[The Guardian]
· Quarta vittima in sparatorie dirette ai collaboratori di giustizia
· Camorra coinvolta nella crisi dei rifiuti a Napoli
Un ‘’super-testimone”, che avrebbe dovuto deporre in un processo che vede imputati alcuni politici e membri appartenenti al clan della camorra di Napoli, è stato ucciso ieri nelle strade del suo paese – la quarta vittima in un mese di sparatorie dirette ai collaboratori di giustizia.
L’uccisione di Michele Orsi, 47 anni, imprenditore titolare di una ditta per lo smaltimento dei rifiuti, ha messo in risalto l’incapacità dello stato italiano di proteggere le persone disposte a fornire prove contro la criminalità organizzata.
Mentre gli agenti della sicurezza si incontravano ieri per risolvere la crisi, l’uccisione di Orsi ha dato una nuova e minacciosa svolta alla crisi dei rifiuti di Napoli, dove la spazzatura è ancora accumulata nelle vie e lungo le strade della Campania. Dall’inizio dell’emergenza lo scorso dicembre, una delle province più colpite è stata Caserta, in cui Orsi è stato ucciso in un bar del comune di Casal di Principe ieri pomeriggio.
I Carabinieri hanno detto che è stato impossibile ricostruire il delitto perché nessuno era disposto ad ammettere di avere visto l’omicidio. Tuttavia, dopo la ricerca di pallottole e bossoli, hanno concluso che sono stati sparati almeno 18 colpi da due pistole automatiche calibro 9. Orsi è stato colpito due volte al torace ed una alla testa, il che lascia intendere che, nel classico stile delle esecuzioni mafiose, gli è stato dato ”il colpo di grazia” da parte di uno degli assassini mentre era ormai in fin di vita.
Casal di Principe è la città natale dell’autore Roberto Saviano e luogo di rilevante importanza nel suo best-seller, Gomorra. Saviano, che vive sotto scorta continua per le minacce ricevute, sostiene che Orsi era un imprenditore di spicco nel campo dei rifiuti, che aveva un giro di affari di milioni di euro con la mafia. L’avvocato di Orsi, tuttavia, lo ha descritto come una vittima la cui azienda ha pagato almeno 15000 € per la camorra, la mafia di Napoli e Campania.
L’uomo d’affari rimasto ucciso avrebbe dovuto deporre giovedì in un processo che vede tra gli imputati un prominente membro della coalizione del Popolo della Libertà, guidata da Silvio Berlusconi.
Franco Roberti, capo procuratore anti-mafia di Napoli, ha detto: ”E’ stata persa un’importante opportunità per colpire i clan della camorra”. Al quotidiano La Repubblica ha poi riferito che Orsi ”aveva deciso di parlare [e] denunciare tutti i legami che ci sono tra politica e camorra. Le sue parole avrebbero mandato in collera molte persone. Molti di loro avevano, quindi, interesse di farlo fuori.”
Roberti ha detto anche che il solo modo di proteggere i testimoni era quello di trasferirli fuori dal territorio controllato dai clan ed Orsi non aveva richiesto alcun programma di protezione che avrebbe permesso che ciò accadesse. Tuttavia, l’avvocato della vittima ha detto: ”Orsi era spaventato. Veniva nel mio ufficio tutti i giorni perché era l’unico luogo in cui si sentiva al sicuro.”
La camorra stessa è protagonista nel settore dello smaltimento dei rifiuti e scarica illegalmente rifiuti tossici, solitamente trasportati dal più industrializzato nord Italia.
La sua presenza è anche il motivo principale per cui i campani sono contrari alla costruzione degli inceneritori che fornirebbero loro una soluzione a lungo termine al problema dei rifiuti. Loro temono che le strutture passerebbero sotto il controllo della camorra e sarebbero poi utilizzate per bruciare i rifiuti tossici.
La morte di Orsi sembra parte di una serie di omicidi con i quali i clan intendono arginare la fuga di notizie sui clan che operano a Casal di Principe e dintorni. Tutto è iniziato il 2 maggio, quando Umberto Bidognetti, padre di un pentito di camorra, fu ucciso a colpi di pistola vicino a Castelvolturno.
Due settimane più tardi dei killer uccisero un uomo d’affari che aveva fornito prove fondamentali in un processo contro i trafficanti, avvenuto nel 2001. Successivamente, venerdì notte scorso, alcuni sicari travestiti da agenti di polizia, si sono fatti aprire la porta dopo essere arrivati davanti all’abitazione dei parenti di un’altra testimone, Anna Carrino. La testimonianza dell’ex compagna di un ”padrino” ha causato l’arresto di molti dei suoi scagnozzi. La nipote, aperta la porta, è stata colpita allo stomaco da colpi di arma da fuoco. Dovrebbe sopravvivere.
La Campania è stata protagonista di saltuarie crisi sui rifiuti per 14 anni. L’ultima è iniziata nel dicembre del 2007, quando tutte le discariche della regione erano ormai piene. La vista dei cumuli di immondizia nelle strade di Napoli è stata considerata sintomatica dell’apparente incapacità del paese di riformasi. Questa è stata una delle ragioni che ha fatto crollare il governo di Romani Prodi nel mese di aprile. Il nuovo governo di Silvio Berlusconi ha approvato il 21 maggio scorso l’apertura di otto discariche per affrontare immediatamente il problema e la costruzione di quattro inceneritori come soluzione di lungo termine. Comunque le proteste da parte dei residenti contro l’apertura delle discariche continuano . Domenica 10000 manifestanti hanno tenuto un corteo in una delle discariche.




















