Sotto le arcate

[The Economist]

Un manager dalla Mc Donald’s prende il controllo del patrimonio culturale italiano.

“Sono qui solo per aiutare” dichiara Mario Resca. “Sono qui per servire il Paese”. Il suo problema è che gli è stato chiesto di servire cultura. E, per 12 anni, ha servito panini. Da pochi giorni l’ex capo della Mc Donald’s in Italia ha ricevuto l’incarico di seguire 3.600 tra musei e siti archeologici italiani. La sua nomina da parte di Sandro Bondi, Ministro della cultura del Governo di Silvio Berlusconi, ha sorpreso e diviso i massimi esponenti della cultura italiana.

Alcuni hanno accolto favorevolmente l’idea di un manager esperto in un campo che chiedeva a gran voce una migliore gestione. Il più conosciuto critico d’arte italiano, Vittorio Sgarbi, ha definito la scelta di Resca “molto positiva”. Ma il Consiglio Nazionale dei beni culturali ha preso le distanze dalla riorganizzazione del settore che ha prodotto questa nomina. “Dirigere un’azienda importante o i musei italiani non è la stessa cosa” ammette sdegnato Salvatore Settis, presidente del Consiglio Nazionale.

Resca ha ammesso di non essere esperto di arte o archeologia, ma fa notare che anche in altre circostanze ha avuto poche conoscenze iniziali di altri business successivamente seguiti. “Il mio ruolo non è sfidare gli specialisti, ma dare valore aggiunto” ha detto. Ma farlo senza scontrarsi con gli esperti potrebbe già rivelarsi difficile, dato che le esigenze di valorizzazione e conservazione [delle risorse culturali] sono contrastanti.

Il patrimonio culturale italiano è gestito male. Alcuni musei sono posti poco accoglienti e con pochi mezzi. Il più famoso, la Galleria degli Uffizi a Firenze, è solo al 21esimo posto della classifica mondiale 2007, con appena 1,6 milioni di visitatori. E anche altre strutture molto note non sono mantenute in maniera ottimale. Le rovine di Pompei hanno richiamato 2,6 milioni di visitatori nel 2007, ma il sito è in condizioni tali da aver costretto il Governo a dichiarare lo stato di emergenza.

La parola più importante, enfatizzata dal nuovo corso di Resca è “valorizzazione” [in italiano nel testo, N.d.T.] o valore aggiunto. “Ciò che vorrei fare è valorizzare quello che abbiamo e migliorare l’accoglienza dei visitatori. Dobbiamo proteggere ciò che abbiamo, ma dobbiamo anche attrarre più gente” dice Resca.

L’uso di parole come “valorizzare” e la descrizione del patrimonio culturale italiano come un “asset” difficilmente riusciranno a conquistare il favore dei critici. Ma potrebbero apprezzare l’entusiasmo del nuovo manager per il lavoro di gruppo e la sua riluttanza a definire un programma prima di aver ricevuto l’incarico. “Mi piace prima ascoltare” dice Resca.

[Articolo originale "Underneath the arches"]

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4 commenti per Sotto le arcate

  • Francesco Pellegrino

    Questo è il risultato di avere dei servi ignoranti come ministri

  • augusto

    @ Francesco
    il capo se li è scelti bene i suoi ‘prodi’….

  • gZ

    dal sito del Gruppo Mondadori, nel cui CdA siede Mario Resca:

    Presidente e Joint Venture Partner di McDonald’s Italia, Mario Resca ricopre anche le cariche di Presidente di Italia Zuccheri, Presidente di Confimprese, membro del Consiglio di Amministrazione dell’ENI, di Arfin S.p.A e di Finance Leasing S.p.A., membro dell’Advisory Bord of British Telecom Italia, Senior advisor di Oaktree Private Equity Fund e Presidente del Casinò Municipale di Campione d’Italia S.p.A.
    Nel 2002 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro.
    Nel corso della sua carriera professionale, Mario Resca è stato inoltre Commissario straordinario del gruppo Cirio-Del Monte; Presidente della Camera di Commercio Americana in Italia; Membro di Aspen Italia; Membro del Consiglio di Amministrazione di Lancôme-L’Oréal, Versace S.p.A, Rizzoli RCS, UPA; Presidente di Kenwood Electronics S.p.A.
    Nato a Ferrara il 21 dicembre 1945, Mario Resca inizia la sua carriera come giornalista economico presso Espansione (Mondadori-McGrow Hill), nel 1968, un anno prima di laurearsi in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano. Dopo la laurea passa alla Chase Manhattan Bank che stava aprendo la prima filiale in Italia. Lavora nelle sedi di Londra e New York e nel 1972 è Capo Ufficio Fidi a Roma. L’anno successivo viene nominato Second Vice President. Dal 1976 è partner di Egon Zehnder (leader mondiale nella ricerca di dirigenti di alto livello) per 15 anni, assumendo prima la responsabilità della filiale italiana e poi anche quelle di Merger & Acquisition Worldwilde.
    Nel 1995 diventa Presidente e Amministratore delegato di McDonald’s Italia con l’obiettivo di rilanciare e sviluppare il marchio nel Paese.

  • Marco58

    Una strategia tipo, ‘ogni dieci BigMac, uno sconto del 10% sul costo dei biglietti dei musei’? O come spesso avviene per gli amici degli amici, una inutile consulenza ben pagata?

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