[Le Figaro]
Giudicando la legislazione instabile e contraria ai propri principi, la Santa Sede ritorna sull’adozione sistematica dei suoi testi.
La notizia è arrivata con sorpresa, l’ultimo giorno dell’anno. Il Vaticano ha deciso di non adottare più automaticamente le leggi votate dal Parlamento italiano. Non che la Santa Sede sia soggetta alla legislazione della repubblica, né che essa sia costretta a rispettarne i termini. Essa ha sempre potuto rifiutare una legge per “incompatibilità radicale” con i suoi valori poiché è dotata del proprio diritto canonico. Il Vaticano e l’Italia sono due Stati sovrani retti dalle loro rispettive leggi. Ma la forza dell’abitudine aveva finito per prendere il sopravvento e, a partire dai patti lateranensi firmati nel febbraio del 1929, le leggi italiane venivano automaticamente adottate.
L’annuncio è arrivato dal presidente della Corte d’appello della Santa Sede, il cardinale spagnolo Josè Maria Serrano Ruiz. In un articolo pubblicato dall’Osservatore Romano, il prelato giustifica questa decisione nel numero “esorbitante” di leggi votate dal Parlamento italiano. Egli rileva altresì “l’instabilità di una legislazione civile italiana sempre più mutevole” e “in contraddizione” con i principi etici della Chiesa.
Diritto canonico prioritario
Evidentemente, il cardinale si riferisce alle ultime innovazioni legislative in materia di bioetica, alle polemiche sull’aborto e la morte medicalmente assistita, al dibattito sulla contraccezione e la legalizzazione delle unioni omosessuali. Senza dimenticare il disaccordo sullo statuto della scuola libera che Silvio Berlusconi ha rinunciato a modificare ed una viva controversia sollevata dal Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini (Alleanza nazionale) sul “lassismo” del Vaticano durante il fascismo.
Il diritto canonico diventa dunque il “primo criterio di riferimento”, le leggi italiane servono solamente d’appoggio. Con questa decisione, il Vaticano lancia un avvertimento chiaro allo Stato italiano. Il governo di Silvio Berlusconi non è tuttavia quello che si è trovato maggiormente in conflitto con la Santa Sede. I progetti di riforma del suo predecessore di sinistra, Romano Prodi, avevano suscitato a più riprese violente tensioni con la Chiesa.
E’ tuttavia difficile non leggere in questa misura un atto di sfida nei riguardi dell’attivismo anticlericale di certi membri dell’attuale governo. La campagna anti-immigrati della Lega Nord indispone la Chiesa, come anche le sue vive critiche al “fondo di solidarietà” per i poveri che l’arcivescovo di Milano, Monsignor Dionigi Tettamanzi, vuole instaurare.
Il direttore dell’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, parla di una “misura dettata dal buon senso” e “in corso di preparazione da anni”. Da parte sua, l’ex presidente della Corte costituzionale Antonio Baldassarre non ci vede “alcuna pressione indotta” sullo Stato italiano: “Si tratta solamente di una precauzione in previsioni di eventuali burrasche”.
[Articolo originale " Le Vatican se démarque des lois italiennes " di Richard Heuzé]




















(1 voti, media: 4,00 su 5)
Come fa uno stato cosi’ minuscolo a rompere cosi’ tanto i maroni?
Beh, guarda Israele…
Per via di tutti quelli che stanno attaccati alla tetta…