[The Guardian]
• Quest’anno il numero degli arrivi dall’Africa è cresciuto del 50%
• La Libia è coinvolta in una disputa sui controlli delle coste
Il numero di emigrati dall’Africa che ha raggiunto la costa meridionale dell’Italia dopo una pericolosa traversata è cresciuto di più del 50% quest’anno, secondo i dati dell’ONU, e ciò evidenzia il crescente dilemma diplomatico e morale che i paesi dell’Europa meridionale si troveranno ad affrontare nel 2009.
Anche prima dell’ondata di arrivi negli ultimi giorni, il numero di arrivi quest’anno era arrivato a 33.000, 13.000 in più dell’intero 2007, secondo i dati forniti ieri dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, l’ UNHCR. Si teme che altre 500 personl, molte delle quali in cerca di asilo e provenienti da paesi come la Somalia, siano morte prima di raggiungere le coste italiane.
Dal 24 dicembre, altre 2.400 persone sono sbarcate sulle Isole Pelagie, tra la Libia e la Sicilia. L’arrivo più recente è avvenuto domenica dopo che una barca che trasportava più di 331 immigranti si è schiantata contro gli scogli che circondano la piccola isola vulcanica di Linosa.
Un tempo, gli attraversamenti del Mediterraneo in pieno inverno erano una rarità. Ma Laura Boldrini, portavoce per l’Italia dell’ UNHCR, ha spiegato che questi sono diventati “sempre più frequenti. Ciò è maggiormente pericoloso poiché le condizioni del mare sono soggette a cambiamenti più bruschi nei mesi freddi”. Ha poi dichiarato che un altro fattore che aumenta ulteriormente i pericoli che affrontano gli immigranti è il fatto che vengono trasporati da trafficanti tramite “imbarcazioni sempre più inadeguate per il mare, come semi-dirigibili fatti in casa e vecchissimi pescherecci”.
Il Ministro degli Interni italiano, Roberto Maroni, ha minacciato ieri di rispedire i nuovi arrivati al loro paese di origine per via aerea. Ha dichiarato che i voli sarebbero iniziati “domani o al più tardi dopodomani”. Ma rimane poco chiaro come questi voli possano essere effettuati, rimanendo nei termini dei trattati internazionali sui diritti dei richiedenti asilo. Secondo l’UNHCR, gli arrivi via mare includono solitamente una proporzione insolitamente alta di persone alle quali viene successivamente garantito lo status di rifugiati.
Maroni ha aggiunto che si sarebbe incontrato con le controparti di Cipro, Grecia e Malta il 13 gennaio “per trovare una strategia comune”. Ma i suoi tentativi di affrontare il problema crescente non sono sufficienti secondo la destra italiana e la scorsa sera ci sono stati segni di divisione nel governo di Silvio Berlusconi sul tema. Nonostante Maroni abbia dichiarato che la maggior parte degli immigrati irregolari siano persone che arrivano legalmente in Italia e si fermano dopo la scadenza dei loro visti, gli sbarchi sul Mediterraneo, con le loro drammatiche immagini di sopravvissuti esausti, hanno sollevato perplessità sulla promessa elettorale di Berlusconi di occuparsi dell’immigrazione.
L’arrivo di così tanti immigrati negli ultimi giorni è un notevole motivo di imbarazzo per il suo governo, soprattutto perché molti dei suoi elettori credevano che l’accordo con la Libia ostentato dal governo avrebbe ridotto il flusso di arrivi. Il Ministro ombra degli Interni, Marco Minniti, nel frattempo ha aumentato la pressione sul caso. Ha dichiarato: “Quello che sta succedendo ora è la prova che la linea dura del governo sull’immigrazione clandestina ha fallito miseramente”:
Il 30 Agosto Berlusconi aveva siglato con il Colonnello Muammar Gheddafi, il leader libico, quello che è stato chiamato entusiasticamente un accordo storico per curare le ferite lasciate dall’occupazione coloniale da parte dell’Italia dello stato nordafricano. Roma ha accettato di effettuare importanti investimenti di lungo periodo nelle infrastrutture della Libia, mentre funzionari del governo hanno detto chiaramente che si aspettavano che Gheddafi avrebbe adottato i controlli congiunti delle coste che erano stati decisi da un precedente accordo con lo scorso governo di centro-sinistra.
L’ultima ondata di arrivi aveva provocato le lamentele da parte di deputati appartenenti alla maggioranza di governo, i quali sospettano che il leader libico stia cercando di ottenere ulteriori concessioni prima di usare la mano pesante sul commercio di esseri umani dai porti sul Mediterraneo del suo paese.
Uno di loro ha descritto Gheddafi come “il peggior ricattatore”.
Maroni ha replicato al collega di governo, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, che aveva dichiarato che “essere duri con i Libici non porta a nulla”. Maroni, che fa parte della Lega Nord anti-immigrati, ha dichiarato in un’intervista alla radio: “Abbiamo fatto e continueremo a fare pressione”
Poco più della metà di quelli che hanno attraccato a Linosa Domenica sono stati mandati per via aerea a Lampedusa, la più grande delle isole Pelagie. Un senatore dell’isola, Angela Maraventano, ha dichiarato che quelli che sono rimasti hanno fatto aumentare la popolazione di Linosa di un terzo. “Sistemeremo questi disperati nelle chiese e nelle scuole” ha dichiarato al giornale La Repubblica.
[Articolo originale " Thousands more migrants reach Italy's shores "]




















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Non sono razzista, non sono di destra, comunque la situazione degenera, non si può mandarli indietro, non si può nemmeno tenerli così in quelle condizioni, non si può nemmeno che l’Europa chagi sentenze e lasci tutto sulle spalle dell’Italia. Come risolvere?
Con la cooperazione, di certo non rispedendo il pacco chiuso al mittente senza gurdarci dentro. Capisco pure la necessità di rispedirli indietro, ma quantomeno dopo l’identificazione e la raccolta delle richieste d’asilo cosa che non si può fare in alto mare mi pare