[Le Monde]
Mercoledì 11 giugno, la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta nei confronti dell’Italia in merito al prestito di 300 milioni di euro accordato dal governo alla compagnia aerea Alitalia “con lo scopo di verificare la compatibilità con le norme comunitarie in materia di aiuti statali”. “A questo punto, la Commissione stima che tale prestito, che la compagnia italiana ha la facoltà d’iscrivere nel proprio capitale, potrebbe costituire un aiuto incompatibile con il mercato comune”, prosegue il comunicato.
Il 22 aprile, il governo italiano ha deciso di accordare un prestito-ponte di 300 milioni di euro ad Alitalia in modo da evitarle la consegna del bilancio, Silvio Berlusconi vuole concedersi del tempo per studiare il modo di salvare la compagnia. Accordato all’indomani del ritiro dell’offerta d’acquisto di AirFrance-KLM, questo prestito, che deve essere restituito prima della fine dell’anno, ha ridato respiro alle finanze dell’azienda che disponeva, alla fine di marzo, di circa 170 milioni di euro ed aveva recuperato 69 millioni di euro di crediti d’imposta all’inizio di aprile. Roma ha peraltro indicato successivamente che questo prestito potrebbe essere convertito in fondi propri, anche se tale conversione rischiasse d’essere vista particolarmente di cattivo occhio da Brussels.
FIDUCIA DI FRANCO FRATTINI
Fin dal momento dell’annuncio della decisione del governo italiano, la Commissione europea ha espresso “dubbi” sulla legittimità di tale prestito ed ha chiesto alle autorità italiane di giustificarlo. “Alitalia non può più ricevere aiuti di Stato, quale che sia la loro forma, fino al 2011″, ha ricordato alla fine di aprile Benoît Le Bret, capo di gabinetto del commissario europeo dei trasporti Jacques Barrot, avendo la compagnia già beneficiato di aiuti in passato, da ultimo nel 2001. “Se tramite una scappatoia od un’altra, con un espediente od un altro, ci fosse l’intenzione di fornire aiuti di Stato, questi verranno dichiarati illeciti”, ha dichiarato. Diversi concorrenti della compagnia italiana, in particolare British Airways, Ryanair e Iberia, hanno parimenti protestato contro l’aiuto fornito ad Alitalia.
Avvertito dell’apertura imminente di un’inchiesta da parte di Brussels, il Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, il 6 giugno ha dichiarato ad Association France Press, d’essere “certo” che la compagnia verrà salvata prima del termine dell’inchiesta. “Ci sono già dei gruppi che hanno manifestato il loro interesse. L’importante era salvare Alitalia, non potevamo accettare di vederla scomparire” anche se il prezzo da pagare è questa inchiesta, ha aggiunto il ministro. “Prima del termine dell’inchiesta, sono certo che l’Italia avrà rilanciato Alitalia. Bisogna fare in fretta. Siamo solo alla prima fase [dell'inchiesta]. Quando Alitalia sarà stata rilanciata, l’inchiesta cadrà da sola perchè il denaro non sarà più necessario”, aveva allora pronosticato il ministro, ex vicepresidente della commissione europea.




















Lo stesso giorno, l’11 maggio 2008, un’altra testata francese, Le Figaro, scrive, a riguardo dello stesso argomento:
[Articolo originale di AFP]
[traduzione di italiadallestero.info]
Era ora!, c’è solo da augurarsi che non ci prendiamo una Euromulta…
Era ora?!? Era forse l’ora di non ‘regalare’ soldi a pioggia ad una società di diritto privato da parte dello Stato.
Cosa abbiamo ottenuto?
Alitalia nel disastro era e nel disastro rimane, noi -cittadini- ci abbiamo messo i soldi pubblici per i vari ‘prestiti illeciti’ e adesso ci metteremo altri soldi pubblici per pagare le multe della UE.
Invece i bravi, illuminati, onnisapienti manager della compagnia al dissesto, di quei soldi NOSTRI se ne sono mangiati una buona parte con dei compensi folli!
Ricapitolando, noi ci abbiamo messo un sacco di soldi, la compagnia Alitalia non ne ha beneficiato, la UE ci forzerà a togliere fuori altri soldi… I manager e i politici RESPONSABILI di tutto questo continueranno a beccarsi tanti bei soldi.
E’ il mondo sottosopra!
Finalmente!!!!Perchè non vengono citati coloro che in questa vicenda ne sono stati i PRINCIPALI beneficiari :SENSI,MORATTI,GARRONe,TRONCHETTI…….
spero che lo stato gli dia piu soldi ovvero tutti i soldi per salvarla ,tutti quelli che servono cosi le mie azioni prese a 1 €
e mediate al ribasso ritornano a 1 € ne ho
300.000 mila …..speriamo che la salvino
ciao
beh, se tu, Luca, hai 300000 azioni di Alitalia prese ad 1€ significa che avevi 300000 euro da buttrci dentro, senza il problema di dover tirare fine mese: a parte che il discorso del prestito ponte è un illecito e verremo pure sanzionati, ritieni veramente giusto che a metterci i soldi siano i cittadini quando a ridurla in queste condizioni sono stati quattro o cinque personaggi che hanno tratto da quel dissesto dei profitti personali? Io non auguro il male di nessuno, per cui se ti ritornano i 300000 euro meglio, ma qualcuno per quello che ha combinato dovrebbe pagare! magari rifondendo ciò che si è rubato…
Che vendano tutto a qualche low-cost, cosi’ verremo scagliati nel futuro. Potremo viaggiare a prezzi ancora piu’ bassi verso tutte le destinazioni possibili… che sogno…
Per “INFO”,
mi pare di capire che il Suo commento (il numero 1), sia rivolto a me.
Le rispondo subito:
è logico e assolutamente e comprensibile che Le Figarò inserisca fra le sue pagine la notizia sull’inchiesta su Alitalia, ci mancherebbe è una questione importante, e il giornalismo è questo, tuttavia, essendo Le Figarò un giornale serio, tratta questa come altre notizie sull’Italia con la dovuta serietà e imparzialità, come tutti dovrebbero fare. Mi sarei stupito se non avesse riportato tale notizia, tantopiù se si considera il coinvolgimento dei Francesi sulla questione per via di Air France e Spinetta.