Il movimento di estrema destra che più sta crescendo in Europa sostiene la chiusura delle frontiere e la deportazione degli immigrati dall’Italia. Evoca le idee di Mussolini e ha tra le sue file giovani tra i 16 e i 30 anni

Fascismo del “terzo millennio”

El Mundo

Il movimento di estrema destra che più sta crescendo in Europa sostiene la chiusura delle frontiere e la deportazione degli immigrati dall’Italia. Evoca le idee di Mussolini e ha tra le sue file giovani tra i 16 e i 30 anni

Tutti i negozi di via Napoleone III, a Roma, sono gestiti da cinesi, e la maggior parte dei passanti sono stranieri. E proprio in questa strada ha sede CasaPound, gruppo fascista italiano che sostiene la chiusura delle frontiere e il ritorno degli immigrati ai loro paesi di origine.

CasaPound ha un centinaio di sedi in tutta Italia, di cui ben venticinque aperte nell’ultimo anno. Alcune in località con una forte concentrazione di immigrati, come Udine e Gorizia, vicino al confine con la Slovenia. È il movimento europeo di estrema destra che si diffonde con maggior rapidità.

La sede di CasaPound a Roma è un gigante di sei piani che i militanti hanno occupato nel 2003, e di cui da allora si sono appropriati. Sulla facciata campeggia una bandiera con il loro logo. Sul citofono c’è un solo campanello, quindi non ci si può sbagliare. Prima di aprire la porta, un giovane sporge la testa da una finestra del primo piano per vedere chi è. Il vicepresidente di CasaPound, Simone Di Stefano, accoglie EL MUNDO in una sala conferenze piena di manifesti rivoluzionari e garantisce che si tratta di  “fascisti del terzo millennio”. In altre parole, difendono le idee di Mussolini, pur riconoscendo che nel passato sono stati commessi degli “errori”.

“La presenza o meno di immigrati non è un fattore determinante per l’apertura di una sede in una certa località”, afferma Di Stefano. Ciò che  sposta gli equilibri è la domanda dei giovani: “Per loro, noi siamo l’unica speranza”, assicura convinto. Effettivamente, questa è la forza di CasaPound, secondo il sociologo Emanuele Toscano, che assieme al ricercatore Daniele Di Nunzio ha pubblicato nel 2011 il libro Dentro e fuori CasaPound, dopo avere seguito i militanti per un anno e mezzo. Ciò significa che gli affiliati non sono quattro vecchi nostalgici, ma ragazzi tra i 16 e i 30 anni che a malapena hanno visto un ritratto di Mussolini.

“La musica gioca un ruolo cruciale”, sostiene Toscano. “CasaPound ha una band, ZetaZeroAlfa, e usa codici culturali e musica simili a quelli della sinistra”, prosegue il sociologo. “Molti giovani vanno ai loro concerti non perché sono fascisti, ma semplicemente perché amano l’atmosfera”, aggiunge.

I testi delle canzoni degli ZetaZeroAlfa potrebbero piacere a chiunque. Ad esempio, il ritornello della loro celebre Disperato Amore dice: “Ti senti solo su questa strada, ma non c’è notte senza mattino perché combattere è un destino!”. O la loro canzone Kriptonite, con un ritmo accattivante che farebbe ballare il più apatico, così descrive la propaganda politica: “Siamo quelli che trovavano demente la tua continua propaganda del cazzo”. Insomma, sono canzoni di protesta che potrebbero piacere a qualsiasi anticonformista.

Ma CasaPound va ben oltre. È una rete: ha pub, palestre, un club motociclistico, un gruppo di protezione civile, un’emittente radio, e persino una ONG che lavorava per una minoranza in Birmania. “I giovani cominciano a servire birre nel pub, poi vanno in radio… A poco a poco vengono coinvolti”, riassume Toscano. Così CasaPound ha costruito la sua rete. Ha occupato il vuoto lasciato dai vecchi centri sociali. E ha rotto gli schemi. Ad esempio, con l’occupazione di case, che in genere viene associato a gruppi di sinistra. Però va detto che, le case occupate sono sempre state destinate a famiglie italiane. Nessuna straniera.

“In questo edificio vivono diciotto famiglie”, afferma il vice presidente di CasaPound riferendosi alla sede dell’associazione a Roma. “La metà sono le nostre famiglie e le altre sono persone che non avevano un posto dove vivere”, spiega. A quanto dice, sarebbero le stesse famiglie in difficoltà a rivolgersi a loro. “In Italia, per le persone, il fascismo non è un ostacolo come nel resto d’Europa. Qui tutti sanno che, per esempio, il sistema pensionistico è stato creato da Mussolini. C’è una buona concezione del fascismo, il quale è legato alla costruzione di opere pubbliche e allo stato sociale”, dichiara.

Si tratta di vedere le cose a modo loro. “Un fascismo à la carte“, come dice Toscano. “Prendo solo gli aspetti del fascismo che mi interessano, e gli altri, faccio come se non esistessero”. Un altro esempio: CasaPound non vuole un solo immigrato in Italia tranne i cinesi, ovvero i vicini di casa della loro sede romana. Il vicepresidente si giustifica così: “I cinesi non cercano di integrarsi. Mantengono la loro identità, sviluppano la loro economia e non si sentono cittadini di serie B”.

CasaPound si identifica oggi con il partito della Lega Nord, di Matteo Salvini, pur considerandolo troppo “moderato” per certi aspetti perché troppo vicino all’ “ideologia di centro-destra di Berlusconi”, secondo Di Stefano. Tuttavia, il gruppo fascista ha anche un proprio partito politico, Sovranità, che vanta dei rappresentanti in alcuni Comuni.

Il sociologo coautore di Dentro e fuori CasaPound ritiene che questo gruppo sia molto più pericoloso rispetto a gruppi di estrema destra più violenti. “Questi gruppi sono una minoranza. CasaPound è una macchia d’olio in espansione”, avverte. A suo parere, la soluzione non è di rendere illegale CasaPound, ma di creare alternative politiche che attraggano i giovani.

 

[Articolo originale "Fascismo del 'tercer milenio'" di MÒNICA BERNABÉ]

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Traduzione di:
Andrea CallegaroSpagna Andrea Callegaro
Laureato in filosofia, vivo e lavoro a Parigi. Condivido pienamente il progetto Italia dall'Estero, perchè credo che un punto di vista alternativo possa aiutarci a capire chi siamo.
Revisione di:
Amina IacuzioSilvia De Cagna