Roma vuole accelerare l’espulsione dei clandestini

[Le Devoir]

Roma – Di fronte all’arrivo in massa di più di 2000 clandestini in due giorni, l’Italia ha minacciato ieri di accelerare le procedure d’espulsione per poterli rimpatriare “in qualche giorno” e di far decollare i primi charter di immigrati nell’arco di 48 ore.
Contemporaneamente, una delegazione del governo negoziava lunedì con le autorità di Tripoli al fine di concretizzare il progetto di pattugliamenti congiunti lungo le coste libiche, da dove parte la maggioranza degli immigrati alla volta dell’Italia.
Più di 2000 clandestini sono arrivati da venerdì sulla piccola isola di Lampedusa (sud della Sicilia), il cui centro di prima accoglienza, che dispone di una capacità di 850 posti letto, è sovraffollato.
“Si deve sapere che coloro che sbarcano a Lampedusa saranno rimpatriati dopo pochi giorni, direttamente da Lampedusa”, ha dichiarato ieri il ministro dell’Interno Roberto Maroni, appartentente al partito populista e anti-immigrazione Lega Nord, a Radio Padania, un’emittente di questo partito.
Di solito, dopo qualche giorno trascorso nel centro di prima accoglienza di Lampedusa, gli immigrati giunti sull’isola vengono trasferiti verso altri centri dove rimangono alcune settimane od alcuni mesi, il tempo necessario all’esame delle loro domande d’asilo o di permesso di soggiorno. “Anche in casi d’emergenza, i diritti individuali di ognuno devono essere rispettati”, ha dichiarato la portavoce dell’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) in Italia, Laura Boldrini.
“Le persone non possono essere rimpatriate fino a quando non sarà stato osservato l’insieme delle procedure previste dalla legge. Servirebbe un esercito e soprattutto un gran numero di magistrati a Lampedusa per convalidare le espulsioni”, ha dichiarato Filippo Miraglia dell’associazione di sinistra Arci. “L’Italia è già stata condannata (dalla Corte europea di Strasburgo, N.d.T.) per un’iniziativa analoga nel 2005”, ha ricordato.
“Più del 60% delle persone che arrivano a Lampedusa fanno richesta d’asilo ed è evidente che queste operazioni intraprese [dal governo] senza controllo rischiano di condannare a morte le persone rimpatriate”, ha affermato Miraglia.
Approfittando del mare calmo, circa 819 clandestini erano arrivati a Lampedusa durante la sola giornata di domenica dopo i 1500 di venerdì. Ieri, un’imbarcazione con a bordo 139 persone, in difficoltà tra le coste italiane e l’isola di Malta, è stata soccorsa dall’esercito maltese. La quasi totalità di questi clandestini aveva preso il largo dalla Libia. Tripoli e Roma hanno rinnovato ad agosto un accordo del 2006, che prevede pattugliamenti congiunti lungo le coste libiche per impedire la partenza delle imbarcazioni degli immigrati.

[Articolo originale "Rome veut accélérer l'expulsion des clandestins" di Agence France Presse]

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