosa che credi o che non credi davanti ad una moschea in un paese islamico e poi sicuramente non potrai darmi soddisfazione se no in un aldilà se esiste o no -se l’italia è un paese cattolico o no e comunque la maggioranza si professa tale e penso che una maggioranza debba essere rispettata e non provocata – e basta con questi falsi perbenismi e buonismi ed altruismi sempre nel nostro paese facendoci schiacciare – siamo almeno dentro di noi e fuori dalle singole simpatie o appartenenze politiche senza farci influenzare più obiettivi e sinceri – rifletti dentro di te ma con calma senza irruenza – saluti sinceri

  • lorenzo

    toni, come ha gia` detto stefano, e` proprio perche` ‘noi’ non siamo ‘loro’ che qui deve essere garantita la possibilita` di perseguire il proprio credo religioso, qualunque esso sia

    dicendo ‘noi’ e ‘loro’ non intendo fare nessuna discriminazione, intendo solo porre l’attenzione sul fatto che l’Italia e` uno stato laico, non una teocrazia, almeno cosi` dice la nostra Costituzione

    non mi piace affatto l’idea che l’italianita` sia vista come un modo per andare contro alla massima espressione di regole che ci siamo dati da soli, suona molto come ‘predicare bene e razzolare male’, raccolgo volentieri il tuo invito ad essere ‘piu` italiano’, a patto che questo significhi in primis rispetto per le nostre stesse leggi

  • matteo

    @TONI caro toni, io non prego nessun santo ne’ dio ne’ oggetto perchè sono ateo, e forse per questo non mi turba più di tanto, anzi affatto, una preghiera di musulmani in un luogo pubblico, e tanto meno mi sento ‘provocato’ o ’schiacciato’.
    e sull’italianità che dire? ci sentiamo minacciati da questa orda di migranti, noi che siamo una mera espressione geografica perchè proveniamo da una babele di popoli che neanche si conoscevano, siamo figli di etruschi, celti, mori, messapi, greci, romani e chi più ne ha più ne metta. chi viene da noi, nella stramaggioranza dei casi, è qui per lavorare, per dare una speranza alla propria famiglia, e per questo si fa il culo, paga le tasse, fa crescere il paese,e in cambio non ha nemmeno il diritto di scegliere il sindaco della propria città.
    per questo mi fa ridere il concetto di italianità, perchè invece di farci difensori della nostra costituzione che è garante di dignità e diritti per tutti, siamo noi primi stronzi che assistono impotenti al suo smantellamento quotidiano. cosa dovremmo fare, metterci in trincea per difendere gli spaghetti dal cous cous?
    ricordati, se vogliamo che esistano i diritti, devono essere per tutti, ma prorpio per tutti. un saluto

  • toni

    matteo – sicuramente non sono stato chiaro o hai letto frettolosamente – parlavo di rispetto di vivere in una società e tanto per cambiare chi ha idee? diverse deve sempre con i paraocchi criticare tutto e tutti- cerchiamo di essere più obiettivi e sinceri senza fare sempre demegogia – mi hai dimostrato che il discutere civilmente e con onestà è difficile – peccato poteva essere un motivo di crescita reciproca – ciao auguri

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