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La Germania scopre resti radioattivi nella spazzatura inviata da Napoli

Pubblicato Sabato 7 Giugno 2008 in Spagna

[El Paìs]

L’Italia garantisca per iscritto che controllerà le consegne d’immondizia

MIGUEL MORA - Roma - 07/06/2008

La città di Amburgo ha bloccato per 24 ore l’eliminazione di rifiuti importati dalla regione italiana della Campania dopo aver scoperto, in un carico arrivato questa settimana da Napoli, tassi di radioattività superiori al consentito. Il Ministro dell’Ambiente della città-stato tedesca, Anya Hajduk ha affermato che l’impresa che gestisce i rifiuti riprenderà il suo lavoro solo se le autorità italiane garantiranno per iscritto che faranno controlli sulla radioattività prima della spedizione.

Le autorità italiane e l’ufficio del Commissario Straordinario, Guido Bertolaso, incaricato di gestire l’emergenza dei rifiuti di Napoli, hanno confermato ieri di aver inviato garanzie alla Germania e hanno informato che una squadra speciale di vigili del fuoco controllerà i rifiuti alla fonte.

L’impresa tedesca incaricata dello smaltimento ha escluso che i residui di iodio 131, che sono già stati trattati e distrutti, fossero pericolosi: “Se il livello normale di radioattività dell’ambiente è di 0,1 unità, il livello riscontrato nel contenitore era di otto unità “, ha detto Reinhard Fiedlier, portavoce dell’azienda di Amburgo.

Secondo il comunicato di Bertolaso, l’inquinamento può essere stato causato dallo iodio utilizzato in alcune terapie per il cancro di ossa e tiroide.

La Regione Campania esporta da anni in Germania parte delle 7.500 tonnellate di spazzatura che genera ogni giorno. Il costo è di 215 euro per tonnellata, che significa pagare una cifra vicina al mezzo milione di euro al giorno. La ragione di ciò è che risulta più economico e facile che smaltirla a Napoli, data l’inesistenza di discariche e inceneritori nella regione, che vive da 15 anni la cosiddetta emergenza rifiuti.

Il problema iniziò quando la popolazione locale cominciò ad opporre resistenza all’apertura di discariche e inceneritori, dopo aver saputo che, dagli anni ‘80, la Camorra aveva sepolto in lagune e campi agricoli di Napoli, Pianura e Caserta (e anche della regione della Puglia) milioni di tonnellate di rifiuti tossici generati da imprese, pubbliche e private, del nord e del centro del paese.

I rifiuti contenevano, fra altri veleni, vernici, piombo, amianto, fanghi industriali, rifiuti ospedalieri, alimenti scaduti e oli minerali. Come hanno certificato le autorità sanitarie, essi sono i diretti responsabili di un aumento del 20% nell’incidenza dei tumori registrati in Campania negli ultimi anni.

I dati sono noti grazie a due indagini giudiziarie, chiamate Re Mida e Terra Mia, e ad una commissione parlamentare che lavorò sul caso dal 2002 al 2006, e che svelò che nel sistema camorrista collaboravano funzionari, imprese, trasportatori e persino bambini. Lo scrittore napoletano Roberto Saviano ha rivelato molti di questi dettagli nel suo romanzo-reportage di successo Gomorra, che é arrivato al grande schermo ed è il film italiano più visto dopo aver vinto il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes.

Per disfarsi dei rifiuti tossici le industrie pagavano alla Camorra prezzi imbattibili, di circa 30 centesimi di euro al chilo. Dopo, la Camorra si occupava di caricare, trasportare e seppellire. I cosiddetti viaggi del veleno hanno avuto luogo, nonostante tutte le indagini, almeno fino al 2007.

Ieri un intermediario veneto raccontava a La Repubblica come la Camorra inviava i camion pieni di merci legali dal sud al nord e li faceva tornare con sostanze pericolose per non farli viaggiare vuoti. La polizia ha la certezza che, date le ramificazioni internazionali della mafia napoletana, l’affare si sia esteso ad altri paesi d’Europa e all’Africa.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto questa settimana “comprensione e cooperazione” ai napoletani, e ha detto nella loro città che la maggioranza dei rifiuti tossici che hanno avvelenato il territorio campano provenivano da imprese del nord.

Subito dopo essere arrivato al potere, il governo di Silvio Berlusconi ha lanciato un piano per porre fine all’emergenza rifiuti. Fra le altre misure, convertirà le nuove discariche in zone militari e punirà con il carcere i cittadini che si oppongano allo scarico dei rifiuti. Berlusconi ha promesso di visitare Napoli ogni settimana fino a che non si normalizzi la situazione.

[Articolo originale di Miguel Mora]

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