Mamma mia! La crisi finanziaria ci ha reso veramente più poveri degli italiani?

The Guardian

* La perdita di valore della sterlina fa crollare il Pil del Regno Unito
* I trionfalismi sono contenuti visto il profilarsi della crisi in Italia

Fu un durissimo colpo per l’orgoglio britannico, talmente devastante che qualcuno attribuì al sorpasso l’inizio della debacle che avrebbe scardinato Margaret Thatcher dal potere tre anni dopo. Nel 1987 gli italiani, che lo stereotipo vuole caotici e corrotti, annunciarono di essere più ricchi dei britannici malgrado gli otto anni di dolorose riforme imposte dai conservatori.

E indovinate un po’? L’hanno fatto ancora. Proprio mentre molti di noi erano convinti che la crisi economica non potesse peggiorare ulteriormente, ieri La Stampa affermava: “L’Italia batte l’Inghilterra [sic] con l’euro”. Il giornale sostiene che il deprezzamento della sterlina è stato così marcato che il prodotto interno del Regno Unito adesso vale meno di quello italiano. La Stampa ha calcolato che se vengono applicati i tassi di cambio di mercoledì alla ricchezza prodotta l’anno scorso, l’Italia supererebbe il Regno Unito di uno 0,7 %.

E non è tutto. “Per alcune settimane siamo stati mediamente più ricchi”, afferma il giornale. L’indicatore standard di ricchezza è il Pil pro-capite, e anche in quella voce l’Italia è davanti a noi, di circa €900 l’anno.

Per quanto faccia riflettere i britannici, gli ultimi dati hanno l’agrodolce sapore della vendetta per l’Italia, un paese il cui sorpasso fu rapidamente invertito e che, tre anni fa, fu definito “il malato d’Europa” dall’Economist a causa del proprio languore economico. Eppure, ieri, più che festeggiare il loro successo, gli italiani sembravano preoccupati.

Perfino La Stampa ha riconosciuto che “sembra assurdo in un periodo in cui i magazzini sono pieni di merci invendute e la gente non fa altro che parlare di problemi per il futuro”. Anche l’Italia è in recessione e le previsioni dicono che la sua economia sarà in calo l’anno prossimo, anche se in misura minore di quella britannica.

Sorprendentemente, Silvio Berlusconi, il Presidente del Consiglio, non ha colto quest’occasione per dimostrare l’avvedutezza delle sue politiche di governo, e il Prof. Amedeo Panci, il cui centro di ricerche Economia Reale è vicino alle posizioni della maggioranza di governo, ha dichiarato: “Francamente, non griderei al miracolo economico”. Secondo lui è stato un “fenomeno matematico, statistico”. Tito Boeri, professore di economia alla Bocconi di Milano, ha dichiarato che “il grosso problema qui è il potere d’acquisto”. Il fatto che gli italiani, così come altri cittadini dell’Eurozona, si stiano riversando su Londra per fare le spese natalizie dimostra che il calo del valore della sterlina ha provocato uno squilibrio chedev’essere compensato per poter disporre di cifre paragonabili.

“Nel 2007, quando la variazione del potere d’acquisto tra le due nazioni era pressoché la stessa, il Regno Unito era più ricco di un 15%” ha affermato Boeri”. “Poiché l’inflazione nei due paesi è stata più o meno la stessa da allora, direi che per quanto riguarda la parità dei poteri d’acquisto siamo circa allo stesso livello. Temo che la differenza sia sempre lì. E parlo da italiano che vorrebbe sentirsi più ricco.”

Sergio Rizzo, coautore di un bestseller sul graduale declino economico dell’Italia, non pensa che ci sia motivo di rivedere la propria tesi. “Negli ultimi dieci anni, tenendo conto dell’inflazione e del potere d’acquisto, l’economia del Regno Unito è cresciuta di un 55% circa, mentre per l’Italia la cifra è stata inferiore al 29%.” Rizzo ha elencato le ragioni per cui l’Italia è il fanalino di coda dell’eurozona. “La malavita controlla una grossa parte del Sud, e proprio per questo il Mezzogiorno attira meno dell’uno per cento degli investimenti esteri,” afferma Rizzo. “La giustizia è lenta, per cui i creditori, di regola, aspettano dieci anni prima di riavere i propri soldi dalle aziende fallite, e la frase “allora fammi causa” è diventata la risposta universale nei confronti delle richieste dei creditori. La nostra pubblica amministrazione è inefficiente, poco informatizzata e sprecona”.

Tuttavia, Panci pensa che la sorpresa del “ri-sorpasso” aiuterà a puntare i riflettori sui punti di forza trascurati dell’economia italiana, che le potrebbero permette di superare la recessione mondiale meglio d’altri paesi, Regno Unito compreso. “Il nostro sistema bancario, ad esempio, è stato criticato a lungo per non essere abbastanza intraprendente e per avere delle regole troppo rigide. Ma per ora è riuscito ad affrontare benissimo la crisi”, ha dichiarato. Qualche settimana fa Berlusconi ha notato che l’Italia, pur avendo un debito pubblico elevato (in effetti supera il prodotto interno annuale), ha un livello d’indebitamento privato basso, e ciò è dovuto al fatto che, storicamente, gli italiani sono votati al risparmio. “Il debito complessivo è più basso di quello degli Stati Uniti o del Regno Unito – un fatto positivo che dovrebbe essere apprezzato maggiormente”, ha dichiarato. Egli è fiducioso che l’intraprendenza e l’industriosità dei suoi connazionali tirerà loro fuori dalla crisi. Ha dichiarato che sono come le “formiche virtuose”.

Regno Unito contro Italia

Regno Unito

Insegnante €32,206
Dottore €78,140
Infermiera €25,161
Macchinista €41,525
Cappuccino €2.42
Pizza Margherita €6.05
Big Mac €2.20
Borsetta Prada nera €610
Coppe del mondo 1

Italia

Insegnante €30,571
Dottore €55,944
Infermiera €23,121
Macchinista €28,760
Cappuccino €2.50
Pizza margherita, €9.00
Big Mac €3.40
Borsetta Prada nera €780
Coppe del mondo 4

[Articolo originale "Mamma mia! Has the financial crisis really made us poorer than the Italians?" di John Hooper]

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Traduzione di:
Nicolas
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