[La Nacion]
(Il Governo argentino, NdT) ha ordinato a Telecom Italia di “astenersi” dal conseguire il totale delle azioni della sua filiale
Il Governo ha esteso la disputa per il controllo di Telecom Argentina: ha ordinato a Telecom Italia di “astenersi” dal procedere nell’opzione di acquisto concordata con il gruppo Werthein nel settembre del 2003 per il totale del capitale azionario dell’impresa.
La decisione ha preso forma in una risoluzione della Commissione Nazionale della Difesa della Concorrenza (CNDC - Comisión Nacional de Defensa de la Competencia). In essa si chiede a Telecom Italia di astenersi dall’esercitare una qualsiasi opzione di acquisto cosí come di cessione, trasferimento o qualunque atto giuridico relazionato a tali opzioni, fino a quando esista un accordo legale che riguarda le opzioni di acquisto pattuite tra Telecom Italia e il gruppo Werthein (i due azionisti principali di Telecom Argentina).
Telecom Italia ha riaffermato in diverse occasioni la sua intenzione di controllare Telecom Argentina, della quale possiede il 50% del capitale azionario. Ha inoltre confermato la sua decisione di contare su soci argentini.
Il gruppo Werthein possiede il 48% della compagnia e un’opzione di acquisto del restante 2% della quale “avrebbe già fatto uso”, cosicché la “sua partecipazione sarebbe del 50%”, secondo quanto indica nelle sue clausole la risoluzione dell’organo ufficiale. I Werthein si oppongono alla cessione del controllo di Telecom.
Il conflitto tra i soci comincio’ quando la compagnia spagnola Telefónica fece ingresso nel capitale azionario di Telecom Italia tramite il consorzio Telco, nell’aprile 2007. Per i Werthein questa operazione aprì la porta alla creazione di un monopolio che viola le condizioni pattuite nella privatizzazione di Entel. Per Telecom Italia “parlare di monopolio è come ignorare la verità”, recita un comunicato distribuito recentemente, dal titolo “verso l’indipendenza tra Telecom Italia e la spagnola Telefónica”
Il Ministero delle Comunicazioni e la Commissione di Difesa per la Concorrenza, indagano attualmente per capire se l’ingresso di Telefónica in Telecom compromette la concorrenza nel mercato argentino.
Fonti vincolate a Telecom Italia, hanno detto a LA NACION che la società non aveva ancora ricevuto notifica della risoluzione della CNDC, datata 29 dicembre 2008, anche se aveva confermato che il suo contenuto era conosciuto agli italiani. “Non cambia molto la situazione esistente prima della risoluzione” hanno commentato.
Intervenzionismo
Il Governo ha dato piena dimostrazione del fatto che si inserirà nella disputa per il controllo di Telecom. Sebbene questa partecipazione ha un’implicazione istituzionale - la CNDC deve approvare l’acquisto e la vendita di azioni in mercati dove esiste la possibilità di un monopolio -, tuttavia possiede un risvolto politico: il kirchnerismo conta già su un interessante sviluppo per quanto riguarda il cambio di guida di imprese, tantopiù se si tratta di settori giudicati “strategici”.
“Stanno dicendo che si farà quello che dicono loro. Prima lo hanno detto attraverso una lettera, ora tramite una risoluzione. A loro interessa conoscere bene chi sono i soci locali. Resta chiara la decisione del Governo di dire l’ultima parola sul tema. Non diverte nessuno, però fa un po’ parte del folklore”, sostenne una fonte privata vicina alla disputa, sotto la condizione di richiesta di riservatezza della fonte.
La risoluzione della CNDC ha solo due articoli e varie pagine di clausole che servono da relazione al conflitto. Lì si espone anche il rischio che implica per “l’interesse economico generale”, l’ingresso di Telefónica in Telecom.
Nelle clausole si specifica che l’operazione (per la opzione di acquisto in possesso di Telecom Italia) è soggetta al monitoraggio dello Stato e che “con gli elementi raccolti fino ad ora” e i rapporti degli osservatori designati per analizzare l’impatto dell’ingresso di Telefónica in Telecom, potrà risultare, in prima istanza, “una concentrazione economica” che potrebbe avere effetto “sull’interesse economico generale”.
Dopo aggiunge che “ragioni di ordine pubblico obbligano ad adottare un atteggiamento cauto”, che è stato, giustamente, evitare che Telecom Italia eserciti qualsiasi delle opzioni di acquisto.
La disputa per il controllo di Telecom Argentina - considerata strategica da Telecom Italia - annovera tra i suoi protagonisti un proficuo affare: il triple play, così come si chiama la fornitura del servizio internet, televisione via cavo e telefono attraverso un unico operatore. Di fatto, l’irruzione del triple play e il conflitto in Telecom, hanno dato luogo alle speculazioni riguardo a possibili associazioni, fusioni o acquisti tra le imprese di comunicazione (che offrono il servizio di internet e di telefonia), e quelle della televisione via cavo (che offrono internet e televisione), come Cablevision e Multicanal, del gruppo Clarin.
[Articolo originale "El Gobierno frena el avance italiano en Telecom Argentina"]



















