[BN DeStem]
Un accampamento rom in Italia incendiato, Berlusconi che reagisce aspramente contro l’ondata di rom ‘criminali’. In più: ‘poveri’ bambini zingari che con una fisarmonica nei mesi estivi racimolano qualche soldo nelle città olandesi. I rom non sono più solo un problema dell’Europa dell’Est.
L’Unione Europea ha perciò tenuto questa settimana un vero e proprio vertice sui rom. Nuovamente soltanto parole: si deve costituire una piattaforma che promuova l’integrazione dei rom. Il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso intende in questa maniera migliorare nel giro di poco la situazione di milioni di zingari.
“Purchè non rimanga l’ennesimo gruppo di discussione”, dice Els de Groen, membro indipendente del Parlamento Europeo che da anni lotta per una migliore condizione dei rom e dei sinti, l’altra popolazione di zingari che in Olanda supera quella dei rom. “Si è nuovamente parlato moltissimo, ma adesso ci occorrono i fatti. Sento pochi che ne parlano. Ci vogliono accordi forti. È ora che ascoltiamo gli stessi rom. A Bruxelles parliamo molto di loro, ma molto poco con loro.”
Secondo Els de Groen il vertice è arrivato comunque con troppo ritardo. “La Commissione Europea ha lasciato per troppo tempo i rom al loro destino. Solo adesso che in Italia la situazione sta drasticamente degenerando entra in azione la commissione”, afferma De Groen.
Neanche Lalla Weiss (46), consulente del centro sinti e rom a Best, aveva grandi aspettative del vertice. “L’argomento è improvvisamente all’ordine del giorno perchè l’Europa teme che con l’ingresso nell’UE dei nuovi paesi molti sinti e rom si sposteranno verso l’ovest.”
Per molti anni ha seduto al Consiglio d’Europa, che ha il compito di vigilare sul rispetto dei diritti umani. Ma questa volta non si è nemmeno mossa per andare a Bruxelles. Anche lei afferma che in politica – anche in Olanda – si decide troppo su i rom e troppo poco insieme ai rom.
Negli anni scorsi l’Italia ha ricevuto 150.000 rom sul suo territorio e questo ha creato grosse tensioni. Dopo l’incendio del campo rom, un gruppo di italiani infuriati sospettava una rom del rapimento di un bambino – il governo di Berlusconi ha dichiarato lo stato di emergenza per i campi sia legali che illegali. I rom che si trovano illegalmente in Italia devono anche depositare le impronte digitali. Dice De Groen: “Quella è semplicemente una misura fascista. Meno male che Barroso si è espresso apertamente contrario in merito.”
I rom cercano fortuna anche in altri paesi dell’Europa occidentale, adesso dall’ammissione di Romania e Bulgaria all’Unione Europea nel 2007 sono aumentate le possibilità di spostamento. Una simile migrazione di massa era prevedibile. È vero che l’Unione Europea sostiene programmi per il miglioramento delle condizioni e le prospettive di vita dei rom nei loro paesi di “origine”. Ma secondo De Groen manca un controllo adeguato. Si tratta di decine di milioni ogni anno, dei quali la gran parte non arriva mai al gruppo cui sono destinati. “Tante organizzazioni si sono arricchite, anche alcune rom.”
Le condizioni di vita dei rom nei paesi dell’Europa dell’est sono semplicemente pietose. Sotto i regimi comunisti la maggior parte aveva un lavoro, ma la dura realtà del capitalismo li ha colpiti per primi. Praticamente esclusi da assistenza medica, scuola, lavoro e aiuto economico, si concentrano per necessità in quartieri dove la sanità non sempre è la norma.
In alcune comunità rom in Europa sudorientale la disoccupazione è del 100 percento. In Bulgaria, Ungheria e Romania solo tra il 10 e 35 percento dei giovani rom frequentano la scuola media. In genere possono solo accedere a instruzione speciale. Solo 1 percento dei rom in quei paesi ha frequentato la scuola superiore. In romania vivono 7 su 10 zingari al disotto del minimo di povertà.
De Groen si aspettava ben poco dal Vertice Europeo. “I Paesi importanti non mandano memmeno i loro ministri. È già stato scritto tutto sui rom, i problemi si conoscono. È ora di agire.”
De Groen indica un programma di azione dell’Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa, con 149 punti di azione. “Questi possiamo realizzarli subito, ma anche in questo vertice non sono state prese decisioni in merito”, afferma.
Punti importanti in quel programma di azione stabiliscono che i paesi di origine dei rom devono essere coinvolti nel miglioramento delle loro condizioni e che si deve controllare bene dove finiscono i soldi. Ciò che finora è mancato, è una larga impostazione istituzionale a Bruxelles. “I rom sono di competenza degli affari sociali, ma anche la giustizia e l’istruzione devono occuparsene. Ci dovrebbe essere un settore a parte che si occupa dell’argomento.”
Anche Weiss e’ d’accordo. “Io vorrei istituire un relatore, non all’UE ma all’ONU. Lasciamo che un funzionario scriva tutto ciò che succede. Intanto in Europa dobbiamo riflettere che i rom e sinti sono il popolo più discriminato nell’UE. In molti paesi si fa proprio la caccia ad alcuni di noi”, dice Weiss, lei stessa una sinti.
Weiss è irrequita sul clima politico in Europa. “Sepre più cittadini sono scontenti e allora si cerca un capro espiatorio. Sinti e rom potrebbero certamente diventarlo, vista la loro situazione.”
Secondo lei anche l’immagine nei media non contribuisce a una migliore posizione dei rom e sinti.
“Tutti quei racconti su famiglie che arrivano qui dall’Est-Europa e che con la musica e l’elemosina cercano di guadagnare soldi… Naturalmente non va bene, ma la gente dimentica che vengono da paesi dove perfino la popolazione normale non può permettersi molto. Loro stessi vengono fortemente discriminati. Se è possibile riescono a venire ad ovest un paio di mesi all’anno, fanno di tutto per riuscirci. Ma nessuno qui si mette nei loro panni, si dice solo: ‘Poverini quei bambini’.”
Andrà mai a finire bene per i rom in Europa? De Groen: “Vedo che tra i rom la volontà di azione aumenta. Io prendo come riferimento la situazione della popolazione nera in America. Cinquant’anni fa erano ancora emarginati, ora forse arriva un presidente di colore.”
[Articolo originale "Vluchten kan niet meer" di Niek Opten e Joep Trommelen]




















