Alitalia è morta – viva Alitalia

Tagesschau

Aerei quasi vuoti, scioperi selvaggi, una montagna di debiti, licenza di volo a rischio, Lufthansa entra nella compagnia, no, lo farà Air France – quel che è successo negli ultimi mesi con la privatizzazione di Alitalia non ha certo contribuito a migliorare l’immagine della compagnia di bandiera italiana. Al contrario. Il continuo via vai di proposte ha piuttosto rafforzato i pregiudizi sugli italiani, inadeguati e completamente incapaci di pianificazione, che purtroppo molti di noi hanno. La cosa peggiore è che questa volta i critici hanno – almeno in parte – ragione.

Le chiacchiere di Berlusconi sull’italianità

La colpa è principalmente dei politici italiani, e in particolare del capo del Governo Silvio Berlusconi. Hanno usato Alitalia per i loro giochetti di potere, per imporre senza alcun riguardo i propri interessi. A quali condizioni Alitalia continuerà a volare è un argomento che ai politici, soprattutto a quelli del Nord, non interessa. Per fare un esempio, per loro era molto più importante sapere se in futuro decolleranno più aerei da Milano Malpensa o da Roma. E un anno fa lo stesso Berlusconi aveva mandato all’aria una prima occasione di risanamento con i suoi stupidi discorsi sull’italianità (in italiano nel testo, NdT).

A suo tempo Air France voleva acquisire Alitalia e i debiti della compagnia italiana sull’orlo della bancarotta. Ma durante la campagna elettorale Berlusconi ha ribadito quanto fosse importante avere una compagnia di bandiera. Risultato: i francesi hanno abbandonato le trattative per l’acquisto. Adesso però sono anche loro nell’affare, come ultima ancora di salvataggio – a condizioni per loro decisamente più favorevoli. L’italianità di Berlusconi è costata ai contribuenti italiani più di un miliardo di euro.

Viva la nuova Alitalia

Almeno ora la tragedia è giunta a un epilogo. Alitalia è morta. Viva Alitalia. Da oggi le responsabilità sono dei nuovi dirigenti, il primo aereo della vecchia, nuova compagnia è decollato questa mattina presto. Solo che adesso è difficile credere che le cose cambieranno, l’eredità è troppo pesante. Il personale rilevato dalla nuova compagnia ha visto peggiorare le condizioni di lavoro. E’ già annunciato il primo sciopero.

Anche per i clienti sarà difficile notare una differenza tra la vecchia e la nuova Alitalia. In maniera del tutto incomprensibile si è deciso di non dare un nuovo nome alla nuova compagnia. Sarebbe stato almeno un segno del rilancio, un’occasione per lasciarsi alle spalle i vecchi problemi, come si è fatto qualche anno fa nel caso Swissair-Swiss. Alitalia dovrà perciò combattere sempre con la sua vecchia immagine.

Volare costerà di più

Un altro punto sono i prezzi. Volare in Italia sarà più caro, perché il rilancio di Alitalia altro non è se non una silenziosa fusione con Air One, fino ad oggi concorrente diretta, il cui marchio scompare dal mercato. Perciò su alcune rotte la nuova Alitalia detiene quasi un monopolio, senza più alcuna concorrenza.

Quel che confonde ancora di più le idee: i clienti Alitalia potranno in futuro raccogliere i punti miglia in due circuiti di compagnie. Al momento sulle vecchie rotte di Air One sono ancora in vigore gli accordi di code sharing con l’attuale partner Lufthansa, nonostante questa abbia declinato una partecipazione nella nuova Alitalia. Perciò i passeggeri possono prenotare un volo con Lufthansa, volare con Alitalia, ed utilizzare tuttavia la carta frequent flyer di Lufthansa – e non quella di Alitalia. Insomma: un’ulteriore complicazione per i clienti.

Se la nuova Alitalia riuscirà a risollevarsi da terra in queste condizioni è ancora dubbio. Troppi sono i punti ancora non chiariti. Non si tratta di un vero rilancio. E, a parte questo, difficilmente i francesi si accontenteranno a lungo del ruolo di partner di minoranza. Tuttavia questa potrebbe anche essere l’unica occasione per Alitalia. Air France acquisisce sempre maggiori quote azionarie – per poi rivoltarla come un calzino. Ma questa prospettiva in Italia non dovrebbe piacere a nessuno.

[Articolo originale "Alitalia ist tot - es lebe Alitalia" di Stefan Troendle]

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