[Le Monde]
Lottare contro il “vestirsi male” dopo aver combattuto contro il mangiar male, è il nuovo cavallo di battaglia adottato da Carlo Petrini. L’imprevedibile sociologo italiano questa volta ha deciso di promuovere le fibre naturali. “Vestirsi è un’azione agricola come il mangiare”, sostiene Carlo Petrini. “Non dobbiamo più vestirci con i derivati del petrolio bensì fare in modo che le fibre naturali non viaggino in giro per il mondo ma servano innanzitutto a vestire la popolazione locale e non solamente i ricchi.”
Il 2009 è stato proclamato dalle Nazioni Unite anno internazionale delle fibre naturali. Questa iniziativa, lanciata dall’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), mira a far conosce le fibre naturali, a promuoverne la loro efficacia e sostenibilità ed a stabilire un reale partenariato internazionale tra le diverse industrie del settore. Le fibre naturali rappresentano appena il 40 % del consumo tessile mondiale nel 2004 contro circa il 42% di quattro anni prima.
Carlo Petrini ha creato l’associazione Slow Food più di vent’anni fa per promuovere la convivialità a tavola e il il “mangiar bene”. Successivamente nel 2004 nacque Terra Madre, un forum il cui obiettivo è di costruire una rete di interscambio fra produttori, agricoltori, cuochi e ricercatori. L’associazione inoltre difende le culture locali contro la standardizzazione imposta dalla logica di produzione, di distribuzione e dell’economia di scala. Il movimento, fondato a Torino – che inoltre accoglie ogni due anni il celebre Salone del Gusto – si è espanso nel mondo. Slow Food ha 100.000 membri in 150 paesi di cui 2.000 in Francia.
Con il progetto “Fibre naturali”, Slow Food vuole estendere la sua filosofia al settore tessile creando una nuova “rete” capace di promuovere un approccio diverso riguardo alla qualità nelle industrie del tessile e dell’abbigliamento, allo stesso modo come Slow Food e Terra Madre l’hanno già fatto nel settore dell’alimentazione.
“I vestiti non devono mica essere qualcosa che ci fa apparire quello che non siamo”, tuona Petrini. “I produttori di fibre naturali devono diventare gli attori di una nuova industria della moda sostenibile per mettere fine alla moda effimera.” “Non deve più accadere che le materie prime siano vendute a un mercato che non ne rispetti i territori, l’industria della moda deve venire a chiederci scusa o finirà a terra come oggi accade alla finanza”, prevede.
Dichiarazioni che non sembrano deviare oltre misura il mondo della moda. Paolo Zegna, l’amministratore delegato di Ermenegildo Zegna, numero uno dell’abito di lusso maschile, anche se giudica alcuni propositi di Petrini un pò “esagerati”, si è associato alla sua nuova sfida.
Da oltre un secolo, il gruppo italiano ha privilegiato le fibre naturali nei tessuti con cui si è costruito la sua reputazione. “E’ solo con fibre naturali e con materie prime della migliore qualità che tessuti di lusso sontuoso e abiti raffinati possono essere creati”, spiega fieramente a Trivero, nelle Alpi Piemontesi, culla storica del marchio.
Sebbene il consumo delle fibre naturali non smetta di arretrare a vantaggio del sintetico, il gruppo tessile italiano è uno dei più importanti compratori di lana e di seta. E’ presente nel mondo per trovare le lane fini in Australia, il cachemire nella parte interna della Mongolia, il mohair nell’Africa del sud, l’alpaga o la vicuna – che dà la fibra più rara e preziosa – nel Perù.
Il gruppo Ermenegildo Zegna ogni anno mette in palio dei premi rivolti alla qualità nella produzione di fibre naturali. Il primo trofeo fu organizzato cinquant’anni fa in Australia. Il suo scopo era di stabilire dei forti legami tra il gruppo Zegna e i migliori allevatori di pecore per migliorarne la qualità della lana. E’ quindi quasi naturale che il gruppo italiano si sia associato all’iniziativa di Petrini.
L’associazione di quest’ultimo non abbandona comunque la sua sfida contro il mangiare male. A fine Novembre, Slow Food lancerà assieme alla città di Tours una biennale europea del gusto la cui prima edizione si svolgerà nel paesino della vallata del Cher. Battezzata Euro Gusto, questa biennale si terrà ogni due anni in alternanza con il Salone del gusto e Terra Madre a Torino. Euro Gusto vuole considerarsi “un grande appuntamento europeo del gusto, dell’alimentazione, della biodiversità agricola e dei savoir-faire”




















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C’è da essere un po’ottimisti anche per queste notizie,solo un po’:
Il sottosegretario allo Sviluppo economico (con delega al Commercio estero), Adolfo Urso:
“Il Made in Italy ha resistito ai colpi della crisi e ha chiuso il 2008 con una crescita intorno al 4,3%, in linea con l’andamento del commercio mondiale, restando secondo solo alla Germania”.
“Abbiamo preservato la nostra quota mondiale del 3,6% e l’Italia si è confermata settimo paese esportatore e sesto investitore al mondo con un importo di oltre 90 miliardi di dollari, pari a 63,3 miliardi di euro”.
“Nel 2008 il surplus manifatturiero italiano con l’estero ha raggiunto un nuovo record storico di 61,4 miliardi di euro polverizzando il precedente record di 55,2 miliardi risalente al 1997”.
Importante è rilevare che il surplus manifatturiero ha consentito al nostro paese di limitare il deficit commerciale complessivo, che si è fermato a -7,3 miliardi di euro (mentre la Francia ha fatto registrare un -44,2 miliardi; la Spagna un -65,1 miliardi; l’Inghilterra un -82,2 miliardi).
Esatto Vinicio. Per fortuna qualcuno si ricorda anche di andare a lavorare.
In qualità di Export area manager, ti garantisco che è molto dura ma ce la possiamo fare. Volendo. Fossimo supportati meglio dal governo, o meglio dall’ICE saremmo (quasi) imbattibili. E non faccio inutile ironia. Lo sai come alcuni dei miei clienti chiamano T1816?
Little Boss Jim. Little perchè è basso, boss perchè colluso, e Ken per via dei capelli uguali a quelli di Big Jim.
http://images.google.com/imgres?imgurl=http://www.capemaster.net/wp-content/big-jim.gif&imgrefurl=http://www.capemaster.net/2007/10/27/you-can-brush-my-hair-undress-me-everywere/&usg=__vXbVK2UhHx1JubwBn3JdjWiqKwU=&h=278&w=185&sz=34&hl=it&start=8&um=1&tbnid=ThaoW41SF5t9hM:&tbnh=114&tbnw=76&prev=/images%3Fq%3Dbambola%2Bbig%2Bjim%26um%3D1%26hl%3Dit%26rls%3Dcom.microsoft:it-IT:IE-SearchBox%26sa%3DN
Infatti anche loro stanno producendo il Big Jim operaio, il Big Jim cabarettista, il Big Jim papa, il Big Jim presidente della repubblica……