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Dibattito in Italia sulle intercettazioni telefoniche

Pubblicato Mercoledì 11 Giugno 2008 in Svizzera

[Neue Zürcher Zeitung]

Il presidente del consiglio Berlusconi vuole limitare fortemente le competenze delle autorità giudiziarie

Il governo Berlusconi vuole limitare fortemente l’utilizzo dello strumento delle intercettazioni. Non solo l’opposizione, bensì anche il partito di maggioranza Lega Nord, temono che l’Establishement tenti di sottrarsi dal controllo della giustizia.

Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha annunciato, che intende varare un progetto di legge per la restrizione della facoltà di intercettazione delle autorità giudiziarie. L’obbiettivo è limitare le intercettazioni a indagini su mafia e terrorismo. Finora, l’intercettazione era ammessa per delitti punibili con almeno cinque anni di carcere. Inoltre, aggiunge Berlusconi, si punirà con una pena di cinque anni di reclusione chiunque violerà la nuova legge o pubblicherà comunicazioni telefoniche registrate dai giudici indagatori.

Autoprotezione per la classe politica?

Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano giustifica la proposta dicendo che in nessun altra democrazia occidentale verrebbero fatte altrettante intercettazioni quanto in Italia, e che la privacy di centinaia di migliaia, se non di millioni di Italiani venga ferita in modo sproporzionato. Secondo i dati del Ministro, attualmente in Italia vengono intercettate le comunicazioni di 100 000 persone per un costo di 280 millioni di Euro rispetto alle sole 1700 persone negli USA, 3700 in Svizzera, 5500 in Inghilterra e 20 000 in Francia.

I magistrati e due dei tre partiti di opposizione, Partito Democratico e L’Italia dei Valori, avvertono che il Governo rischia di ostacolare le indagini della procura per reati di corruzione e delitti finanziari. L’associazione dei giornalisti protesta contro il rischio d’incarcerazione per la pubblicazione di intercettazioni registrate, che non colpirebbe solo funzionari di giustizia ma anche per gli impiegati dei media.

Anche tra gli esponenti della Lega Nord, terzo partito al governo per numero di rappresentanti, si diffonde un malessere considerevole. La Lega, similmente ad Italia dei Valori prova in parte a delinearsi come forza di opposizione al corrotto Establishement politico. In un intervista, il precedente Ministro di Giustizia Roberto Castelli esprime il suo “personalissimo” sospetto, che la classe politica cerchi di sottrarsi dal controllo della giustizia riguardo a reati di corruzione ed abuso di potere, reati purtroppo molto tipici per la classe stessa. Negli ultimi anni, tra le vittime prominenti di intercettazioni telefoniche si conta l’ ex governatore protezionista della Banca d’Italia Antonio Fazio che fu coinvolto nello scandalo bancario del 2005, oppure anche il criminoso ex-direttore generale della Juventus Luciano Moggi.

Il Presidente della Repubblica spera in un compromesso

Antonio di Pietro, presidente del partito di opposizione ed ex-magistrato, avverte di non cedere ad un torvo compromesso da parte dell’Establishement. Denuncia anzi, che il Partito Democratico non combatte in modo abbastanza deciso questa proposta di Berlusconi. Di Pietro rammenta che gia durante il Governo Prodi, degli esponenti del Partito Democratico avevano cercato di imporre una limitazione delle l’intercettazioni, dopo che erano stati pubblicate registrazioni di intercettazioni per loro stessi compromettenti legate allo scandalo bancario del 2005

Martedì è intervenuto nella discussione anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Riconosce a Berlusconi che, dato il numero insolitamente alto di intercettazioni ed indiscrezioni, abbia aperto la discussione su di un problema vero. Al contempo stesso però, Napolitano, che funge da garante per una giustizia indipendente, eletto nel 2006 dal centro-sinistra, esprime la sua speranza in una soluzione che guardi oltre gli interessi dei partiti. A tale scopo, ha menzionato da un lato il diritto alla protezione della privacy, dall’ altro la necessità di un utilizzo “misurato” dello strumento delle intercettazioni.

[Articolo originale di Nikos Tzermias]

Gli ultimi commenti.

  1. Venerdì, 13 Giugno 2008 alle 4:11 pm, gi gi ha scritto :

    Con tutte le priorità che ci sono in Italia il signore delle televisioni guarda un po di che cosa si sta preoccupando, di fare una legge sulle intercettazioni.Non riesco ancora a capire come gli Italiani possano ancora accettare queste cose……

  2. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 8:05 pm, lord_pelo ha scritto :

    probabilmente il sig Angelino Alfano(stranamente incensurato, a parte un bacio con un certo.., pur essendo del pdl) non considera che in italia rispetto ad altri paesi i crimini finanziari costano allo stato ben più del costo delle intercettazioni. non pensavo comunque che la combricola della cdl arrivasse a una tale sfacciataggine. è palese per chiunque idiota che la volontà è quella di dare la mazzata definitiva alla magistratura ad alti livelli. gli italiani k lavorano in fabbrica e che devono arrivare a fine mese di certo non sono sotto il mirino delle intercettazioni. la violazione della privacy ad ampio spettro è una pura castroneria. se davvero fossero sorvegliati così tanti cittadini, quante persone servirebbero ad ascoltare quelle intercettazioni? forse si risolverebbe veramente il problema della disoccupazione..
    Napolitano come sempre è di grande aiuto non dicendo nulla.. ma a che serve il presidente della repubblica in italia, quando ci sono già berlusconi e il papa e soprattutto, quando non c’è la repubblica??

  3. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 3:53 pm, Sergio Bergamaschi ha scritto :

    Signori, io credo che privacy e sicurezza in questo specifico caso siano agli antipodi e mi spiego: se non ci fosse la possibilità di fare intercettazioni telefoniche, a qualunque livello (non per terrorismo, corruzione, reati mafiosi etc, ovvero solo per alcune categorie di reati) il buon cinese pizzicato a milano che smazzava di tutto, di più e ancora non basta, probabilmente sarebbe andato avanti a vendere “rischio di morte” davanti a scuole e discoteche; invece è stato fermato! ed è una cosa giusta, inequivocabilmente giusta. Io se mi ascoltano mentre parlo al telefono, primo non ho niente da nascondere secondo se mi sentono dire “amore, ci vediamo a casa mia che facciamo…” non me ne preoccupo perchè al massimo è chi mi ascolta che si rosica, non io che “faccio”. In buona sostanza la privacy è una delle scuse per rendere uno strumento utile (ricordo che chi da disposizioni per effettuare intercettazioni, non lo fa per sapere quante volte piscia Prodi piuttosto che mio cugino, lo fa perchè chi dovrebbe essere intercettato è GIA’ in odore di malefatte e le intercettazioni serviranno come prove per ciò che sanno già essere in atto), inutile per quei reati per cui chi le vuole vietare rischierebbe dei processi.

  4. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 2:20 pm, sonia ha scritto :

    Ma il dato più ignorato, rispetto al ritornello per cui «le intercettazioni costano troppo», è che sempre più si ripagano. Fino al clamoroso caso di una di quelle più criticate per il massiccio ricorso a intercettazioni, l’inchiesta Antonveneta sui «furbetti del quartierino». Costo dell’indagine: 8 milioni di euro. Soldi recuperati in risarcimenti versati da 64 indagati per poter patteggiare: 340 milioni, alcune decine dei quali messi a bilancio dello Stato per nuovi asili. Il resto, basta a pagare le intercettazioni di tutto l’anno in tutta Italia.

    Vuoi vedere che della sicurezza dei cittadini non gliene frega niente e pensano solo alla propria?

  5. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 1:51 pm, Mark Slot ha scritto :

    Si tratta del perfezionamento di una strada intrapresa nell’ultima legislatura targata Berlusconi: questo nuovo decreto andrà ad aggiungersi alla legge Cirami sul “legittimo sospetto” (!), a quella per ostacolare le rogatorie internazionali e soprattutto la soppressione del reato di falso in bilancio, cosa che non solo ha reso nulli anni di processi e prove incontrovertibili, ma ha pure consentito al nostro Primo Ministro di vantarsi di essere stato assolto (scordando, inspiegabilmente, di precisare “perchè il fatto non è più configurato come reato”).

  6. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 12:03 pm, Fabrizio ha scritto :

    Si Der Pilger
    è tutta una scusa per nascondere ben altro.Se si guardano i dati reali qui non c’entra nulla il risparmio o la privacy.
    Il risparmio potrebbe avvicinarsi allo zero se lo Stato facesse lo Stato: obbligando le compagnie telefoniche, concessionarie pubbliche, ad applicare tariffe scontate o gratuite per le intercettazioni (che ora costano allo Stato 1,6 euro al giorno per i telefoni fissi, 2 per i cellulari, 12 per i satellitari); acquistando le attrezzature usate dagli agenti per intercettare, anziché affittarle a prezzi da favola da ditte private; recuperando le spese di giustizia dai condannati, che devono pagare i costi sostenuti dallo Stato per processarli (oggi si recupera il 3-7%).
    Poi sempre dati alla mano la spesa per le intercettazioni non è in aumento,ma bensi in calo..
    E in fine,io non ho nulla da nascondere,mentre chi pronuncia ciò?

  7. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 10:36 am, stecca 66 ha scritto :

    Siamo alle solite,l’ennesima manifestazione di dittatura.Possibile che uno dei pochi strumenti che hanno fatto emergere parte del marcio nel nostro paese,debba essere ridimensionato!!!!Secondo voi chi vuole questo ha la coscenza a posto???

  8. Giovedì, 12 Giugno 2008 alle 9:58 am, Der Pilger ha scritto :

    La privacy non c’entra nulla con questa iniziativa, come l’affollamento delle carceri non c’entrava nulla con l’indulto.
    E’ il solito specchietto per le allodole e spiace vedere che molti si fanno intrappolare da questo folle argomento e perdono di vista il verso senso di tutto il progetto.

  9. Mercoledì, 11 Giugno 2008 alle 11:54 pm, Ezio Gregorio ha scritto :

    Nicola, io voglio ben volentieri cedere un po della mia privacy in cambio di non dover perdere il mio tempo a badare che qualcuno che si pensa più furbo non mi rubi i soldi che guadagno facendo invece quello che mi piace fare con il mio tempo.

    Ad esempio, se mi piace disegnare case, diciamo scuole, investendo energia e creatività, facendole bene, funzionali, piacevoli poiché questo mi riesce bene: Lo faccio con la fiducia di partecipare poi ad un onesta gara d’appalto in cui vincerà veramente l’offerta più sensata (che potrebbe essere mia o di un altro). Questa fiducia posso averla perché la gara e’ ben sorvegliata, e la giustizia punirebbe chi bara, scoraggiando chi ci prova. Se però c’e in giro qualche furbone, che con una tangentina a chi di dovere, fa passare il suo progetto, non necessariamente il piu sensato, piacevole, utile per i ragazzi che andranno a questa scuola, bensì quello il progetto che fara’ guadagnare di più al furbone e ai suoi amici la cosa mi demotiva assai. Se le cose andassero così, io e tutti gli altri lavoratori dovremmo sprecare un sacco di energia per raggirare questi furboni e la bella scuola va a farsi benedire. Allora ben venga qualche strumento alla giustizia che la abiliti realmente a svolgere il suo lavoro e ci protegga nel fare il nostro.

    Piuttosto che la privacy andrebbe garantito che le intercettazioni vengano interpretate in modo obbiettivo e non valgano senza altre prove coincidenti, o cioè che vengano trattate da una giustizia funzionante e leale, che non sia imputridita da leggi impulsive aggiunte a man mano che qualcuno al potere ne aveva bisogno. Altrimenti, se la giustizia sarà sempre più intralciata e inoltre costretta da periodi di prescrizione incredibilmente brevi a lavorare nottetempo, rischierò di finire in carcere se la nonna mi annunciasse al telefono di mandarmi una torta da Lima, e gli indagatori sotto pressione interpretassero che vuol mandarmi una lima nella torta per fuggire dalla prigione in cui finirei se la chiamata venisse intercettata.

  10. Mercoledì, 11 Giugno 2008 alle 7:47 pm, nicola 75 ha scritto :

    Non so cosa ne pensate voi; io credo che la privacy di ognuno di noi termini lì dove si impone il diritto alla giustizia di fare il proprio corso.E’ un concetto affine a quello di libertà: la mia libertà termina nel punto in cui comincia a ledere la tua libertà. Non credete anche voi?

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