[Le Monde]
Il rapporto annuale sui redditi e sulle condizioni di vita, redatto dall’Istituto nazionale di statistica (Istat), conferma l’impoverimento degli Italiani. Pubblicata lunedì 22 dicembre, questa indagine è stata realizzata nel biennio 2006-2007 con un campione rappresentativo di 20 982 famiglie (circa 52 772 persone). Anche prima dell’impatto della crisi economica nel 2008 e 2009, le cifre dell’Istat erano state giudicate “allarmanti” dall’opposizione, che accusava Silvio Berlusconi di non essere “all’altezza della situazione”.
Nel 2006 il reddito medio delle famiglie italiane si è fissato intorno ai 28 552 euro, circa 2 379 euro al mese. Come sempre, al nord e al centro i redditi annuali si sono rivelati essere i più elevati (quasi 30 000 euro), mentre al sud e nelle isole ammontano in media a 23 584 euro. In Italia settentrionale, il reddito medio di una coppia con due bambini è pari a 46 185 euro contro i 28 909 euro nel Mezzogiorno. I pensionati e le persone sole sono le più esposte alla povertà.
QUASI POVERI
L’Istat ha ugualmente chiesto agli Italiani circa la percezione del loro tenore di vita nel 2007. Il 15,4% di essi (contro il 14,6% del 2006) ha dichiarato di “arrivare alla fine del mese con difficoltà”. Nel dettaglio, il 5,3% confessa di non aver avuto il denaro sufficiente per le spese alimentari (4,6 % nel 2006), l’11,1 % (10,4 % nel 2006) per le spese mediche e il 16,9 % (contro il 18,8%) per gli acquisti d’abbigliamento. Infine, il 32 % dichiara di non essere in grado di “affrontare una spesa imprevista di 700 euro”.
Questo sondaggio conferma altri studi che rivelano un impoverimento degli Italiani. Il rapporto della Caritas e della fondazione Zancan [Centro di studi e ricerca sociale ONLUS, N.d.T.] del 15 ottobre sulla “povertà e l’esclusione sociale in Italia” indicava che “il 13% della popolazione italiana vive con meno della metà del reddito medio mensile, che va dai 500 ai 600 euro al mese”. Analogamente, la Caritas rileva l’aumento sempre più forte dei “quasi poveri”, vale a dire le persone che superano la soglia di povertà per una cifra che va dai 10 ai 50 euro.
Sul campo, le associazioni che si occupano di venire in aiuto ai più disagiati riscontrano un peggioramento della situazione. I volontari della comunità di Sant’Egidio, che distribuiscono pasti e aiuti alimentari in tutta Italia, constatano che ormai hanno a che fare con una nuova popolazione. “Non distribuiamo più gli aiuti alimentari solo agli immigrati o alle persone che vivono per strada, ma anche a coloro che posseggono un casa e uno stipendio”, spiega un funzionario della comunità a Roma.
Di fronte a questa situazione, le risposte del governo appaiono modeste. L’Italia è, secondo la Caritas, uno dei paesi d’Europa dove le politiche sociali hanno meno impatto sulla riduzione della povertà. I sindacati temono che la situazione, già critica nel 2006 e 2007, sia peggiorata. Il governo mette in atto, a partire dal 1 dicembre, l’assegnazione di una “social card” del valore di 40 euro al mese in favore dei più bisognosi, per dimostrare che “sono state intraprese delle misure”.




















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@ Piero
Perché abbiamo il terzo debito pubblico del mondo? A chi dobbiamo questi soldi? Informati sul Signoraggio Bancario.
Esatto Landru. Inoltre t1816 da ’sempre’ propugna uno sviluppo basato sull’aumento del debito pubblico.
Con un’occhiata ai grafici ci si rende conto subito dell’inadeguatezza dello ’statista’
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/1311765&m2s=null
http://liberopensiero.blogosfere.it/2006/03/debito-pubblico.html
E per fortuna che Prodi (con una sola finanziaria)lo ridusse dal 106,5 al 102,1%
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/08_Agosto/08/prodi_oro.shtml
Inoltre ci si dimentica che una ‘bella botta’ glie la diede il suo mentore e guida politica, Craxi. Dal blog ‘Sullo zero’ che a sua volta lo riporta da Travaglio che commentano il ‘vergognoso’ documentario andato in onda su Canale5 e visto personalmente.
http://sullozero.myblog.it/archive/2009/01/06/il-vergognoso-revisionismo-storico-nel-film-documentario-su.html da cui nello specifico:
«Nessuno ha ricordato che per la sua politica economica – che è stata elogiata per tutto il documentario come se fosse un grande economista, uno che ha salvato l’economia italiana – nei quattro anni in cui fu al governo il debito pubblico passò da quattrocentomila miliardi a un milione di miliardi. Cioè, è più che raddoppiato. Il rapporto tra il debito e il Pil, fondamentale per rientrare nei parametri europei di Maastricht, passò dal 70 al 90%. In quattro anni un debito pubblico che era ancora abbastanza accettabile esplose e ci portò completamente fuori. Questo è il salvatore dell’economia italiana, lo stiamo pagando ancora adesso. Quando voi sentite dire che abbiamo settanta miliardi di euro di interessi sul debito e viene sempre attribuito a misteriose eredità del passato, bene il grosso dell’eredità si chiama Craxi».
Da: Chissà se qualcuno finalmente ha capito perchè pur appartenendo alla categoria ‘piccolo imprenditore’, non l’ho più votato.
T1816, saprà (forse)fare programmi a breve scadenza, ma non ha la più pallida idea di cosa significhi lungimiranza. Troppo preoccupato e concentrato sui lodi che gli salvano il culo dalla magistratura evidentemente. Teremonti d’altronde è un commercialista e più di qualche gabella per non pagare le tasse non la sa mettere in piedi.
l’abolizione della legge Maroni sulle pensioni, tanto voluta dalla sinistra radicale, ci costa una cifra come 12miliardi di euro in 3 anni.
12 miliardi di euro non per aiutare le famiglie, non per aiutare le giovani coppie, non per costruire asili nido, o migliorare l’istruzione, non per dare 2 euro alle mamme senza marito, non per dare supporto a chi a pochi anni dalla pensione perde il posto, non per aumentare le pensioni, ma sono 12 miliardi di euro spesi per :
continuare a mandare in pensione persone con meno di 60 anni.. nella tanto citata spagna per esempio si va a 65 anni, in germania pensano di portare l’età a 67 anni.
in questo periodo di vacche magre, in cui le famiglie non ce la fanno a vivere, permettere alle persone di andare in pensione a meno di 60 anni lo vedo solo come un PRIVILEGIO dell’ennesima casta.
Allo stato attuale oltre il 90% della spesa per la previdenza sociale viene spesa in pensioni, quindi il restante 10% è per tutti gli altri.
in un paese al bivio come il nostro in cui si fanno tagli sulle categorie produttive non possiamo permetterci ancora queste cose.
Ora insultatemi pure ma 12 miliardi di euro è una bella cifra con cui si potevano fare tantissime cose.
Mi dispiace dirlo ma la colpa è solo la nostra. Chi li ha votati questi governi (dx e sx)?
Prima di andare a votare bisognerebbe almeno accertarsi che la coalizione scelta non ’schieri’ tra le sue fila gente condannata in via definitiva e/o con pendenze penali.
Ok i media sono controllati e questo lo sappiamo però almeno ci potremmo informare sul web.
E’ dovere di tutti noi diffondere la verità!