«Fondare un gruppo di un livello simile a quello di Axel Springer in Germania o di News Corporation [di Rupert Mardoch, ndr] negli Stati Uniti». E’ con questo obiettivo che John Elkann, presidente di Fiat Chrysler Automobili (FCA), ha annunciato mercoledì una rivoluzione nella stampa italiana.

«La Stampa» e «La Repubblica»: matrimonio all’italiana

Libération

«Fondare un gruppo di un livello simile a quello di Axel Springer in Germania o di News Corporation [di Rupert Mardoch, ndr] negli Stati Uniti». E’ con questo obiettivo che John Elkann, presidente di Fiat Chrysler Automobili (FCA), ha annunciato mercoledì una rivoluzione nella stampa italiana. L’evento: il matrimonio storico tra La Repubblica (giornale progressista fondato nel 1976 da Eugenio Scalfari) e La Stampa (nata nel 1867 e rilevata negli anni 20 dalla famiglia Agnelli)

L’operazione sarà effettuata attraverso la fusione tra il gruppo Espresso, proprietà della famiglia De Benedetti che controlla La Repubblica, e Itedi, proprietà di FCA per il 77%. L’intenzione: fondare «uno dei principali gruppi europei dell’informazione quotidiana e digitale». Con un fatturato combinato di circa 750 milioni di euro, la nuova società controllerà circa il 20% delle parti di mercato.

Dalle due parti si assicura che La Repubblica e La Stampa manterranno le loro rispettive linee editoriali. «Per quanto tempo?» si chiedono numerosi redattori i quali temono che alla fine La Stampa sarà inglobata dal suo concorrente romano. Infatti, la famiglia De Benedetti disporrà di circa il 43% del capitale della nuova società contro il 16% di FCA. Timori tanto più motivati in quanto l’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, non ha mai nascosto la sua intenzione di concentrare le attività del gruppo nel settore automobilistico. «E’ la famiglia Agnelli che vuole mantenere questo legame storico», afferma un conoscitore del dossier.

Ad ogni modo, la fusione con La Repubblica dovrebbe provocare altre scosse nella stampa italiana. Perché John Elkann ha anche annunciato il suo divorzio da RCS, gruppo che controlla tra le altre testate, il Corriere della Sera, primo quotidiano italiano, e La Gazzetta dello Sport. Azionista principale con il 16,7%, FCA aveva da lungo tempo lanciato l’ipotesi di un avvicinamento tra La Stampa e il Corriere della Sera, per fondare il grande quotidiano del Nord Italia. Ma gli altri azionisti si erano opposti.

Alla fine, John Elkann si è rivolto a Carlo De Benedetti e ha dato il suo addio a Milano, ricordando che «nel corso di oltre quarant’anni, l’impegno di Fiat ha permesso di salvare il gruppo editoriale in tre diverse occasioni». Dato che il gruppo è affondato nei debiti, non ci sarà dunque il quarto salvataggio da parte della famiglia Agnelli. La battaglia per il controllo del Corriere della Sera è appena cominciata.

 

[Articolo originale "«La Stampa» et «La Repubblica», mariage à l’italienne" di Eric Jozsef]

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Traduzione di:
Roberto SimoneItalia Roberto Simone
Sono laureato in fisica, quindi mi sono riciclato come programmatore ed oggi faccio il consulente informatico a Milano. Ma sono e resto salentino. Credo che compito dell'Informazione sia controllare il potere in tutte le sue forme e non vezzeggiarlo. E credo che senza Informazione non ci sia Democrazia. Traduco dal francese
Revisione di:
Gaia Restivo