Un appello per finanziamenti “trasparenti”

[Science]

La rabbia sull’intromissione della politica nei fondi per la ricerca sulle cellule staminali in Italia è sfociata in un’ampia protesta contro il favoritismo e la mancanza di “peer-review” [letteralmente "revisione alla pari", ossia l'analisi condotta da alcuni scienziati sul lavoro di altri scienziati, NdT] per quanto riguarda la decisione di chi debba ricevere i fondi nazionali per la scienza. I ricercatori di ambiti che spaziano dall’astrofisica all’oncologia hanno sottoscritto una petizione, redatta da scienziati italiani e pubblicata a marzo su un giornale nazionale, che chiede al governo di autorizzare una nuova agenzia per assegnare i fondi alla ricerca in modo indipendente e trasparente. “In Italia solo una piccola porzione dei fondi per la ricerca scientifica è assegnata in base ad un processo di “peer-review” (…) E’ tempo che un sistema di valutazione che assicura il successo della scienza sia tradotto in leggi e regolamenti” dichiara la petizione.

Un nuovo appello dagli autori della petizione è apparso sullo stesso giornale l’11 maggio; nelle scorse settimane, più di 1500 ricercatori italiani hanno firmato l’appello, che è stato indirizzato al presidente italiano, Giorgio Napolitano. Egli ha pubblicamente sostenuto la loro richiesta, ma dispone di poca influenza per farla avanzare in parlamento. La petizione potrebbe anche incontrare un muro, dato che il recentemente eletto capo del governo Silvio Berlusconi ha menzionato a malapena la scienza durante la sua campagna elettorale.

Lo scalpore è nato l’anno scorso quando alcuni importanti scienziati si erano indignati del venire a sapere che i 3 milioni di euro per la ricerca sulle cellule staminali previsti nel budget della Finanziaria 2007 erano già stati assegnati; una lista non ufficiale dei beneficiari trapelò nella comunità scientifica, sebbene dovesse ancora essere pubblicata dall’Istituto per la Ricerca italiano, che supervisiona i fondi. (Science, 30 Novembre 2007, pag. 1359). “Non abbiamo mai visto un bando di concorso o nessun altro annuncio pubblico e ufficiale sull’iniziativa e su come sarebbe stata gestita” dice il ricercatore sulle cellule staminali Paolo Bianco dell’Università di Roma “La Sapienza.”

Negando che i fondi per le cellule staminali fossero già stati assegnati, il ministro italiano per la salute, Livia Turco, ha promesso che i fondi non sarebbero stati destinati senza una gara pubblica e “peer-review”. Ma nessun bando di concorso è stato annunciato.

In Italia la delusione per la distribuzione dei fondi per la ricerca si estende oltre l’ambito delle cellule staminali. Due settimane fa, l’economista dell’Università di Bologna Andrea Ichino ha scritto l’editoriale sul quotidiano Il Sole 24 Ore affermando che il suo campo di ricerca pubblica di statistica ed economia ha sofferto di una simile mancanza di trasparenza. Lavori e fondi, ha lamentato, vengono assegnati la maggior parte delle volte senza “peer-review”.

Alcuni scienziati hanno ora la preoccupazione che una nuova legge che centralizzi la distribuzione dei fondi alle università, di cui si prevede l’entrata in vigore per quest’anno, possa accrescere ulteriormente il favoritismo e l’influenza dei politici. “Temo che questo sia il modo in cui la ricerca sarà amministrata d’ora in poi” afferma il ricercatore sulle cellule staminali Ranieri Cancedda dell’Università di Genova.

Parte del timore relativo alla nuova legge consiste nel fatto che Fabio Mussi, il Ministro per l’università e la ricerca, non ha ancora stabilito regole che organizzino gli stanziamenti ed i concorsi pubblici per il cosiddetto fondo FIRST, pari a 300 milioni di euro per il 2008 e 360 milioni di euro per il 2009. Un documento on-line attribuito al Ministro della ricerca preoccupa ulteriormente alcuni ricercatori. Vi si legge che il 70% del fondo appena creato sarà utilizzato per la ricerca strategica su argomenti decisi da funzionari del governo invece che per i progetti proposti dagli scienziati e scelti sulla base della “peer-review”.

Ma Francesco Beltrame, capo di una delle commissioni scientifiche del Ministero della Ricerca, dice a Science che il documento on-line non rispecchia il modo in cui il ministro prevede di distribuire il fondo FIRST, il quale, continua, verrà distribuito sulla base sia di concorsi pubblici sia di una “negoziazione” tra il governo e le istituzioni di ricerca. Mentre l’Italia attende di vedere come Berlusconi rimescoli i Ministri del suo governo, gli scienziati del paese sostengono che continueranno a pretendere maggiore trasparenza su come viene assegnato il denaro per la ricerca. “Ogni volta che fondi pubblici per la ricerca scientifica vengono assegnati dal governo regionale o nazionale senza un processo di ‘peer-review’ formale e regolamentato”, dice Elena Cattaneo dell’Università di Milano, la fiducia nel sistema viene “minata”.

[Articolo originale di Laura Margottini]

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