[Le Monde]
Silvio Berlusconi ha un sogno: riformare la giustizia italiana che egli ritiene troppo indipendente. Il presidente del consiglio ha anche un problema non appena evoca questo argomento: non può sfuggire al sospetto del conflitto d’interessi, poichè egli ha delle cause pendenti per affari riguardanti la sua attività d’imprenditore. Dopo essersi messo in salvo in tutta fretta grazie al voto di una legge che gli accorda l’immunità fino alla fine del suo mandato, ha rimesso l’argomento all’ordine del giorno, mercoledì 10 dicembre. Berlusconi ha invocato una riforma della Costituzione, che garantisca scrupolosamente l’indipendenza dei magistrati.
Il presidente del consiglio mira a separare meglio le carriere tra giudici e procuratori ch’egli sospetta, testualmente, “di essere culo e camicia”. Vuole dare più autonomia alla polizia giudiziaria rispetto al pubblico ministero nelle indagini. Egli intende rivedere l’automatismo delle indagini. In Italia, per legge, alle denunce fà seguito un’indagine, contrariamente alla Francia, dove il procuratore decide, secondo i casi, se avviare o meno un’inchiesta.
“CAMPO DI LOTTA POLITICA”
Il governo riflette anche sull’opportunità di limitare il ricorso alle intercettazioni telefoniche alle sole inchieste riguardanti la Mafia ed il terrorismo. Recentemente Berlusconi aveva, altresì, invocato un cambiamento nella composizione del Consiglio Superiore della Magistratura, per aumentarne i membri eletti dal Parlamento. La presentazione della riforma, prevista per il 19 dicembre al Consiglio dei Ministri, è stata spostata all’inizio del 2009. Poichè questi annunci hanno suscitato critiche. Dapprima quella del presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano auspica che la riforma della giustizia, se realizzata, sia condotta dalla maggioranza e dall’opposizione. Egli ha ricordato, venerdì 12, che “i principi fondamentali della Costituzione sono fuori discussione”. In più, Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, ha giudicato che se “i magistrati dovessero essere sottomessi al governo, la giustizia diverrebbe campo di lotta politica”.
Tuttavia, per il presidente del consiglio i tempi sono maturi. L’opinione pubblica, secondo lui, è stanca delle grandi inchieste dei magistrati celebrità, che mettono in causa numerose personalità e s’impatanano in cavilli giudiziari. Lo spettacolo offerto, la settimana scorsa, dal tribunale di Salerno (Campania) che indagava sul tribunale di Catanzaro (Calabria) ha accentuato questa impressione di una giustizia divenuta incoerente.
La minaccia di Berlusconi di condurre con la sua sola maggioranza la riforma è un mezzo per esercitare pressione sul centro sinistra per obbligarlo a prendere il treno in corsa. Poichè esso è ostile per principio a tutte le limitazioni d’indipendenza della giustizia, e si è alleato con il partito dell’ex giudice anticorruzione Antonio di Pietro, il Partito Democratico guidato da Walter Veltroni è a sua volta alle prese con la “questione morale”. Parecchi dei sui rappresentanti locali, specialmente a Napoli e Firenze, sono interessati da inchieste giudiziarie. Berlusconi spera che la situazione renderà Veltroni più incline a capire gli argomenti della destra, che deve, anch’essa, avere a che fare con numerosi (esponenti) sotto inchiesta tra i suoi ranghi. Questa prospettiva ha spinto il “Cavaliere” ad avere pazienza. La prospettiva di una riforma costituzionale è stata rimandata. Venerdì, il ministro della Giustizia ha annunciato che aprirà una tavola rotonda con i rappresentanti della Lega Nord, del centro e del centro sinistra al fine di giungere ad una “riforma condivisa”.




















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Ti hanno talmente riempito la testa con questa assurdita’ che ora addirittuta tu chiedi a noi se la magistratura sia ‘rossa’. Ma semmai dovremmo essere noi a chiedere a te l’opposto (fino a prova contraria) e porta qualche esempio che possa provare quello che sostieni, perche’ qui non siamo a Porta a Porta. La giustizia e’ la nostra unica speranza, ragioniamoci attentamente e pacatamente senza buttarla sempre in ‘politica’ o strumentalizzandola tanto per difendere i nostri politici preferiti. Quello lo si fa nel calcio e si difende il nostro calciatore anche se fa gol di mano… ma qui si sta parlando di cose importantissime, non di una partita. Che interesse hai a difendere una classe politica (qualunque essa sia) o degli imprenditori furbetti dalle leggi e dai magistrati?
Maria Paola Merloni, ministro ombra del Pd, sostiene:
“Secondo me dietro tutte queste inchieste giudiziarie che riguardano il Pd c’è Antonio Di Pietro, che peraltro è l’unico che ci guadagna. Forse la magistratura ha scelto il suo partito come il nuovo referente”
Certi politici lasciali pure nell’ombra dove e’ giusto che stiano… io ti chiedevo fatti ed esempi non la citazione di una misera politica che perdipiu’ non porta alcuna argomentazione e prova per quello che sostiene. E’ il berlusconismo della politica, ormai tutti si sentono liberi di straparlare e accusare senza motivare. La tua citazione mi ha ricordato Bruno Vespa… quando non vuole parlare di un argomento distoglie un po’ l’attenzione citando il politicante di turno tanto per ritornare alla chiacchiera.
La riforma della giustizia è inevitabile,i tempi di una senteza sono biblici per non parlare dei magistrati che vanno in ufficio alle 12 o fanno la traversata dell’oceano atlantico in barca a vela dichiarandosi malata, e le guerre tra procure non avvengono neanche in Burundi…
Chi vede questa riforma a favore di Berlusconi o è miope o è filo-dipietro-travaglio-grillo…
Saluti
Processi lunghi?
Sapete perché sono lunghi? Perchè ci sono due condizioni in questo paese squinternato:
a) troppe leggi (circa 200.000 leggi, alcune datate 1861 e ancora in vigore, altre assurde o ad hoc per un parente di un potente nel 1960, ancora in vigore), all’estero, in un paese civile come la Norvegia, circa 25/30.000;
b) troppi tagli a spese amministrative, personale e manutenzione degli edifici.
Io personalmente ho avuto a che fare con la giustizia, una denuncia che ho presentato. In un anno è stato tutto sistemato.
Strano? O forse perché sto in Romagna dove almeno la gente si sbatte e/o partecipa correttamente all’esistenza civile.
Qualcuno è da 20 anni che lavora per distruggere la giustizia. Lo sta facendo apposta per evitare una seconda Mani Pulite.
La loro riforma è antidemocratica ed eversiva, è, cosa importante, fac-simile alla proposta p2.
Contraddicete signori berlusconizzati e filo guidati dalla tivù.
Presto sarete anche voi ingoiati dalla merda e ve ne renderete conto di quanto siete stati idioti a penzolare dalle labbra di tali criminali.
Io non sono fiolodipietrista,travagliato & c.,ma lo stesso avverto una sensazione di marciume in atto,altrimenti non si spiegherebbe il Lodo Alfano….
Quando si dice coerenza e continuità,questo al tappo glielo dobbiamo riconoscere.
@stecca66
Il lodo alfano è stato proposto da berluscane per salvare berluscane e schifano.
Coerenza nella delinquenza.
Tanti auguri
@ Vinicio
io…vorrei capire.
Tu sostieni che i magistrati siano in maggioranza percentuale toghe ‘rosse’.
Fai i nomi, cosi avremmo tutti le idee più chiare.
Inoltre,se fai un qualche esempio di giustizia manipolata dalle toghe rosse sarebbe utile per approfondire la discussione.
Dalla mia postazione di Napoli posso dire a cuor leggero che i politici, i magistrati , gli amministratori pubblici e gli imprenditori campani ‘in odore di camorra’ sono la stragrande maggioranza, e che fanno ‘affari ‘ormai da tanto tempo.
Quindi, pur tenendo conto del mio odio per la dietrologia, devo riconoscere che è ben strana la tempistica di queste inchieste: proprio quando Berlusconi ha bisogno di un aiutino dei parlamentari della sinistra per la sua riforma costituzionale della giustizia, questi vengono travolti da una serie infinita di guai giudiziari.
Ancor più strano è l’accanimento dei media verso tale notizia, quando sono anni che la Campania registra tristi storie di commissariamenti e politici inquisiti per corruzione .