[Libération]
La Francia ha firmato e notificato il decreto d’estradizione dell’ex-brigadista italiana Marina Petrella, 53 anni, attualmente detenuta in Francia e condannata in Italia alla reclusione. Potrebbe essere affidata alle autorità italiane fin da subito ma il suo avvocato Irene Terrel ha depositato lunedì un ricorso al Consiglio di Stato. Questo ricorso non è sospensivo ma ordinario, la Francia non puo’ procedere con l’estradizione finché non è stato esaminato.
La Terrel protesta contro «questa decisione assolutamente inaccettabile. Innanzi tutto nei confronti dell’asilo accordato a Marina Petrella in Francia da quindici anni con cognizione di causa ed anche nei confronti del suo stato di salute. Tutti i medici che la hanno vista affermano che si trova in uno stato psichico profondamente deteriorato e parlano “rischio di suicidio importante” ». Arrestata nell’agosto 2007 quindi messa sotto custodia straordinaria, Marina Petrella è stata ricoverata cinquanta giorni in psichiatria. Il suo avvocato ha denunciato “la brusca reincarcerazione” della sua cliente a Fresnes il 30 maggio «in uno stato ancora più deteriorato di quello che aveva valso il suo internamento».
Ha chiesto al governo francese l’applicazione «della clausola umanitaria» prevista nella convenzione d’estradizione franco-italiana del 1957, che permette la non estradizione di una persona se ciò comporta conseguenze «di una gravità eccezionale» per la sua salute. La Corte d’Appello di Versailles si è pronunciata nel 2007 a favore dell’estradizione della Petrella chiesta dall’Italia, che l’aveva condannata nel 1992 per avere ucciso un commissario di polizia e seriamente ferito il suo autista a Roma nel 1981. Sul modello di altri brigadisti, la Petrella si era rifugiata in Francia negli anni 80 ed aveva cessato la lotta armata, condizione sine qua non per beneficiare di una protezione secondo “la dottrina Mitterrand„ che si impegnava allora a non estradare i terroristi pentiti.























Gli ultimi commenti.
Gli avvocati si fanno sempre in 4 per difendere gli assassini o i delinquenti, perchè non lo fanno con le vittime.
Più è colpevole il criminale e più è bravo l’ avvocato(più la sua parcella salirà).
E poi io c’ho fatto caso la legge a tanti di quei cavilli che non si arriva mai alla giustizia vera, si paga sempre meno di quanto sia giusto pagare.
Metterla in un carcere di Caltanisetta e buttare la chiave
Rispondo che chiedo la stessa cosa anche per il poliziotto,chi è colpevole deve pagare,tutto qui.
Il poliziotto che ha ucciso il tifoso laziale è ancora in giro ma nessuna sa che volto abbia….Ora io dico che non è giusto applicare a questa omicida “la clausola umanitaria”anche per rispetto nei confronti dei parenti della vittima,ma dei genitori del povero Sandri che chiedono giustizia cosa rispondiamo????
Per imperscrutabili motivi di marketing, chiunque venga processato e condannato a x anni di reclusione, si sente immancabilmente male, la sua salute cade in un profondo baratro, qualunque avvocato della difesa si farà in 4 per “salvarle la vita” e strapparla a quell’inferno ammazzapsiche che è la galera. L’esimia brigatista, si è pure permessa di dire che “è una decisione inaccettabile…”. Stiamo scherzando oppure è una cosa seria? questa tizia qua, si ricorda che ha ammazzato una persona o se lo è dimenticato? Secondo questa tizia, per la moglie del commissario era accettabile che suo marito venisse ammazzato?
Penso che se si dovesse suicidare, potrei addirittura acquistare una bottiglia di Champagne! E me lo berrei alla faccia sua e dell’inaccettabile concezione dell’inaccettabile!
Pur di non finire in galera ci si inventa di tutto…Ha ammazzato una persona è giusto salute o no scontare la pena…
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