Il cinema di Ettore Scola rivisitava la storia della società italiana. Marc Lazar analizza le sue opere da un punto di vista politico.

Ettore Scola: una storia politica dell’Italia

Le Figaro

Il cinema di Ettore Scola rivisitava la storia della società italiana. Marc Lazar analizza le sue opere da un punto di vista politico.

“Ettore Scola era il regista più politico della commedia italiana” ha detto martedì sera a SKYTG24, Paolo Mereghetti, critico cinematografico del quotidiano “Corriere della Sera”…

Marc Lazar: Ettore Scola è uno dei più grandi cineasti politici italiani, insieme ad altri come ad esempio Bernardo Bertolucci. Le sue opere sono molto legate alla sinistra italiana, in particolare due dei suoi film: C’eravamo tanto amati (1974) e La Terrazza (1980), che raccontano il corso e i dilemmi della sinistra italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale. Scola evoca anche l’evoluzione della società italiana, che si ha sfidato la sinistra a cui egli apparteneva. Viaggio nel Fiat-Nam, film meno noto dei classici, racconta la storia di un giovane uomo originario della Campania, che va a Torino per lavorare in Fiat e si innamora di una studentessa dell’estrema sinistra.

Si è anche distinto per i documentari. Ha partecipato a un film collettivo alla morte di Enrico Berlinguer. L’addio a Berlinguer è un film molto toccante sui funerali del segretario generale del Partito Comunista Italiano, avvenuti nel 1984 e ai quali si dice abbia partecipato Gorbatchev, allora non ancora Segretario del Partito Comunista. Gorbatchev fu colpito nel vedere un tale fervore per la morte di un leader comunista. Scola ha anche partecipato ad un film collettivo sulle manifestazioni del G8 di Genova, represse violentemente nel 2001. Si è distinto per il suo anti-berlusconismo smettendo di fare commedie nel periodo in cui Berlusconi si trovava al potere. Infine si è battuto molto per il cinema italiano, minacciato dalla concorrenza del piccolo schermo.

 Scola era anche impegnato nella vita pubblica…

Era un uomo impegnato. Impegnato tra le file del Partito comunista italiano, il più potente partito comunista dell’Europa Occidentale, che è stato fonte di attrazione all’interno e all’esterno dei confini italiani, in Europa e negli Stati Uniti. Diventerà anche Ministro della Cultura di un governo fantasma formato nel 1989 da alcuni dirigenti comunisti italiani, poco prima della dissoluzione del PCI, avvenuta nel 1991. Lui stesso diceva di essere appassionato di politica. I suoi film riflettevano questo impegno e i dubbi ad esso legati.

Volevamo cambiare il mondo, ma è il mondo che ha cambiato noi”  C’eravamo tanto amati (1974)   

Quali sono i  film da ricordare?

Ricordo tre film. C’è prima di tutto  Una giornata particolare(1977) con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, film molto potente da un punto di vista politico e storico. La sua drammaturgia è teatrale, con un’unità tra tempi e luoghi. Il lungometraggio racconta  il giorno della visita di Hitler a Mussolini nel 1938 a Roma, quando un’ intero edificio, in particolare il marito della custode dell’immobile, insieme ai bambini vestiti con camicie nere, vanno a vedere la parata.

La moglie, Sophia Loren, resta a casa e incontra Marcello Mastroianni, che non apprezza perché sembra essere anti-fascista e omosessuale. Vivono una storia d’amore lunga un giorno. Il film mostra la penetrazione del totalitarismo nella società italiana: la visita di Hitler viene trasmessa agli altoparlanti e in radio. Questo film, non è un azzardo, è stato girato negli anni ’70, periodo in cui ci si interrogava molto sul rapporto tra gli italiani e il fascismo.  

Gli altri due film sono legati all’esperienza della sinistra italiana.  Ci eravamo tanto amati (1974) è una meravigliosa storia di tre uomini, tra cui Vittorio Gassman, e di una donna, che era nella resistenza con i partigiani, come si dice in Italia, e poi con i comunisti. Le strade dei protagonisti si divisero per ritrovarsi trent’anni più tardi. Attraverso la loro storia, Scola si interroga sui fallimenti e le illusioni della sinistra. Un dialogo, rimasto celebre riassume l’intento del film: “Volevamo cambiare il mondo, ma il mondo  ha cambiato noi.”

La terrazza (1980) è il suo secondo grande film sulla sinistra italiana. Il film racconta una serata romana su una meravigliosa terrazza  della sinistra italiana. Si tratta di una critica, a volte aspra e a volte tenera, alla sinistra romana, una “sinistra caviale” che appariva regolarmente nei film di Scola. Uomini ricchi, belle donne e buon cibo. Vittorio Gassman incarna un comunista privilegiato, in piena crisi esistenziale, così come lo è il suo partito e la sinistra. Una comunista gli pone domande e lo critica per la sua moderazione e per il suo riformismo. Lui gli risponde: “quando farete esplodere la rivoluzione?”. Spiega che “ essere comunisti in Occidente, vuol dire confrontarsi con la schizofrenia e con una colite permanete!” Il personaggio di Gassman rappresenta forse i dubbi dello stesso Scola.     

Ettore Scola si è anche interessato alla vita politica francese…

Si, attraverso due film storici La notte di Varennes(1982) sul periodo della fuga di Luigi XVI  e Il Ballo (1983), adattamento cinematografico di un’opera teatrale francese. In una sala da ballo sfila la storia della Francia, dagli anni ’20 agli anni ’80, sulle note della musica che ha accompagnato quei decenni. Il Fronte popolare, la Seconda Guerra Mondiale, la Liberazione e il Maggio del ’68 vengono evocati attraverso jazz, rock’n’roll e discomusic. Scola mostra così la trasformazione della società francese e i suoi effetti, così come ha mostrato quella della società italiana. L’Italia è sicuramente il paese che ha avuto il più grande cambiamento in un lasso di tempo così breve. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è passata in meno di trent’anni da una società prevalentemente agraria ad un paese industrializzato e ha avuto una profonda metamorfosi.

 

[Articolo originale "Ettore Scola : une histoire politique de l'Italie" di Marc Lazar]

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Traduzione di:
Silvia OlivieriItalia Silvia Olivieri
Laureata in Lingue e Letterature straniere a Milano, ho vissuto e studiato in Inghilterra,Belgio e Peru'. Traduco da ogni parte del mondo e adoro il Bel Paese visto dall'occhio positivo della stampa estera. Traduco dal francese e dall'inglese. Stampa estera preferita: Belgio francia inghilterra stati uniti.
Revisione di:
Denise Bosotti