MILANO – Se cammini per Roma, e riesci a sopravvivere ai motorini e ai tassisti, infuriati con i turisti che vorrebbero attraversare la strada, capisci subito per quale motivo i romani sostengono di vivere nel posto più bello del mondo. La città é un’incredibile concentrazione di storia, arte e charme – ogni angolo potrebbe riempirti gli occhi, la macchina fotografica e confermare l’idea romantica, tipicamente americana, che hai di Roma.

É Milano la vera capitale d’Italia?

["nytimes.com" non trovato]

MILANO – Se cammini per Roma, e riesci a sopravvivere ai motorini e ai tassisti, infuriati con i turisti che vorrebbero attraversare la strada, capisci subito per quale motivo i romani sostengono di vivere nel posto più bello del mondo. La città é un’incredibile concentrazione di storia, arte e charme – ogni angolo potrebbe riempirti gli occhi, la macchina fotografica e confermare l’idea romantica, tipicamente americana, che hai di Roma.

Ma Roma, nonostante tutto, é diventata un posto tetro in questi ultimi tempi. L’economia é stagnante, la corruzione é dilagante e nessuno sembra rendersi conto o addirittura preoccuparsi di trovare un modo per sistemare le cose.

Al contrario, se cammini per Milano, e sopravvivi agli autisti degli autobus che imprecano contro i pedoni che attraversano la strada senza guardare i semafori, chinati sui propri smartphone, capisci subito per quale motivo i milanesi pensano che la loro città sia il vero faro d’Italia. É diventata, negli ultimi anni, una calamita irresistibile per giovani provenienti da tutto il mondo, che si riversano qui per lavorare nel mondo del design, dei media, della moda e del cibo.

Puoi sentire accenti provenienti da ogni parte del paese e vedere ogni tipo di faccia, dalle ragazze sarde, asciutte e brune, ai ragazzi alti e biondi dell’Alto Adige. Ecco il motivo per cui Milano oggi é felice.

Le città rivali sono un luogo comune: New York e Los Angeles, Rio de Janeiro e  São Paulo, Pechino e Shanghai, Tel Aviv e Gerusalemme, Madrid e Barcellona. In Italia sono Roma e Milano. Ma la partita non é mai stata così impari.

Roma si trova in una pessima  situazione. É passata di scandalo in scandalo, alcuni dei quali davvero imbarazzanti. Lo scorso anno una grande inchiesta chiamata Mafia Capitale ha rivelato la profonda relazione esistente tra crimine organizzato e politica. Come conseguenza, il sindaco di Roma, Ignazio Marino – non un complice, ma più uno sfortunato “passante” – si é dimesso ad ottobre.

Poi le cose sono peggiorate. La città é stata invasa non solo da una corruzione diffusa, ma anche da una quotidiana inefficienza. Francesco Paolo Tronca, che ha preso il posto di Marino, ha scoperto che il comune possiede più di 28.000 beni immobili, sui quali gli affitti non pagati ammontano a 400 milioni di dollari. Apparentemente, l’85% degli inquilini non vuole sborsare i soldi, o addirittura non deve. Oppure si spendono 36$ al mese per una villa con vista sul Colosseo – o 5,50$ per un appartamento su Campo de’ Fiori. Si, davvero.

Milano, d’altro canto, si trova in una situazione entusiasmante. L’Expo dell’anno scorso, con 21 milioni di visitatori, sette dei quali provenienti dall’estero, é stato un successo inaspettato. Il Salone del Mobile, la fiera annuale del settore arredamento, é ora il punto di riferimento per l’industria dell’arredamento e del design, il più grande al mondo di questo genere. Questo mese ha attratto 400.000 visitatori – 70% dei quali stranieri – e ha trasformato la città in un’altra festa in movimento della durata di una settimana.

I grattacieli stanno crescendo in tutta la città e trasformando lo skyline. Moda, arte, design, pubblicità, editoria – Milano é il posto dove andare per tutti questi settori, così come, sempre di più, per l’industria manifatturiera e la finanza. Roma sta a galla grazie alla politica, alla televisione pubblica e al cinema.

Il paragone diventa ancora più duro se si parla del settore pubblico: gli ospedali, lo smaltimento dei rifiuti, i trasporti e le infrastrutture. Circa il 40% delle strade di Roma hanno crepe e buche enormi; ci sono diversi blog e pagine Facebook che si occupano delle “buche di Roma”. Milano, invece, gestisce bene tutte queste cose .

Ad inasprire le differenze, l’indifferenza di Roma. Un editorialista ha scritto sul Corriere della Sera settimana scorsa: “I romani credono di sapere tutto. Guardano il mondo cinicamente, dall’alto di quella che chiamano la Città Eterna.” Forse é una visione un po’ dura, ma c’è della verità in tutto ciò. La città é talmente bella che i suoi residenti  credono che la sola bellezza sia abbastanza. Quando si rendono conto che la vita urbana moderna ha bisogno di qualcosa in più – un servizio pubblico efficiente e dei dirigenti onesti, per esempio – dicono di voler cambiare le cose. Ma il cambiamento fa paura. E Roma, bella e seducente, sussurra: “Perché ti preoccupi? Non farlo!”

A giugno, entrambe le città dovranno scegliere un nuovo sindaco. A Milano la situazione é chiara. Due ex manager, Beppe Sala e Stefano Parisi, rappresentano la sinistra e la destra. Entrambi vengono considerati competenti (Sala é stato a capo di Expo). In qualsiasi caso, Milano starà bene.

Roma é nel caos. La sinistra sta schierando un candidato debole e la destra ne ha tre o quattro. Tutto potrebbe essere deciso da Silvio Berlusconi, che controlla ancora il centro-destra e il mese scorso ha scartato una candidata donna, Giorgia Meloni, perché incinta. Virginia Raggi, la giovane candidata del populista Movimento Cinque Stelle, potrebbe finire per essere la vincitrice e prendere la carica di sindaco al Campidoglio.

Una cosa é vera per entrambe le città: chiunque vinca dovrà rimboccarsi le maniche. Roma deve imparare a combinare il suo magnifico patrimonio con standard di vita più elevati. La dolce vita deve incontrare la vita pratica a metà strada. Non puoi goderti il Colosseo se perdi un’ora ad aspettare un autobus che non arriva mai.

Negli ultimi cento anni, molti dei cambiamenti cruciali in Italia – nel bene e nel male – sono iniziati a Milano: il socialismo, la febbre della Grande Guerra, il Fascismo, la Resistenza contro il Fascismo, il boom economico degli anni ’60, i disordini politici degli anni ’70, Mani Pulite – la campagna anti-corruzione, il partito populista Lega Nord. E ora, questo rinascimento giovane, vitale e pieno di colore.

La sfida di Milano é di diffondere il suo attuale successo nel resto del paese. Di mostrare che c’è uno spirito imprenditoriale in Italia, e che i giovani che si riversano a Milano per trovarlo potrebbero convincersi e stare a casa loro, se vi trovassero le stesse opportunità. Di dare una possibilità a questi nuovi italiani che farciscono le pizze in queste sere di primavera. Se ne prenderanno cura loro.

 

[Articolo originale "Is Milan the Real Capital of Italy?" di Beppe Severgnini]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Denise BosottiGran Bretagna Denise Bosotti
Laureata in scienze linguistiche per le relazioni internazionali, leggere la stampa estera fa parte della mia quotidianità. La mia più grande passione è il mondo, capire le sue logiche. E' per questo che ho deciso di continuare i miei studi in scienze politiche. Le lingue straniere sono però il mio primo amore e tradurre è il modo che ho di coniugare le mie due passioni.
Revisione di:
Gaia Restivo