La polizia italiana arresta dozzine di persone in in una retata contro i boss mafiosi

[The New York Times]

Roma – Martedi la polizia italiana ha organizzato una serie di irruzioni di alto livello a Palermo nel tentativo di fermare i boss mafiosi della città che, secondo la polizia, stanno cercando di riorganizzarsi dopo molti anni in cui sembravano essere senza una guida.

Armati di quasi 100 mandati di arresto, almeno 1.200 ufficiali della polizia militare hanno invaso la città e le aree circostanti cercando membri di diverse influenti famiglie mafiose. L’operazione, chiamata Perseus, come l’eroe mitologico che ha decapitato Medusa, è stata una della maggiori contro la mafia degli ultimi in anni e ha incluso l’uso di elicotteri ed unità cinofile.

Alla fine della giornata non è stato chiaro quanti dei sospetti siano stati arrestati, sebbene dozzine di sospetti ammanettati siano stati mostrati dai telegiornali mentre venivano scortati in prigione. Secondo quanto affermato dalla polizia, si crede che fra tra le persone arrestate martedì ci fossero i capi di nove famiglie di cosa nostra ed anche altri boss del crimine organizzato. Tutti provenivano dalla zona di Palermo.

La polizia ha dichiarato detto che alcuni sospetti sarebbero sono ancora latitanti.

Gli arresti sono il risultato culmine di indagini durate nove mesi, effettuate a Palermo da pubblici ministeri anti-mafia. Le accuse includono associazione mafiosa, estorsione e traffico di armi e droga.

Pietro Grasso, pubblico ministero capo dell’anti-mafia, ha affermato che intercettazioni e indizi pervenuti da informatori negli ultimi mesi avrebero fatto pensare che le principali figure del crimine organizzato nella zona di Palermo stessero cercando ri ricreare un consiglio direttivo composto dai capi delle famiglie del crimine di Palermo per meglio coordinare le proprie attività. L’operazione di martedì “ha decapitato un’organizzazione dominante che voleva dare una direzione strategica alla mafia” ha dichiarato.

Un precedente consiglio direttivo, conosciuto come “la cupola”, fu guidato da Salvatore (Totò) Riina, considerato come il ‘boss dei boss” fino al suo arresto nel 1993. Il gruppo aveva adottato la strategia di attacco alle autorità, hanno affermato gli investigatori, cosa che nel 1992 ha condotto agli assassinii, avvenuti a distanza di pochi giorni, dei due più importanti pubblici ministeri anti-mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. “Non sappiamo cosa stessero organizzzando” questa volta, ha detto Grasso. Ma gli investigatori sospettavano che sarebbe stata una cosa importante.

La retata è stata una delle più imponenti azioni anti-mafia dal 2006, quando nell’arco di qualche mese furono arrestati in Sicilia molti boss, tra cui Bernardo Provenzano, successore di Riina. “Se quella operazione aveva messo la mafia in ginocchio, l’Operazione Perseo riuscirà a non farla rialzare” ha dichiarato Grasso.

L’azione è stata approvata da Giuseppe Lumia, un senatore dell’opssizione mebro della commissione parlamentare anti-mafia. “Per una volta, abbiamo agito prima che cosa nostra potesse mettere in atto i suoi devastanti piani” ha dichiarato.

Ma Lumia ha affermato detto che l’Italia deve fare di più per chiudere le attività gestite dalla mafia e tagliare i legami che i criminali hanno con i politici che offrono loro protezione.

[Articolo originale "Italian Police Arrest Dozens in Sweep Aimed at Mafia Bosses " di ELISABETTA POVOLEDO]

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