Con l’anno di crisi economica in vista, non è il momento migliore per la presidenza di Berlusconi al G8
[The Guardian]
Il settantaduenne playboy del mondo occidentale ha salvato David Beckham dall’oscurità di Los Angeles e è ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta
Gordon Brown ha salvato il mondo, Angela Merkel ha salvato il suo budget federale, Jose Manuel Barroso ha salvato la sua carica per un secondo mandato – e Nicolas Sarkozy ha salvato l’Europa. Adesso, mentre un anno orribile sta giungendo al termine fra ancora più terribili previsioni per l’Unione Europea, si fa avanti Silvio Berlusconi.
Ha salvato David Beckham dall’oscurità di Los Angeles aiutandolo ad ottenere un prestito di 10 settimane alla sua squadra di calcio, l’AC Milan – garantendogli accordi con sponsor molto lucrativi e apparizioni su diversi canali televisivi gestiti dal suo impero Mediaset. Avendo compiuto la missione, e’ ora deciso a tutti i costi a salvare l’Italia e, come Gordon, il pianeta.
Il primo gennaio, il giorno in cui Sarko non sarà più ufficialmente il presidente europeo, l’italiano presidente del consiglio (in italiano nel testo, N.d.T.) assumerà il controllo come presidente del G8 e, con illusioni di grandezza da togliere il respiro, è già impegnato a organizzare un vertice fra Barack Obama e il russo Dmitri Medvedev.
Entro marzo, quando l’economia europea sarà probabilmente un disastro, Berlusconi prevede un vertice dei G14 – un’idea originariamente di Sarko per coinvolgere le economie emergenti – sulla “dimensione umana” della crisi finanziaria.
Presumibilmente questo è linguaggio diplomatico che significa crescente debito personale, povertà, disoccupazione, disperazione e tutti e tutto ciò che di solito si associa alla tetraggine invernale di quella che è, potenzialmente, la recessione peggiore dalla seconda guerra mondiale. Specialmente nel suo paese, che è in recessione da due quadrimestri, che affronta un esorbitante aumento della disoccupazione, che vede il produttore di auto Fiat cercare un partner che lo rilevi per uscire dal suo tormento e, che senza l’euro e la Banca Centrale Europea che lui tanto disprezza, sarebbe in bancarotta.
Berlusconi, che ha un capitale personale di circa dieci miliardi di dollari, e che è un architetto di riforme giudiziarie in serie per permettersi l’immunità dalla giustizia, è il leader politico che ha chiamato Obama “abbronzato” e che ha paragonato un deputato tedesco a una guardia di un lager nazista (Kapo).
Il suo contributo al programma europeo di ripresa – un pacchetto-stimolo del valore di 200 miliardi di euro che equivale all’1,5% del prodotto interno lordo – sembra consistere in tagli alle tasse dei suoi sostenitori politici nelle piccole imprese e in sanzioni ridotte per evasori fiscali – equivalenti all’1% del prodotto interno lordo, secondo i politici italiani di opposizione . Il pacchetto è cosi’ irrisorio che la maggior parte degli analisti crede che possa perfino essere una riduzione delle spese.
Adesso il settantaduenne playboy del mondo occidentale vuole diventare il presidente italiano, succedendo all’ex-comunista e leader sindacalista Giorgio Napolitano, un uomo di grande integrità, dopo il 2013. Presumibilmente per la vita, alla Mugabee, e, per perpetua immunita’ contro le azioni giudiziarie, alla Chirac.
Questa è, in tutta serieta’, la persona che, per la rotazione, sarà presidente del G8 l’anno prossimo, quando è possibile che ci sarà un bagno di sangue economico in tutto il mondo.
E’ ora di finirla con questo stupido processo e, come previsto per l’Unione Europea sotto il Trattato di Lisbona ora in stallo, di scegliere un presidente di genuina statura e capacità di visione per dirigere questo organismo per il lungo periodo. E specialmente dato che siamo tutti d’accordo che, come il Consiglio di Sicurezza Europeo e l’IMF/Banca Mondiale, dovrebbe essere permanentemente riformato per includere la Cina, l’India e le restanti economie emergenti.
E’ già abbastanza grave che l’eurotossico Vaclav Klaus, il presidente ceco, diventi capo nominale dell’Unione Europea il primo gennaio (Ok, il suo primo ministro presiederà’ gli incontri). Questa rubrica preferirebbe vedere Sarko realizzare le sue ambizioni di diventare presidente a lungo termine dell’eurogruppo e leader de facto dopo il suo successo iperattivo nel dirigere l’Unione Europea per gli ultimi sei mesi.
Forse potrebbe farsi carico anche del G8/G14 per il resto della sua permanenza in carica all’Eliseo – certo di essere prolungato dopo il 2012 per ulteriori cinque anni secondo il modello corrente. O datela a Tony Blair. A chiunque tranne che all’inadatto Berlusconi, il presidente indiscusso di Tangentopoli 2 (in italiano nel testo, N.d.T.), o città della corruzione, quello che il suo paese nativo e’ nuovamente diventato.




















(1 voti, media: 4,00 su 5)
Sono stanco di vedere il mio Paese continuamente insultato da mediocri giornalisti esteri a causa della corruzione amplificata dal Parlamento e dal Presidente Del Consiglio Silvio Berlusconi. Quell’edificio e quella muffa non rispecchiano l’Italia; non vedo l’ora che l’intero continente collassi e che torni la fame, magari servirà a svegliarci
@ SB: Temo invece che, ahimè, il Parlamento rispecchi esattamente la società italiana
ma come vi permettete di dire ste cretinate
ce ne fossero di giornalisti così in Italia… o meglio avessero la possibilità di parlare…
P.S. colgo l’occasione per ringraziare i gestori del sito, che fanno un lavoro straordinario!
Indubbiamente un articolo di parte csritto da un mediocre giornalisti.
per SB: guarda che alla fame parecchi gia ci sono e, non è certo merito di chi NON ha votato per il nanetto.Forse è ora che chi ancora da fiducia ad un multimiliardario che pensa a fare ponti ed i suoi esclusivi interessi invece di assistere i SUOI elettori apra gli occhi.
Con persone come S.B. alla guida del Paese, mi vergogno di essere italiana.
A mia discolpa c’è il fatto che non l’ho votato.
In Italia ‘l’assurdo’ è diventato ‘normalità’ grazie ad un lungo e capillare lavoro di ‘anestesia sociale’ che ha avuto lo scopo e ha ottenuto l’effetto di creare un’opinione pubblica incapace di avvertire la gravità della situazione politica e morale in cui versa il Paese. E, tra queli che l’avvertono, i più non non vogliono, non sanno o non possono reagire. Solo una minoranza ha ancora la capacità d’indignarsi. Ma anche l’indignazione è vissuta, da chi l’avverte, come una sostanziale impotenza. Tutto ciò crea le pre-condizioni per una ‘normalizzazione’ che apre la strada ad una forma di dittatura soft, tra un Centrosinistra imbelle e una Sinistra che non sa più essere nemmeno un punto di riferimento. In questo vuoto il pericolo è quello del ribellismo velleitario e controproducente di minoranze esasperate e disperate.
Avete dimenticato di dire che BERLUSCONI ha salvato DELL’UTRI, CUFFARO, COSENTINO e company dai processi per COLLUSIONE MAFIOSA; che l’uomo che si accinge a presiedere il G8 ospitava (quand’era in vita) il BOSS MAFIOSO, MANGANO, dichiarandolo EROE. Non è stato detto e ricordato a tutti che Berlusconi ha SALVATO SE STESSO da molti processi che (probabilmente) ne avrebbero decretato la colpevolezza per crimini indegni perfino di un delinquente comune.
L’EUROPA deve impedire che le metastasi mafiose attacchino la DEMOCRAZIA EUROPEA.La UE Deve impedire che un uomo che già una volta ha vilipendiato un membro di questo PARLAMENTO, chiamandolo KAPO, possa detenere una carica che richiede RISPETTO DEI VALORI UNIVERSALI, INTEGRITA’ MORALE e ONESTA’.
Come Cesare illustra alla perfezione, in Italia si riconferma la mentalità del popolo bue, dove chiunque non sia d’accordo con leader maximo (o ‘lider’, come scrivono i suoi, scusate il termine, ‘giornalisti’) è accusato di essere di parte. Forse dalla parte della giustizia sociale e vera libertà. La coscienza civile d’un popolo è stata mietuta nell’arco di due decadi dalle vergognose reti di tale dittatore, che ora si gongola nel suo miserabile feudo di servi impoveriti ed avviliti dal futuro, che non riescono più percepire la libertà come un tema innanzitutto civile, prima che politico. I milioni di italiani costretti ad emigrare come il sottoscritto hanno tuttavia memoria lunga, le sue infamie non saranno taciute. La storia gli darà il posto che gli compete, come al suo ‘amico’ Bush.