[Le Figaro]
“A ciascuno le sue responsabilità”, ha dichiarato lunedì il cardinale Bertone, arcivescovo di Genova fino al 2006.
Una persona vicina al cardinale Bertone è sospettata di avere accettato delle tangenti per l’attribuzione di appalti pubblici a Genova. L’arciprete non nasconde la sua «amarezza».
Il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Benedetto XVI, è mbarazzato a causa di un affare di corruzione nel quale è direttamente implicato una delle pesone a lui più vicine, Giuseppe Profiti, il direttore dell’ospedale pediatrico del Vaticano, che egli ha nominato a gennaio.
Questo Calabrese di 46 anni è stato messo agli arresti domiciliari. E’ accusato di avere preso delle tangenti per l’attribuzione di appalti pubblici per le cantine di Genova.
A quei tempi era responsabile delle finanze della Liguria. Il cardinale Bertone, arcivescovo della città tra il 2002 e il 2006, l’aveva nominato vicedirettore dell’ospedale della diocesi. Altre Quattro persone sono state arrestate, due consiglieri municipali di Genova, il portavoce del sindaco e Roberto Alessio, un contatto del segretario di Stato del Papa, imprenditore a Vercelli (Piemonte), la regione di origine e la prima diocesi che occupò il Cardinale nel 1991.
Il nome del cardinale Bertone, così come quello del suo successore all’arcivescovado di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, sarebbero apparsi nelle intercettazioni telefoniche consegnate per l’inchiesta. Gli accusati si vantano della loro amicizia con i due prelati e Roberto Alessio avrebbe potuto beneficiare della raccomandazione del cardinale Bertone presso Profiti.
Appalti truccati
“A ognuno le sue responsabilità” ha dichiarato lunedi’ il numero due del Vaticano, al rientro dall’Ucraina. Non nasconde il suo “risentimento” di essere citato in questo affare, ma si rimette al giudizio popolare: “ So che posso contare sulla stima e l’affetto dei Genovesi che mi conosco e sanno quello che ho fatto(…)per il bene della città”
Questo imbroglio giudiziario non riguarda le finanze del Vaticano come quello dell’eclatante scandalo del crack del Banco Ambrosiano che costò centinaia di milioni di dollari alla Chiesa Cattolica negli anni ‘80. Ma tocca da vicino il cardinale segretario di Stato e imbarazza la Santa Sede.
Giuseppe Profiti, di cui il nome circolava già nell’affare degli appalti pubblici truccati di Genova, ha fatto parte delle personalità che hanno accolto Benedetto XVI durante il suo viaggio in Liguria il 18 maggio. I due uomini ebbero allora un breve faccia a faccia prima che il Santo Padre gli desse un abbraccio.
Venerdì scorso, la Santa Sede ha pubblicato un comunicato eccezionale, sottolineando “la sua totale solidarietà” con Giuseppe Profiti e assicurando gli inquirenti della sua “piena collaborazione”. Fino ad oggi, l’ufficio del direttore dell’ospedale pediatrico che, in quanto proprietà del Vaticano, si trova in zona extra-territoriale, non è stato perquisito.
Il cardinale Julian Herranz, presidente della commissione disciplinare della Curia romana, ha messo in guardia i media che vorrebbero “esporre in pubblico dei nomi eclatanti”. Questi affari “troppo numerosi in Italia” hanno “a volte delle motivazioni politiche o economiche” ha ricordato, e il cardinale Bertone è una personalità ineccepibile nella vita politica della penisola.























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