Il Brasile ha “esportato” il virus zika in Italia due mesi prima che il Ministero della Sanità ne confermasse la diffusione nel paese nel maggio 2015.

Il Brasile ha “esportato” il virus zika in Italia

Folha de São Paulo

Il Brasile ha “esportato” il virus zika in Italia due mesi prima che il Ministero della Sanità ne confermasse la diffusione nel paese nel maggio scorso [l’articolo è del 18/12/2015, NdT]. Secondo lo studio pubblicato sul periodico scientifico Eurosurveillance, specializzato in epidemiologia, vigilanza e prevenzione, il virus è stato introdotto in Italia lo scorso marzo da un italiano di ritorno da 12 giorni di ferie a Salvador.

Quattro giorni dopo il rientro a Firenze, sua città natale, l’uomo fu colpito da febbre a 38ºC, macchie rosse sul corpo, congiuntivite e debolezza. Secondo i ricercatori, a causa dei sintomi della malattia virale e del viaggio in una regione endemica (all’epoca per la dengue e la chikungunya [altri due virus potenzialmente letali trasmessi dalla zanzara Aedes aegypti, NdT] ) furono fatti vari test per la dengue, la febbre gialla, la chikungunya, il parvovirus e la zika.

I risultati dell’esame (con la scoperta di anticorpi contro un’infezione precedente) indicarono lo zika. I sintomi scomparvero una settimana dopo. Il periodo di infezione dell’italiano coincide con il momento in cui i ricercatori dell’Istituto di Biologia dell’Università della Bahia stavano cercando di identificare il virus che causava la misteriosa malattia, la quale aveva sintomi simili a quelli della dengue.

Lo scorso aprile, dopo l’analisi dei campioni di sangue dei pazienti di Camaçari raccolti a marzo, i ricercatori hanno identificato lo zika con la stessa tecnica utilizzata dai medici italiani. È stata la prima volta che accadeva in America Latina. “Questo lavoro (italiano) è ottimo. Dimostra che a marzo il virus circolava già nella Bahia, esattamente come il nostro gruppo aveva dimostrato”, afferma il virologo Gubio Soares, dell’Università della Bahia.

CASI IMPORTATI

Fino ad allora, Usa, Giappone e Australia avevano registrato dei casi di infezione, tutti provenienti dal sudest asiatico. È la prima volta che lo “zika brasiliano” fa la sua apparizione in questo scenario. Caio Freire, ricercatore dell’Istituto di Scienze Biomediche dell’Università di São Paulo (USP), sostiene che a causa dell’elevato numero di persone oggi infette dallo zika in Brasile, il paese può diventare un esportatore del virus.

“Nel caso esistano zanzare in grado di trasmettere il virus nel paese, lo zika può trovare un mezzo per entrare in una catena di trasmissione uomo-zanzara-uomo” spiega.

Secondo Gubio Soares si tratta di un rischio reale che dovrebbe spingere il Ministero della Sanità e i governi locali ad investire in campagne di prevenzione anche per i turisti che arriveranno in Brasile in estate e durante le Olimpiadi del 2016. Secondo gli autori della ricerca, nel caso dell’Italia e di altri paesi europei, in particolare quelli del Mediterraneo, il timore è che la zanzara Aedes albopictus esista in abbondanza e sia anche un potenziale vettore dello zika.

Nel 2007 questa zanzara è stata la responsabile di un’epidemia di chikungunya in Emilia Romagna. Il virus era stato introdotto nella regione da un abitante che aveva viaggiato giorni prima in un’area endemica.

I ricercatori raccomandano le autorità europee di salute pubblica di intensificare la vigilanza su chi viaggia. “Dobbiamo evitare la disseminazione dello zika tra la nostra popolazione locale di zanzare”. In un comunicato, l’ECDC (centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie) ha informato che al momento il rischio di trasmissione del virus zika in Europa è “estremamente basso” a causa dell’inverno, che non è una stagione propizia per la riproduzione dell’Aedes.

Secondo il centro, tutti i paesi hanno ricevuto segnali d’allerta affinché venga intensificata la vigilanza su chi ritorna da aree endemiche, come il Brasile, e da località dove sono presenti i vettori. I governi locali sono anche stati orientati affinché i laboratori sviluppino test che distinguano lo zika da altri arbovirus (dengue e chikungunya, per esempio).

[Articolo originale "Brasil 'exportou' o vírus zika para a Itália" di Claudia Collucci]

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Traduzione di:
Andrea TorrenteBrasile Andrea Torrente
Giornalista multimediale e autore del blog Scappo in Brasile, vive in Brasile dal 2009 dove lavora per testate brasiliane e italiane. È traduttore freelance portoghese-italiano. Per contatti: torrente.andrea@gmail.com
Revisione di:
Alessandra Cerioli