[Vlast']
Il primo ministro Silvio Berlusconi ha di nuovo fatto parlare di sé come di un insuperabile maestro delle battute di cattivo gusto, per le quali poi quasi non si scusa tutta l’Italia. Questa volta motivo delle sue battute è stato il colore della pelle del neoeletto presidente USA, Barack Obama. La frase sull’”abbronzatura” del primo leader nero degli USA è entrata nella collezione non solo dei berlusconismi ma anche delle azioni o delle espressioni stupide di tutti gli attuali leader mondiali.
Non sulla carta
I politici spesso dicono stupidaggini, ivi comprese anche offese, ma, di norma, non con cattiveria quanto per sconsideratezza o perché, rincorrendo una bella figura, dimenticano il contenuto. Celebre è divenuta la frase, pronunciata dal presidente USA Richard Nixon il 12 novembre 1970, sotto le volte di Notre-Dame de Paris, dove si erano allora riuniti i capi di Stato e di governo di tutte le nazioni del mondo. “Questo, per la Francia, è il giorno più importante!” – così esordì il suo discorso. In questa frase non ci sarebbe stato nulla di offensivo, se non fosse stata pronunciata nel giorno dei funerali di Charles de Gaulle. Peraltro, lo stesso de Gaulle, avendo deciso una volta di parlare della grandezza dei Cinesi, pronunciò una frase che in Cina ricordano tuttora: “La Cina è un paese enorme, popolato da molti cinesi”
Non soltanto le parole possono risultare offensive. Il primo ministro australiano Paul Keating durante una visita della regina inglese, mostrando particolare ospitalità, abbracciò Elisabetta II. Gli Inglesi ed anche molti Australiani furono profondamente offesi: il monarca è intoccabile nel vero senso del termine. Nessun suddito può mettere una mano sulla sua spalla e, secondo la costituzione dell’Australia, Paul Keating era un suddito.
Ebbene, forse è risultata un’offesa anche più nota e scioccante il comportamento del cancelliere tedesco federale, Gerhard Schröder, al museo israeliano Yad Vashem, dedicato alle vittime dell’olocausto. Schröder è stato il primo leader della Germania ad aver visitato lo Yad Vashem (nonché, del resto, Israele in generale). Nel momento più importante, durante la deposizione delle ghirlande funebri alla Fiamma perenne, lui decise di ravvivare la fiamma e iniziò a girare una manopola, col risultato che il fuoco si spense per la prima volta dalla fondazione del museo. I politici israeliani e tedeschi si sforzarono di attenuare l’effetto di questo evidente faux pas. Allora, tuttavia, in Israele si svolse una discussione seria a questo proposito, se in generale fosse o meno il caso di invitare i Tedeschi nel paese .
Non con cattiveria
Tuttavia tutti questi sono solo degli errori. Il vero maestro delle battute di cattivo gusto rimane Silvio Berlusconi, il quale comprende perfettamente ciò che dice ed è persino orgoglioso di dire tutto ciò che pensa.
La sua battuta più fresca, pronunciata in conferenza stampa a Mosca e ripetuta a Bruxelles, è stata motivo di un nuovo scandalo. Parlando di Barack Obama, Berlusconi ha osservato che lui ha tutte le qualità necessarie per l’instaurazione di buoni rapporti di lavoro. “È giovane, bello ed ha una bella abbronzatura”, ha dichiarato Silvio Berlusconi. Si è rifiutato di scusarsi per la sua battuta, da molti percepita come razzista, ed ha definito tutti coloro che non l’avevano capita, “imbecilli”. Come risultato, i siti dei giornali americani che hanno pubblicato la notizia del nuovo faux pas di Berlusconi sono stati riempiti di messaggi dei lettori italiani, che si scusavano per il loro primo ministro. Nella stessa Italia qualcuno ha persino partecipato ad una dimostrazione di protesta con manifesti “Obama, perdona l’Italia”.
Tuttavia la storia dell’”abbronzatura” di Obama forse è anche la più innocente fra le battute di Berlusconi. A suo tempo le sue dichiarazioni sono divenute motivo di numerose manifestazioni ed anche di conflitti diplomatici. “Mussolini non ha ucciso nessuno. Mussolini semplicemente mandava la gente in villeggiatura, interna”; in seguito a questa frase Berlusconi è stato etichettato a vita quale ammiratore segreto di Mussolini, sebbene, può darsi, non lo sia. Con l’ennesima frase, pronunciata durante una delle numerose campagne preelettorali, Berlusconi, come hanno scritto poi i giornali, avrebbe insultato tutta l’Italia. Dichiarò (candidandosi per il posto di primo ministro – “Vlast’”) : “Io non aspiro al potere al fine del potere. Ho un mucchio di case in tutto il mondo, lussuosi yacht, begli aerei. Una bella moglie e una bella famiglia. Così che, in definitiva, mi accollo un enorme sacrificio”.
Berlusconi, in genere, ama parlare della bellezza. Esortando il business internazionale a recarsi in Italia, osservò: “Questo è un momento straordinario per gli investimenti in Italia. Comunisti quasi non ne sono rimasti, e quelli che ci sono negano di essere stati comunisti, inoltre abbiamo delle bellissime segretarie: bellissime ragazze!”. Di un suo vecchio amico, il primo ministro danese, Anders Fogh Rasmussen, ha detto che è “il più bel primo ministro d’Europa”, e ha dichiarato: “Non vedo l’ora di poterlo far conoscere a mia moglie”. Questa frase lasciò Rasmussen visibilmente perplesso e non a caso Berlusconi aggiunse, colpendolo col gomito: “Poi ti spiego”.
A Schröder, al suo quarto matrimonio, una volta ha proposto di parlare di “calcio e di donne”, dicendogli: “Comincia tu”. Ma uno scandalo diplomatico più clamoroso lo ha provocato nel 2005 il suo racconto del viaggio in Finlandia. Berlusconi spiegò in quali modi avesse cercato di ottenere che fosse un italiano a presiedere l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare.
L’allora concorrente italiana era la Finlandia e Berlusconi si era dunque recato a Helsinki. “Ho rispolverato tutte le mie arti di playboy, che da molto non utilizzavo a questo fine “: così parlava delle trattative col presidente della Finlandia, Tarja Halonen. In merito a questo Berlusconi ha fatto capire che la Halonen, come donna, non lo attraeva, ma è stato costretto a “sopportare”.
I giornali e i politici finlandesi hanno preteso le scuse del premier italiano, e li hanno sostenuti politici della stessa Italia. Tuttavia nessuno ha atteso fino all’arrivo delle scuse e il portavoce di Berlusconi si è limitato a far notare che non si poteva parlare di alcuno scandalo diplomatico. “Ha semplicemente detto un paio di parole scherzose, che di solito si dicono durante qualche avvenimento festoso”, ha rilevato l’addetto-stampa.
Fuori luogo
D’altra parte, Berlusconi non è del tutto considerato il vero corifeo della sconvenienza. Tale viene considerato il marito della regina Elisabetta II, il principe Filippo, duca di Edimburgo. Al contrario di Berlusconi, il quale dice qualcosa di offensivo o inappropriato di tanto in tanto, il principe Filippo dice idiozie quasi ad ogni sua comparsa pubblica. “Per i diplomatici britannici, le visite ufficiali all’estero del Principe sono un vero e proprio incubo. Mai si sa dove e cosa questi possa dire. Ma una cosa è certa: da qualche parte dirà qualcosa”, riferisce un giornalista britannico Allister McNeil. “D’altro canto, queste visite per i giornalisti sono sempre una vera festa ”.
Sfortunatamente per i diplomatici britannici, ma per la grande gioia di tutti gli altri, il duca di Edimburgo deve viaggiare e parlare in pubblico spesso. Insieme alla regina e ai principali membri della famiglia reale, il principe Filippo è una sorta di ambasciatore britannico nel mondo. Viaggia molto, anche nella stessa Gran Bretagna. Considerate le opinioni del principe (non ama gli orfani, i poveri e neanche le minoranze di qualsiasi tipo) questi viaggi si concludono sempre con uno scandalo.
In ogni suo viaggio all’estero, il principe paternamente avverte i sudditi della moglie dei pericoli che li minacciano. “Sicuramente lei è arrivato qui da poco”, ha detto ad un turista britannico in Ungheria, “non ha ancora la pancetta”. A Papua Nuova Guinea, il principe si è rivolto ad uno degli studenti britannici che era andato al suo incontro con le seguenti parole: “Come avete fatto a non essere stati ancora mangiati?” Dopo il viaggio in Cina, ancora ricordano al Principe la frase che pronunciò durante l’incontro con gli studenti britannici di Hong Kong: “Mi raccomando, non rimanete qui troppo a lungo, altrimenti gli occhi vi diventano come quelli dei cinesi”. Alla domanda sull’impressione che il duca avesse avuto di Pechino, questi senza alcuna esitazione aveva risposto: “Una città terrificante!”. Durante la visita della regina Elisabetta II e sua in Canada, con evidente soddisfazione, il principe dichiarò a coloro che erano venuti ad accoglierli: “Non siamo venuti qui per riposarci. Possiamo inventarci altri modi, ben migliori, per goderci la vita”.
Ad ogni modo, tocca anche agli stessi Inglesi. Il principe Filippo ha visitato il paesino di Lockerville, dov’era precipitato il Boeing 747, attaccato da un gruppo di terroristi, e nel quale alcune decine di persone erano bruciate vive. Durante la visita, il principe notò con compassione: “In caso di incendio, il danno maggiore è causata dall’acqua. Per esempio anche noi non siamo ancora riusciti a fare asciugare completamente il palazzo di Windsor” (L’incidente del Boeing 747 avvenne dopo l’incendio che colpì la residenza prediletta del principe, il castello di Windsor). Durante l’inaugurazione dell’assemblea nazionale del Galles, il principe Filippo ha tentato di iniziare un discorso con un signore in piedi non lontano, che si rivelò il rappresentante dell’Associazione Britannica dei Sordomuti. “Lei è sordo?” ripeté il principe e, indicando l’orchestra che suonava accanto, aggiunse: “Certo, stando vicino a loro non ci vuole tanto per diventar sordi”.
L’Associazione Britannica dei Sordomuti, dichiaratasi “scioccata e offesa” da quell’osservazione, ha richiesto al principe scuse ufficiali, senza mai riceverle. Tuttavia, scuse ufficiali da parte del principe le hanno ricevute gli avvocati inglesi dei diritti dell’uomo per il commento, secondo loro “razzista”, fatto durante la visita alla fabbrica di una azienda che opera nel campo dell’alta tecnologia. Davanti agli occhi del principe capitò un panello di distribuzione che naturalmente si distingueva tra i prodotti ad alta tecnologia dell’azienda. “Pare fatto dagli indiani!” Notò il principe.
Dopo l’ondata di critiche ricevuta, Buckingham Palace ha rilasciato una dichiarazione ufficiale: “Il Duca di Edimburgo si scusa profondamente per qualunque offesa, che possa essere stata causata dalle dichiarazioni riportate. Guardandosi indietro, egli ora riconosce che le parole, pensate come battute di poco conto, erano inaccettabili.” Ad ogni modo, queste scuse sono state considerate sincere da ben pochi. Definiscono il principe Filippo uno xenofobo convinto, il che è da lui stesso confermato con piacere.
“Lei sembra una donna, non è vero?” Espresse in segno di gratitudine il principe ad un’anziana kenyota che gli stava porgendo un qualche regalo. “Tamil? Tigre forse?”- Disse sorridendo ad uno dei monaci, durante una visita ad un monastero buddista in India.
Il primato del duca di Edimburgo, per quanto riguarda dichiarazioni scorrette e offensive, apparentemente non lascia dubbi a nessuno. In occasione del novantesimo compleanno del principe, due giornalisti hanno raccolto e pubblicato un libro delle sue dichiarazioni. Le copie sono andate a ruba.
Tuttavia c’è chi difende sia il principe di Edimburgo che Berlusconi. Secondo loro, ciò che attualmente è considerato come mancanza di tatto tra qualche anno entrerà a far parte dei migliori aforismi, e i loro autori verranno considerati maestri della stessa grandezza di, ad esempio, Churchill e Reagan. “In fin dei conti, a suo tempo, non a tutti è piaciuto quello che ha riferito Sir Winston sul proprio successore Attlee, primo ministro della Gran Bretagna”, dice lo storico britannico John Holls. “Ricordate, quando gli chiesero perché non potesse comportarsi un po’ “più modestamente”, portando Attlee come esempio, Churchill rispose: “Attlee è totalmente predisposto alla modestia”.
L’apice dell’arguzia di Ronald Reagan divennero quelle frasi, che al tempo si consideravano di pessimo gusto. Una di queste riguarda il periodo durante il quale Reagan si stava solo preparando per diventare governatore della California. Quando un giornalista gli domandò che tipo di governatore sarebbe stato, l’ex attore Reagan rispose: “Non lo so, non ho mai interpretato il ruolo di governatore.” Già presidente, commentando il gigantesco deficit nel budget dello Stato, Ronald Reagan riconobbe che il deficit “non lo preoccupa affatto”. “Esso (il deficit – Vlast’) è già abbastanza grande per preoccuparsi da sé”.
[Articolo originale "Злословный рефлекс " di Aleksandr Iziumov ]




















