L’autore di Gomorra e Zero Zero Zero replica alle accuse di plagio

Roberto Saviano: i miei oppositori mi vogliono caricaturare come il Rushdie di Roma

The Guardian

L’autore di Gomorra e Zero Zero Zero replica alle accuse di plagio

Roberto Saviano è diventato famoso per aver rivelato il crimine organizzato in Italia vivendo per raccontare questa storia. Ma lo scrittore e attivista, che da otto anni vive sotto scorta, sta ora affrontando un diverso tipo di minaccia che ha messo a dura prova la sua reputazione di voce morale in Italia.

Un efficace articolo pubblicato nel sito Daily Beast news la scorsa settimana ha accusato Saviano, l’autore di Gomorra – che scava nel torbido mondo della Camorra a Napoli – , di plagio e montatura.  L’articolo si riferisce ad esempi dettagliati di passaggi di Zero Zero Zero, il suo libro sul commercio mondiale di cocaina, che sembrano essere molto simili a passaggi di altre fonti, e accusa l’autore di “furto” dal lavoro di scrittori meno famosi.

L’articolo descrive Saviano – che ha descritto la sua vita sempre sotto guardie armate come uno “schifo” – come “una celebrità mondiale in una gabbia d’oro”.

Penso che vogliano screditarmi,” afferma Saviano a The Observer in un’e-mail di risposta all’articolo del Daily Beast. “[L’articolo], che ha ovviamente alimentato le critiche in Italia, non si concentrava sul fatto che il libro fosse giudicato di essere completamente brutto…ha fatto una caricatura di me descrivendomi come una rockstar che ha aspirazioni da rockstar e ha milioni di follower su Twitter. Il Rushdie di Roma. Non mi sono mai presentato come giornalista. Non cerco scoop, io commento le notizie. Metto i fatti insieme e do una nuova interpretazione.

Saviano respinge le accuse di plagio. Il Daily Beast nota delle somiglianze tra un articolo del Los Angeles Times che ha descritto un film e usato alcune statistiche, e alcuni passaggi di Zero Zero Zero. “ Perché è originale in un modo o nell’atro riportare figure che sono indicate nelle statistiche accessibili a chiunque? Se descrivi Il Padrino, stai plagiando il Padrino?” ribadisce lo scrittore.

Non è la prima volta che Saviano afferma che lo scopo delle critiche sia quello di attaccare la sua reputazione. Quando è stato accusato la prima volta di plagio in Italia – una causa ancora in corso che ha costretto lo scrittore napoletano ad aggiungere annotazioni in alcuni passaggi di Gomorra – molti osservatori neutrali videro il caso come parte di una campagna diffamatoria. Federico Varese, un esperto del crimine organizzato proveniente dall’università di Oxford, ha detto che supporta Saviano ma che allo stesso tempo è impossibile ignorare le accuse, rivelare le loro fonti non è legato al crimine organizzato. “ Ho l’impressione che le conseguenza saranno molto più severe internazionalmente e nel Regno Unito, perché in Italia questo tipo di cose viene dimenticato col tempo,” afferma Varese.

Ma questa è la prima volta che viene contestato da qualcuno che non appartenga all’ala destra della stampa che lo odia perché è sempre stato un dichiarato opponente di Silvio Berlusconi, ex primo ministro italiano, e perché ha parlato del problema di crimine organizzato anche nel nord Italia, che è molto importante.” Al centro della controversia ci sono alcune domande ancora senza risposta. Saviano ha detto che non si definisce giornalista, ma scrive per un quotidiano e sostiene che il suo lavoro è basato nel suo personale lavoro di investigazione e nelle sue fonti primarie.

Dovrebbe mantenere gli standard giornalistici? O è un maestro di un genere che Truman Capote ha reso famoso – il “romanzo saggistico” – che presenta una narrativa essenzialmente vera ma non necessariamente basata su fatti reali?

Se questo è il caso, come dice John Dickie, professore dell’University College London che conosce Saviano, può ancora definirsi “voce della verità”? Dickie ricorda quanto Saviano fosse giovane – solo 28 anni –quando Gomorra uscì nelle librerie. “Le persone hanno semplicemente amato l’idea di lui come martire della verità e mi chiedo che cosa sarebbe successo se invece di dire ‘il mio obiettivo è la verità’  avesse detto ‘Aspettate, quello che scrivo è in parte frutto della mia immaginazione, la mia evocazione di questo mondo’,” ha detto.

Dickie prende come esempio la prima scena di Gomorra. Saviano scrive di un gigantesco container  che viene imbarcato da una gru in una nave nel porto di Napoli, improvvisamente i portelli del container si aprono a scatti e ‘dozzine di corpi’ cadono giù. “ Sembravano manichini. Ma quando hanno colpito il terreno le loro teste si sono lacerate, come se i loro crani fossero veri, e lo erano.” Lo scaricatore di porto che sta raccontando la storia a Saviano si copre gli occhi con le dita e comincia a mugolare tra sé e nel libro Saviano spiega che non riesce più a capire quello che dice.

Penso che questa sia una leggenda urbana,” dice Dickie. “ Ho seri dubbi sulla storia, ma è un inizio fantastico per un libro. Ha fatto così perché era una reazione viscerale di disgusto. Potremmo chiamarla come una descrizione iper-realistica del mondo della Camorra.

Altri hanno sollevato questioni simili. Nella sua recensione del 2007, il New York Times ha accolto Gomorra come “un potente lavoro di reportage”. Ma il critico – Rachel Donadio – precisa che in Italia Gomorra è stato descritto come un “docu-romanzo” e il suo editore Farrar, Straus e Giroux l’ha chiamato un lavoro di “scrittura investigativa”.

Al tempo Donadio ha scritto “L’autore ha cambiato qualche nome? Se è così, i lettori non sono informati. Queste non sono questioni da poco e dovevano essere divulgate.” Ha poi aggiunto “Ma l’emozionante verità della storia di Saviano è incontestabile.

Nella sua prima recensione di Zero Zero Zero nel 2013, Varese aveva evidenziato come alcune sezioni sembravano copiate da wikipedia e, in un successivo articolo, aveva fatto notare che il libro aveva affermato una conclusione su un gruppo mafioso a Mosca, che era stato analizzato nel libro di Varese sull’ argomento. “ In effetti, questa dichiarazione è il risultato di un’analisi che è durata – nel mio caso – più o meno 10 anni. Con questo non voglio dire che abbia plagiato il mio libro, questo non è il punto. Piuttosto, la differenza tra fatti e analisi non è evidente come vuole far credere,” afferma Varese.

Altri critici letterari di Zero Zero Zero hanno dichiarato che è evidente che il suo libro non sia un chiaro reportage saggistico. Nel New York Times’s Sunday Book Review, il critico Mark Bowden, l’autore di Black Hawk Down, faceva notare che le fonti di Saviano riguardo certe affermazioni erano “lasciate all’immaginazione” e che alcuni dei più colorati eventi descritti nel libro, come il presunto incontro dei boss della droga ad Acapulco nel 1989, potevano essere o non essere accaduti.

“Per come la vedo io, il libro sembra miscelare prodigiose ricerche e supposizioni,” ha detto Bowden “Di certo non c’è una legge contro questo tipo di cose. Gli scrittori hanno sempre mescolato finzione e realtà fin dall’inizio della letteratura.

In mezzo al temporale mediatico, alcune voci illustri in Italia hanno difeso Saviano, incluso Enzo Mauro, direttore de La Repubblica, che ha detto che Saviano – uno dei migliori collaboratori – è stato bersagliato perché “ha espresso pensieri e giudizi in un Italia contemporanea che ha scatenato una valanga di opposizioni”.

Coloro che simpatizzano per Saviano, nonostante credano debba essere più collaborativo, enfatizzano quanto il suo lavoro sia stato importante. Quando Gomorra è stato pubblicato nel 2006, puntualizza Varese, c’era la sensazione che democrazia e capitalismo stessero “vincendo”. “Scrisse un libro che affermava che nel cuore dell’Europa occidentale c’era del marcio, cioè una collaborazione tra mafia e capitalismo,” ha detto “e lo scopo era mostrare come queste cose coesistessero molto bene.

Gianni Riotta, giornalista e professore alla Princeton University nel New Jersey, ricorda di quando era con Saviano in una caffetteria dell’università a Milano, ed è stato notato. Una lunga fila di studenti si è formata per stringergli la mano. “È esattamente quello che le persone vogliono fare a pezzi,” Riferisce Riotta, amico dell’autore.

Scrivendo per The Guardian quest’anno, Saviano ha descritto la sua peggiore paura. “Questo è ciò che mi butta giù, la paura che sarò screditato in qualche modo, che mi coglierà di sorpresa e che non sarò capace di difendermi, o di difendere la mia scrittura. Sento che sta già succedendo, le persone che dicono ‘sta mentendo, plagia, ci sta diffamando’, finiranno per essere più importanti delle mie stesse ricerche, dei miei tentativi di investigare su come funzionano le cose”.

[Articolo originale "Roberto Saviano: my critics want to caricature me as the Rushdie of Rome" di Stephanie Kirchgaessner]

Condividi : Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
  • email
  • Facebook
  • TwitThis
  • MySpace
  • Live-MSN
  • LinkedIn
  • OKnotizie
  • Google Bookmarks
  • YahooMyWeb
  • Blogosphere News
  • Digg
  • Reddit
  • Technorati
Traduzione di:
Chiara Dalla Cia
Revisione di:
Gaia Restivo