Scienza, dogmi e stato

[Nature]

Sommario – In questo articolo, Elena Cattaneo sostiene che la distorsione della scienza delle cellule staminali portata avanti in Italia da gruppi politici e religiosi stia danneggiando le leggi nazionali, i finanziamenti e il valore percepito della ricerca biomedica.

Il primo aprile 2004, Elizabeth Blackburn, del gruppo che ha scoperto l’enzima telomerasi, pubblicò un articolo sul New England Journal of Medicine intitolato “La bioetica e la distorsione politica della biomedicina”. In esso, la ricercatrice raccontava la sua esperienza al Consiglio Presidenziale sulla Bioetica degli Stati Uniti durante la stesura del rapporto sul controllo della ricerca sulle cellule staminali, dal quale fu improvvisamente licenziata. La Blackburn riteneva di essere stata rimossa dall’incarico a causa del fatto che le sue opinioni basate su prove non fossero politicamente accettabili.

Purtroppo, casi simili sono diventati comuni in Italia negli ultimi 2 decenni, in particolare nel campo della ricerca sulle cellule staminali, come spiega l’autore Armando Massarenti nel suo libro Staminalia: Le Cellule Etiche e i Nemici Della Ricerca. Massarenti, filosofo scientifico che scrive per il quotidiano nazionale Il Sole 24 Ore, descrive le dispute politiche e bioetiche in corso in Italia, evidenziando le contraddizioni insite nel modo in cui viene portata avanti la ricerca su cellule staminali derivate da embrioni umani allo stadio iniziale (blastocisti) rispetto agli studi su cellule staminali derivate invece da tessuti adulti. Egli svela l’esistenza di una strategia volta a generare confusione tra gli aspetti scientifici, etici, religiosi e politici propri del lavoro sulle cellule staminali.

La ricerca sulle cellule staminali è avanzata velocemente dal primo isolamento di cellule staminali di un embrione umano da parte diJames Thomson nel 1998 fino alla più recente scoperta della riprogrammazione cellulare da parte di Shinya Yamanaka. Durante lo sviluppo in questo campo, i ricercatori hanno avuto animate discussioni sulla validità e riproducibilità dei risultati. Parallelamente è iniziato anche un dibattito sulla moralità della sperimentazione su embrioni umani precoci o sui loro derivati staminali, in quanto alcune religioni o filosofie morali considerano gli embrioni umani composti da più di 100 cellule ontologicamente e simbolicamente equivalenti ad un essere umano.

La maggior parte dei Paesi ha evitato la distorsione dei risultati e le incertezze riguardanti la ricerca sulle cellule staminali per motivi politici. Invece in Italia, afferma il libro, una simile manipolazione è stata largamente diffusa. In particolare, alcuni membri delle alte gerarchie della Chiesa Cattolica insistono ancora nel ritenere che la ricerca sulle cellule staminali non sia necessaria. Come descrive Staminalia, Yamanaka e i suoi colleghi avevano evidenziato il bisogno continuo di ricerca sulle cellule staminali embrionali in una lettera del 2007 alla rivista Cell Stem Cell a proposito della scoperta di cellule staminali pluripotenti ottenute da tessuti adulti; eppure i mezzi di comunicazione religiosi hanno riportato il contrario. Altre parti dell’ambiente religioso cattolico hanno scorrettamente affermato che i ricercatori che lavorano sulle cellule staminali in Italia stiano persino agendo fuorilegge. Io stessa sono stata dipinta dai media come una cattiva ricercatrice e insegnante e anche peggio, in seguito al mio impegno nell’organizzazione di un seminario aperto a tutti sulle cellule staminali embrionali.

Tali distorsioni hanno influenzato non poco la promulgazione della legge sulla fertilizzazione in vitro approvata dal Parlamento italiano nel 2004. Quest’ultima ha reso illegale derivare cellule staminali embrionali da blastocisti congelati in eccesso e lo stesso processo politico ha provocato un’opposizione più diffusa nei confronti della ricerca sulle cellule staminali. Con poche eccezioni, la maggior parte dei ricercatori biomedici italiani ha protestato contro tale legge in una successiva campagna referendaria. Si sono dichiarati decisamente contrari al cattivo uso delle informazioni scientifiche volto ad alimentare un dibattito etico controverso non privo di conseguenze per la libertà di ricerca, incluso il rischio di ridurre le possibilità di apprendere di più sulle cellule staminali derivate da embrioni precoci e sul loro potenziale di sviluppo. La protesta non ha impedito a influenti personalità e a partiti politici religiosi di proseguire la loro campagna. Nonostante un sondaggio dell’Eurobarometro del 2006 abbia mostrato che più del 60% degli italiani fosse a favore della ricerca sulle cellule staminali, il referendum non è riuscito ad abrogare la legge. Massarenti ci ricorda che i mezzi di comunicazione hanno avuto un ruolo molto importante nel trasmettere la visione distorta di una comunità scientifica divisa, come se i ricercatori discutessero problemi ideologici allo stesso modo in cui lo facevano le personalità politiche e religiose.

Un simile atteggiamento ha prevalso negli Stati Uniti durante la presidenza Bush, dove un decreto presidenziale ha proibito il finanziamento pubblico alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Ma si tratta solo di una copertura: permettendo infatti finanziamenti privati allo stesso tipo di ricerca, il governo può fingere di vietare qualcosa per poi continuare a trarne comunque vantaggio. In Italia e negli Stati Uniti, i politici stanno facendo sì che le idee religiose influenzino il governo dello stato e stanno contrastando la scienza senza spiegare agli stessi cittadini da cui sono stati eletti le conseguenze di tutto ciò.

Il libro giunge così al suo culmine. Coloro che si oppongono alla ricerca sulle cellule staminali embrionali in Italia e altrove non stanno semplicemente presentando le proprie idee etiche e religiose, chiedendo a coloro che le condividono di adottare un comportamento coerente. Queste persone stanno invece denigrando i risultati scientifici mettendo in evidenza i disaccordi e diffondendo informazioni false sulla presunta superiorità scientifica o terapeutica della ricerca che essi desiderano supportare. Questo approccio oggi viene applicato alla ricerca sulle cellule staminali, ma un domani potrebbe venir diretto ad un altro campo della scienza giudicato problematico per qualche ragione.

La disinformazione ha conseguenze sulle linee-guida politiche che sostengono la ricerca. Tuttavia, nei Paesi dove i finanziamenti sono distribuiti in base al sistema di “peer-review” [termine tecnico che indica una revisione paritaria, cioè una valutazione fatta da specialisti, N.d.T.], questi effetti dovrebbero essere controllabili.

La competizione fra le migliori idee non dipenderà dai punti di vista religiosi o politici di uno scienziato o sulla percezione del pubblico. Dove i conflitti d’interesse vanno a inquinare la gestione e i finanziamenti pubblici alla scienza, come accade in Italia, la disinformazione potrebbe incoraggiare e rafforzare l’interferenza della politica con effetti devastanti, che vanno ben oltre il danneggiamento della ricerca, che potrebbe altrimenti rafforzare il contributo culturale ed economico di un Paese ricco di creatività.

Dove manca una cultura peer-review, un Paese non riuscirà a trarre vantaggio da una competizione aperta fra le migliori idee. La negoziazione fra pubblica amministrazione e istituti di ricerca porterà ad una distribuzione dei fondi senza un sistema di valutazione trasparente. I comitati finanzieranno i propri membri e i finanziamenti finirebbero ogni anno per assegnare milioni di euro di denaro pubblico a istituti favoriti, secondo le preferenze dei ministri.

Un ambiente così clientelare sta a mio avviso intensificando la distorsione politica della ricerca biomedica e sta minando l’autonomia della scienza in Italia. Andrebbero analizzati a fondo i fattori che portano alla manipolazione e alla censura della scienza italiana, in particolare per la ricerca sulle cellule staminali e sulle biotecnologie vegetali. Ciò educherebbe la gente comune all’etica della scienza e aiuterebbe a prevenire simili situazioni in altri Paesi.

L’Italia ha scienziati eccellenti che ben comprendono il concetto base della peer-review. Ciò che manca è una gestione etica del bene pubblico. Come spiega Massarenti, molti ricercatori trovano difficile accettare che sia impossibile supportare e investire in modo efficace nella scienza se non vengono prima eliminati i conflitti d’interesse. Altri Paesi hanno invece riconosciuto questo punto. Nel 1986 la Spagna ha creato l’ANEP, un’agenzia nazionale per la valutazione e la previsione, incaricata di selezionare i migliori progetti per conto di ministri, regioni e persino istituzioni private. Spero che un simile meccanismo venga adottato in Italia per il finanziamento pubblico della ricerca biomedica. Il governo italiano si sta muovendo nella giusta direzione, tramite proposte avanzate da alcuni suoi membri sia passati sia odierni. Ma un sistema di peer-review affidabile richiede la rimozione di due cose: il conflitto di interesse e il sospetto che le decisioni possano essere influenzate da interessi personali.

La dimensione etica della scienza è il cuore di Staminalia. L’oggettività della scienza è stata apprezzata sin dai tempi di Galileo, sebbene per lungo tempo sia stata giudicata un’eresia. Eppure molti principi della coesistenza democratica sono fondati su questa stessa dimensione etica. La possibilità di criticare e rivedere i risultati scientifici è parte essenziale della scienza e della crescita morale e civile di una nazione. Coloro che attaccano questi valori e tentano di presentare la scienza e gli scienziati come una minaccia per l’umanità non fanno altro che esprimere intolleranza e disdegno per la stessa democrazia .

Elena Cattaneo è Professoressa presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Direttrice del Centro per la Ricerca sulle Cellule Staminali dell’Università di Milano, Milano, Italia.
LIBRO RECENSITO – Staminalia: Le Cellule Etiche e i Nemici Della Ricerca di Armando Massarenti ed. Guanda: 2008. 205pp €14.50 (in Italiano)

[Articolo originale "Science, dogmas and the state " di Elena Cattaneo]

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