Italia: Lo Stato della Chiesa

Sueddeutsche Zeitung

Elegantemente insoddisfatto

I rapporti interni al clero e verso le proprie istituzioni continuano ad essere regolati dal diritto canonico, che per buona parte è anche diritto penale. Il Vaticano, tacitamente, non ha osservato molte leggi contrarie ai principi del cristianesimo del tardo periodo fascita (senza tuttavia subire sanzioni dallo Stato di Mussolini), comprese le leggi razziali del 1938. Molti ebrei e figli di famiglie ebraiche sono riusciti a sopravvivere alla II Guerra Mondiale dentro le mura del Vaticano.

Le leggi razziali sul matrimonio, che rendevano invalidavano i cosiddetti “matrimoni misti” anche se celebrati in chiesa, intaccavano pur sempre anche i Patti lateranensi, ma non vi fu alcun conflitto. Ufficialmente, vigeva ancora la regola: le leggi italiane si applicano anche sul suolo della Città del Vaticano.

Ma oggi lo Stato del Papa non intende più recepire le norme automaticamente . Il Papa si riserva la possibilità di verifica, come osserva agli inizi del nuovo anno “L’Osservatore Romano”, commentando una disposizione approvata ad ottobre . La motivazione ufficiale è la seguente: le leggi italiane sarebbero troppo ambigue , troppo confuse, troppo incoerenti e troppo spesso lontane dalla cristianità. Un’istituzione dall’esperienza centenaria nella codificazione del diritto si mostra vicina alla concezione di diritto naturale di San Tommaso D’Aquino, e quindi nobilmente insoddisfatta del livello dell’attuale legislazione italiana.

Irrilevante

E’ comprensibile. Come potrebbe il Vaticano accettare anche solo pro forma le leggi modificate a favore del primo ministro Silvio Berlusconi, come ad esempio la legge sul bilancio dello stato? Anche qui, come quasi sempre nello storico rapporto tra il Vaticano e l’Italia, si tratta di simbologia politica . Come sempre, soprattutto la maggior parte di ciò che la Camera dei Deputati italiana decide, per la Curia resta irrilevante.

Ciò vale anche per le possibili modalità di eutanasia o per le norme invocate dall’Unione europea, ma raramente attuate dall’Italia, per le unioni omosessuali, che vengono commentate nella stampa italiana come il principale motivo delle recenti dichiarazoni del Papa.

Se la Curia potè ignorare le leggi razziali del 1938, potrebbe anche esonerarsi tacitamente dall’osservanza delle leggi per il matrmonio gay o della legge sull’eutanasia. Non è ancora noto se il Vaticano abbia mai applicato la legge italiana sull’aborto respinta dalla chiesa con tanta veemenza, magari nei propri ospedali situati all’esterno dello Stato vaticano.

Pertanto il recente annuncio rappresenta, ancora una volta, un chiaro atto politico simbolico. Papa Benedetto XVI è un intimo conoscitore della storia della chiesa. Il cardinale Ratzinger, durante una conversazione, ha definito il 20 Settembre 1870, giorno in cui lo stato italiano iniziò a governare su Roma, come una “fortuna” per la Chiesa , perché da quel giorno la Chiesa si sarebbe liberata dagli oneri mondani e dai compromessi. Nel 1970, alle celebrazioni del centenario, Papa Paolo VI citò la Lettera ai Romani: “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Si direbbe una separazione efficace.

Inasprimento

Ora le distanze si ampieranno maggiormente. L’italianità del papato, che con Giovanni Paolo II aveva già sofferto molto, continua a diminuire . La Chiesa mondiale allenta i suoi legami con il paese in cui ha, per caso, la sua sede terrena.

L’Italia, da parte sua, prima di Berlusconi, aveva agito simbolicamente in una direzione simile: nell’anno santo del 2000 il Vittoriano, il mastodontico monumento all’unificazione d’Italia che svetta nel centro di Roma, è stato riaperto al pubblico dopo molti anni di degrado. Improvvisamente, si dovette di nuovo ammettere che Roma non è solo la città ai piedi della cupola di San Pietro, ma è anche la città su cui trottano gli zoccoli della statua equestre intitolata a Vittorio Emanuele II, il primo re d’Italia.

I pesi si sono spostati. Nel 1929 Mussolini aveva pubblicamente deriso il potere temporale dei papi, che era ormai al termine, “manca solo il certificato di morte per far seppellire il cadavere”. Oggi, l’Italia è un paese travagliato con un basso profilo internazionale. La chiesa è da tempo diventata un attore globale, quasi una ONG, ma con una tradizione apparentemente inattaccabile, più antica di qualsiasi Stato moderno. “Quante truppe avrà poi il Papa”, aveva chiesto Stalin. L’impero di Stalin è ormai cenere, lo ha distrutto , tra gli altri fattori, un Papa che proveniva dalla Polonia.

Certo, l’inutile atto contro i miseri legislatori italiani ha anche qualcosa di arrogante. Il Vaticano comunica al paese che gli fornisce acqua, pane, voli e non da ultimo la sicurezza, che non vuole avere niente a che fare con le sue scartoffie . Il prossimo passo potrebbe essere un inasprimento dell’interferenza nella politica interna italiana, anch’essa già preannunciata . Ma in tal caso quella libertà ottenuta il 20 Settembre 1870, che il Cardinale Ratzinger ha saputo un tempo apprezzare, verrebbe messa di nuovo in pericolo da Papa Benedetto XVI.

[Articolo originale "Italien: Der Staat der Kirche"]

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