Le università italiane perdono la libertà di assumere i propri dipendenti

Nature

Le università italiane avranno scarsa voce in capitolo nella selezione dei propri professori grazie a una legge approvata dal parlamento la settimana scorsa.

Secondo le nuove leggi, una commissione di cinque persone supervisionerà ogni assunzione. Ma l’università che assume un professore potrà nominare solo uno dei membri di questa commissione. Gli altri quattro membri sarammo scelti tramite sorteggio tra una rosa di dodici nomi, eletti dalla comunità dei ricercatori italiani attiva nel settore di pertinenza del concorso.

Il sistema dei ‘concorsi’ [in italiano nel testo, N.d.T.] esistente è simile, ma permette alle università di avere un maggior controllo sulla procedura di selezione – privilegio di cui talvolta hanno abusato per fare assunzioni basate piu’ su scelte politiche locali che sul merito.

Molti accademici avevano invece auspicato una riforma che permettesse alle università di scegliere liberamente chi assumere e che togliesse fondi alle università se i professori assunti si rivelassero poco produttivi.

[Articolo originale "Italian universities lose freedom to appoint staff"]

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