[Deutschlandfunk]
Il governo elimina la critica con il monopolio dei media e con la censura
La libertà di stampa italiana va di male in peggio: dei 139 paesi esaminati l’Italia finisce al 40simo posto nella nuova lista dell’organizzazione “Giornalisti senza frontiere”. La causa ha un nome: Silvio Berlusconi. Il potere del presidente del consiglio e magnate dei media è tanto controverso quanto unico in Europa.
Giovedì sera. Sul secondo canale della televisione nazionale italiana, RAI 2, va in onda “Annozero”, una trasmissione discussa in Italia. Discussa, perché critica. Troppo critica per il gusto di Silvio Berlusconi, i cui processi erano anche l’argomento di una trasmissione.
Il moderatore, un uomo robusto con riccioli grigi, si chiama Michele Santoro. Lui simboleggia come nessun’altro giornalista la lotta contro il predominio dei media del nuovo e vecchio presidente del consiglio. Perché Santoro non nasconde la sua critica su Silvio Berlusconi. Infatti, i temi della trasmissione dello scorso giovedì erano gli immigrati extra-europei, la paura degli italiani e la politica sugli stranieri del governo Berlusconi.
Durante la trasmissione entrambe le parti hanno potuto dire la loro opinione: residenti arrabbiati e stranieri arrabbiati, un politico al governo e un’ avocatessa, che difende gli stranieri. Ma é stato inoltre aggiunto che la situazione, giudicata insostenibile dai politici, è stata anche causata in parte da loro personalmente. Perché nel 2002 contro i voti dell’opposizione, il governo ha approvato una legge, che in pratica ha incrementato l’entrata illegale di stranieri.
Anche Marco Travaglio era in studio, un giornalista che domina i titoli dei giornali da una settimana. In un’intervista lui aveva definito Renato Schifani, il nuovo presidente del Senato, come un “amico della mafia”. Uno scandalo che ha indignato tutti i politici.
Ma lo scandalo non è che il presidente del senato conduceva in tempi passati l’agenzia di assicurazione Sikula Broker con il dopo condannato boss Mandalà e che Schifani lavorava come consigliere esterno del consiglio comunale di Villabate vicino a Palermo, che é stato disciolto per infiltrazioni mafiose. Lo scandalo consiste nel fatto che qualcuno osa dire tutto questo in televisione. Adesso Schifani vuole querelare Travaglio per diffamazione.
“In realtà qualcuno vuole avvelenare il clima del dialogo e della collaborazione che si sta sviluppando nel parlamento. Ed io ne devo pagare il prezzo, ma sono molto tranquillo.”
Il presidente del senato Renato Schifani però non parla delle affermazioni fatte da Travaglio. La televisione nazionale RAI, che ha trasmesso l’intervista a Marco Travaglio, si è già scusata in pubblico con Schifani per soddisfare il governo. Ma anche i rappresentanti dell’opposizione hanno accolto con favore questo modo di agire e nessuno del partito di Walter Veltroni ha difeso Travaglio. Ma il giornalista è abituato a queste situazioni e non ci pensa piu’ di tanto.
“Sono giornalista e non me ne importa nulla di cosa i politici dicono su di me. I giornalisti devono informare sulla verità ed é ciò che ho fatto.”
Marco Travaglio conosce il suo mestiere ed ha ha un’etica professionale che molti giornalisti italiani hanno evidentemente perso già molto tempo fa o gli é stata fatta perdere. La censura non è necessaria se certi temi non vengono neanche presi in considerazione a priori, dato che i giornalisti temono fastidi. Contemporaneamente si nota un’ assuefazione. Quando si parla delle mani sporche dei politici molti italiani sono stanchi di parlarne. Lo scrittore Nanni Ballestrini la chiama una dittatura soffice, che affligge la società intera.
“Da molto tempo ormai, dall’inizio dell’era di Berlusconi, siamo nella fase della decadenza. Travaglio ha detto qualcosa che non è nuovo, che si puo’ leggere e controllare in tanti posti. Ma nessuno lo fa, perché l’italiano ormai è indifferente. Al contrario: se un politico si comporta così, allora viene visto come un furbo e viene ammirato. Come anche Berlusconi, il cui fascino proviene anche dal fatto di avere molti processi.”
Tuttavia, a Berlusconi non piace se si parla dei suoi processi nei media. Nei suoi canali televisi é sufficiente una telefonata per troncare degli argomenti critici. La sua influenza sulla televisione dello stato, la RAI, non e’ ancora così diretta, ma tuttavia sensibile, dato che in Italia sono i partiti governativi ad assumere le posizioni di direzione della RAI con i loro candidati di scelta. E prossimamente verranno nuovamente decise queste posizioni.




















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Il grande magnate delle televisioni, Berlusconi, pare sia l’unico ad aver capito a fondo l’importanza dei mezzi di comunicazione di massa nella società moderna.
“[…]l’italiano ormai è indifferente. Al contrario: se un politico si comporta così, allora viene visto come un furbo e viene ammirato. Come anche Berlusconi, il cui fascino proviene anche dal fatto di avere molti processi.”
Davvero credete che “l’italiano” sia congenitamente diverso dai cittadini del resto d’Europa? Credete che sia geneticamente predisposto a infischiarsene o addirittura mostrare una certa empatia nei confronti del furbetto senza scrupoli che si arricchisce a discapito di tanti altri? Che sia immune al senso di indignazione?
Io penso proprio di no.
In una società in cui c’è una forte incongruenza tra il morale proposto dai media e quello percepito dalla popolazione è inevitabile che sia quest’ultimo a doversi adattare. Immaginate se negli Stati Uniti, dove le cariche pubbliche sono “costrette” a scusarsi per aver raccontato una semplice bugia, ci fossero i media italiani. Quale sarebbe l’interesse a chiedere scusa? E poi, chiedere scusa per cosa? Dato che le opinioni conterebbero più dei fatti. Già, perché sarebbero le opinioni ad avere tutta l’attenzione dei media, non i fatti.
Mi si potrebbe obiettare dicendo che comunque i fatti, in Italia, in un modo o nell’altro vengono a galla. Si, ma se questioni indiscutibilmente rilevanti non vengono presentate con altrettanta consistenza si viene automaticamente a creare uno strato di diffidenza che porta, da un lato i più disinteressati a non dare ascolto a queste voci, dall’altro quelli meno pigri a verificarne la veridicità o quantomeno l’attendibilità attingendo da altre fonti. Peccato che i primi siano molti di più dei secondi, per tutta una serie di ragioni non sempre banali.
Non si deve assolutamente sottovalutare il ruolo della televisione nella società odierna, ed il “nostro” presidente del Consiglio questo lo sa molto bene. Sarebbe da ingenui credere che quel morboso accanimento nei confronti di tutte le sue reti sia mosso esclusivamente da interessi economici.
In fondo non c’è altro modo di spiegare l’assenza di indignazione (stando a quello che si vede in tv) alla volontà di questo governo di bandire l’uso delle intercettazioni nelle indagini dei magistrati e di punire duramente chi le fa e chi le pubblica, ovviamente tutto questo mentre dall’altro lato si conduce un’aspra battaglia a favore della legalità. Mah!! (se c’è qualcuno favorevole a questa cosa per favore mi spieghi le sue ragioni, perché io, per quanto mi sforzi, riesco a vedere solo una palese volontà sodomizzatrice).
L’italiano non è indifferente, l’italiano non sa.
Per me l’Italiano non sa perchè e diventato un po’ indifferente e pigro: indifferente perchè probabilmente si è reso conto che i media più che notizie “truccate” o addirittura censurate non danno (ovvio non si può fare di tutte l’erbe un fascio) e, vista la situazione economica tutt’altro che rosea, il lavoro che se hai un contratto da 1 mese cammini a due spanne da terra (grazie alla distorsione politica del termine “mobilità”) e tutti gli altri problemi di cui l’Italiano è afflitto, il nostro buon Italiano, tende a preoccuparsi più della propria situazione piuttosto che informarsi. Questa io la definisco P.I.I. ovvero “pigrizia Informativa Indotta”, indotta allo scopo di tenere la situazione così come è. Ma chi può avere interesse ad inoculare massicce dosi di P.I.I. negli Italiani?
Il quiz non è a premi perchè ho pochi danari ma è aperto a tutti.
Per Cristian. Se in l’italiano non è diverso dai cittadini europei Berlusconi avrebbe ancora le sue belle reti in Francia, Germania e Spagna. Stranamente sono state tutte chiuse per fallimento o per cause giudiziare non ancora chiuse.Poi ci sono norme europee che impongono a un cittadino come limite massimo di possedere 2 reti televisive, non 3 mediaset più le 2 sport italia=5, tutti se ne infischiano, e ti dico altro, le reti mediaset sono reti pubblicitarie che non stiamo pagando direttamente, ma non le abbiamo neanche mai richieste. Berlusconi ha un partito che si chiama il popolo delle libertà, richiamandosi al liberismo di stampo positivista ottocentesco, è un filo-Bush diciamo (o filo-Reagan), però opera un liberismo stupido perchè non libera il mercato o la politica, al contrario tende a monopolizzare tutto (e sono i limiti del liberismo ottocenteschi questi, AEG-Siemens in Germania, Rockfeller in America furono bloccati da delle leggi “restrittive” perchè controllavano tutto il mercato e la produzione dei loro settori e imponevano i prezzi, i rialzi, le crisi:monopoli-Berlusconi fa lo stesso con il terziario, ha monopolizzato i servizi pubblici dandoli ai suoi ex-privati dipendenti e il servizio più pubblico che c’è, cioè la televisione. Questo sarebbe anche andato bene all’inizio del 900 quando il 70%della popolazione non sapeva ne leggere ne scrivere, ma oggi possiamo essere così lascivi?Possiamo infiaschiarcene e far finta di niente? Gli stomaci piangono, siano quelli pieni(riempiti di cibi a basso costo e scadenti) sia quelli vuoti e quando il popolo, la massa si sente pressata dalla povertà combatte, perchè la loro cultura gli impone di essere migliore e morire migliori di quel che sono nati e inevitabilmente la massa se la prenderà con quelle persone che non fanno un cazzo, girano in bmw, mangiano cibi sofisticati da 100 euro e accrescono con la loro richezza immeritata, la povertà altretanto immeritata di 100, 1000 ,10000 persone. Libertà è evitare che ci siano degenerazioni, è possibilità, libertà di denuncuiare ed eliminare le degenerazioni e gli sprechi, libertà si muove con giustizia, non con monopolio e richezza sfrontata di pochi contro povertà incredibile di moltissimi, libertà politica è essere condizionati dal popolo nelle scelte non dai gruppi finanziari o dall’avvocato che ti ricatta da 20 anni. Libertà non è il termine adatto per il partito di Silvio Berlusconi
L’informazione in un paese democratico non deve essere scovata e rintracciata!L’informazione deve essere diffusa con regolarità, veridicità,precisione e trasparenza senza altro obbiettivo se non quello di “venire a conoscenza dei fatti”. Questo è il fine da perseguire.”l’italiano è pigro” non è una giustificazione ad una libertà del cittadino violata e ingannata,ad un diritto di critica eliminato!Non siamo più sovrani del NOSTRO Stato, del NOSTRO governo, del NOSTRO interesse. “allora si informi”!No! Non bisogna combattere la pigrizia ma abolire la censura e le leggi-vergogna, trasofmare uno stato che non ci rappresenta più, uno stato che ci sottomette ad una logica di interesse personale potentissima e dannosa!!Con la speranza di non diventare un automa in questo clima abominevoleda nineteen-eightyfour (Orwell) ripongo da qualche parte la pigrizia e incomincio a ragionare con la mia testa (peraltro piena di capelli)!
…questo non è uno che potrebbe avere vantaggi a scrivere queste cose così “offensive e diffamatorie” sugli italiani,
è solo un giornalista in un paese MOLTO PIU LIBERO
(alla faccia del nostro popolo delle libertà)
che può scrivere e raccontare di una realtà italiana che in Italia non preoccupa nessuno…
Oops cosa ho scritto?
una realtà che non preoccupa nessuno?!?
Purtroppo vedendo il governo e le decisioni prese ora che siamo solo agli inizi sembra anzi che gli italiani in generale siano belli presi dall’EUROPEO dell’Italia anzichè dalla politica dell’Italia…
…ma il momento verrà…
La folla si radunerà nelle piazze e urlerà come con Craxi (Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?) sventolando le banconote prese dai portafogli!!!
per chi fosse curioso metto il link della citazione che, casualmente, cade al minuto 1 e 13 secondi! (113)
http://www.youtube.com/watch?v=_eCb9gmTrGA
Io continuo a ripetere: MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANA!
Quando leggo questi commenti c’è qualcosa che non mi convince, mi potete spiegare quando l’informazione in italia,soprattutto televisiva è stata svincolata dai politici? i miei ricordi arrivano agli anni 70 e anche allora il servizio pubblico era pagato dalla gente e al servizio dei politici del centro sinistra, ora la situazione si è capovolta a favore del centro destra ma sono le facce di una staessa medaglia. Non esiste nessuno che si oppone davvero a questa logica.
Carlo, ricordi davvero male.
Negli anni 70 l’informazione non era al servizio del centro sinistra ma della DC. Che era piuttosto centrodestra.
Poi sono arrivate altre reti e altre lottizzazioni, quella del PCI con rai tre è arrivata per ultima. Giusto per puntualizzare.
I giornali erano assolutamente più indipendenti di adesso.
E soprattutto c’era un’etica nell’informazione che era lo specchio di un’etica popolare che pare scomparsa.
Sarà che allora c’era molta gente che aveva vissuto per davvero il fascismo e la guerra, e oggi invece siamo tutti figli dell’opulenza.